Non solo i giardinieri-guerriglieri del Guerriglia Gardening, che di notte si macchiano della grave colpa di abbellire lo squallore urbano piantando fiori e alberelli. Ecco un altro gruppo di ecoguerriglieri degni di nota, di rispetto e magari anche di emulazione. Vengono dalla Francia, si chiamano Clan du Néon.
Questo gruppo riconoscibile dalla buffa divisa (parruccone e occhialoni da sole, tuta da lavoro, guanti di plastica e scarponcini), si aggirano di notte con la missione di spegnere i neon dei negozi lasciati accesi secondo loro (ma anche secondo me!) inutilmente. Ora, la città notturna con tutte quelle belle insegne colorate è anche carina, e capisco che il commerciante di turno possa pensare che sia una forma di pubblicità lasciare il proprio nome a lampeggiare quando fa buio. Lo capisco fino ad una certa ora, quando le persone escono dal lavoro, o a cena. Ma nel cuore della notte? A che serve? Perchè sprecare tutta quella energia inutilmente?
E allora, tutta la mia ammirazione a questi buffi ecoterroristi, che altro non fanno che individuare il negozio sprecone, arrampicarsi un attimo sull’insegna, e spegnerla. Sul loro sito potete vedere quanto la cosa sia facile (ci sono alcuni video delle loro imprese). Penalmente non rischiano nulla, non li possono arrestare, non li possono multare. E così il gruppo cresce, organizzato in cellule segrete che hanno sede nelle principali città francesi, Parigi, Lione, Marisglio, nizza, Bordeaux, e si stanno organizzando anche in Belgio e Olanda. Se vi va di organizzare qualcosa anche qui, fatemelo sapere.
Via | Corriere della Sera
anton 1
03 apr 2008 - 12:35 - #1Il problema dell’inquinamento luminoso non è dato dai neon dei negozi, ma dall’illuminazione pubblica esagerata.
_viviana_
03 apr 2008 - 12:48 - #2@anton 1
ma qui parliamo di spreco energetico… e tanti negozi illuminati di notte senza motivo è spreco energetico, non è l’unico ma sempre spreco è
Cane Randagio
03 apr 2008 - 15:09 - #3non credo che in italia sia così semplice spegnere le insegne così some fanno in francia… penso si possa fare solo dall’interno del negozio… non so può essere anceh che mi sbagli.
Cane Randagio
03 apr 2008 - 15:10 - #4Hei Viviana, ciao, sai per caso cosa si rischia nel fare gli attacchi di guerrilla garden?
Grazie
simonemuscas
03 apr 2008 - 17:07 - #5I Francesi quando c’è da lottare per una causa comune sono abbastanza capaci, ce l’hanno nel DNA. Ricordate cosa successe due anni fa con la legge sui licenziamenti del primo ministro Villipin? Ci fu un caos totale…è un popolo figlio dei Rivoluzionari del ‘700. Credo però che la violenza non serva in questi casi, serve proporre alternative interessanti. Che ne pensate di obbligare tutti coloro che proprio non possono rinunciare a tenere le luci accese dei propri negozi a dotarsi di un sistema energetico da fonte rinnovabile ben dimensionato secondo le esigenze? E’ una soluzione, avanti altre proposte, però nessuna violenza per favore. La violenza porta solo al disordine e in Italia non è il momento di rendere la situazione più difficile di quella attuale…
Zak
03 apr 2008 - 18:56 - #6Non sono sicuro sia cosi’ innocuo. Per quanto effettivamente sia uno spreco energetico, il commerciante che lascia acceso un neon si e’ fatto i suoi conti.
Storicamente i neon venivano lasciati accesi perche’ il maggior costo in corrente elettrica era comunque minore di quanto avrebbero speso in sostituzioni di starter e lampade per l’usura dei transitori. Ora non credo che ci siano QUESTE considerazioni, ma di sicuro ce ne sono altre, magari (anzi, sicuramente) legate al dare visibilità alla propria attività. Se la cosa viene vista come un’interferenza nei propri affari… secondo me ci metteranno ben poco ad “armarsi” (anche solo di cavilli legali) contro questa pratica.