Supermercati vuoti, blocchi stradali, sospensione delle forniture. L’Argentina vive la sua nuova crisi economica. Questa volta sul piede di guerra gli agricoltori che protestano contro gli aumenti sui prodotti da esportazione, decisi dal decreto presidenziale dell’11 marzo, che fanno schizzare le tasse fino al 45% in più. Le associazioni degli agricoltori argentini hanno deciso di proseguire lo sciopero in atto da 19 giorni, a seguito della reticenza del governo a ritirare le sue proposte di stretta fiscale.
L’aumento della pressione fiscale colpisce soprattutto gli esportatori di soia, leguminosa di cui l’Argentina è il terzo produttore mondiale e che rende al Paese circa 12 miliardi di dollari all’anno. Secondo i sindacati l’aumento metterebbe in ginocchio soprattutto i piccoli e medi produttori, protagonisti, secondo molti analisti, della ripresa economica argentina dopo la crisi del 2001.
Aumenti simili, comunque, sono previsti anche sul granoturco e su molti altri prodotti agricoli.
La protesta degli agricoltori è stata sposata anche dagli autotrasportatori, che hanno bloccato buona parte delle principali arterie di comunicazione del paese. Sugli scaffali dei supermercati scarseggiano da tempo carne, latte e derivati.
E il presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner, ricorda la Bbc, ha ripetuto gli appelli per la revoca dei posti di blocco, che stanno paralizzando il paese. “Vi chiedo ancora una volta di rimuovere i vostri camion e di pensare a voi stessi come una parte del sistema paese e non come proprietari del paese”, ha detto il capo dello stato.
Gli agricoltori, intanto, hanno fatto sapere che le risposte avute dalla controparte sono state insufficienti e si sono detti disponibili a proseguire il negoziato. Da parte sua, però, il presidente argentino ha confermato la sua intenzione di non sedere al tavolo dei colloqui fino a quando non sarà revocatolo sciopero.
Via | Alice News
4cilindri
03 apr 2008 - 09:01 - #1a presto…anche sui nostri schermi….
V
Rec
03 apr 2008 - 09:52 - #2spero che succeda anche in Italia…è quello che si merita
simonemuscas
03 apr 2008 - 09:57 - #3Non vorrei sembrare pessimista, ma queste sciagure economiche potrebbero presto arrivare anche da noi. Già abbiamo avuto alcuni assaggi con le varie questioni dalle quote latte alla mozzarella alla diossina, dalla mucca pazza alle aziende agricole Sarde….ma la grande crisi è dietro l’angolo, e se non si trova un equilibrio Italiano nel contesto Europeo potremmo assisstere ad episodi del genere anche qui. E’ ora che chi ci governa metta sul tavolo proposte concrete. L’introduzione di concetti quali la filiera corta nel campo agricolo per esempio sarebbe fondamentale. Di questo modo si potrebbero tagliare gli intermediari e si permetterebbe all’agricoltore di tornare ad essere protagonista nel campo economico. Dobbiamo stare alle regole della comunità Europea, però cominciamo a fare qualcosa di intelligente anche in casa nostra, altrimenti non tarderemo a vedere le nostre stade occupate…
Sandro kensan
03 apr 2008 - 20:25 - #4Sono scemo io oppure non si dice la cosa più importante: perché il governo sta aumentando le tasse sulla soia da esportazione?
Mi pare di essere l’unico imbecille che se lo chiede, evidentemente gli altri commentatori e lettori sanno già perché si vuole diminuire o impedire le esportazioni del *cibo*.
Comunque mi informerò su questo punto e intanto faccio due ellazioni, la prima è che voglio mangiare la soia prodotta in Argentina solo gli argentini.
Secondo i prezzi della soia sono andati alle stelle per via dei biocarburanti/crisi dei granai, quindi gli agricoltori stanno soppiantando i cereali per mangiare con la soia per il biodiesel che esportano. La Kirkner tra l’affamare il suo popolo e impedire l’arricchimento degli agricoltori ha scelto la seconda.
Se fosse così è chiaro che non ci sono terreni per il biodiesel nemmeno nella grande e poco popolata Argentina, figurarsi in Europa.
Ho fatto la figura dello scemo, adesso chi sa perché aumentano le tasse sulla soia d’esportazione dica la sua.
Sandro kensan
03 apr 2008 - 20:43 - #5«La Presidente dell’Argentina Christina Kirchner ha spiegato che l’aumento delle tasse è servito a controllare l’inflazione e a frenare la rapida crescita dei prezzi dei beni alimentari.»
Mi sa che ho detto cose esatte anche nella mia perfetta ignoranza.