Se bevi non guidare
E attento al vino tarocco

L'etichetta con l'avvertenza:"se bevi non guidare"Saranno 450mila le bottiglie di Montepulciano, Cerasuolo e Pecorino che porteranno sull'etichetta la scritta "Se bevi non guidare". L'iniziativa è stata presentata in anteprima da Coldiretti in occasione del Vinitaly di Verona.

Per ora lo slogan sarà apposto sulle bottiglie dell'azienda agricola abruzzese di Domenico Pasetti in seguito all'accordo con il Servizio pubblico per le dipendenze (Sert). Un'iniziativa "autonoma e volontaria" a tutela del consumatore, ha spiegato Pasetti. E durante la presentazione dell’iniziativa, che tutti si augurano possa essere estesa in maniera più incisiva a tutte le etichette nazionali si è anche parlato della frode delle etichette.

Un inquietante dossier“Il lato oscuro delle etichette” è stato presentato da Coldiretti che lancia l'allarme sulle nuove etichette ingannevoli autorizzate con la riforma europea per i vini da tavola che creano confusione tra le zone di coltivazione delle uve e quelle della loro lavorazione, sfruttando la notorietà del vitigno. Nel corso dell'incontro sono state mostrate bottiglie che contengono falsificazioni ed inganni come il Chianti prodotto negli Usa e il Tuscuny moon imbottigliato sotto il sole della California.

Le nuove norme sull'etichettatura in arrivo con la riforma dell'organizzazione comunitaria del settore vitivinicolo recentemente approvata sancisce il via libera all'arrivo sul mercato di vini da tavola prodotti in qualsiasi parte dell'Unione Europea che possono però riportare con grande evidenza in etichetta termini come Vernaccia, Prosecco, Aglianico, Sagrantino e Montepulciano, creando confusione con le prestigiose denominazioni di origine nazionali.

L'obiettivo di dare trasparenza a scelte consapevoli di acquisto nella normativa comunitaria risulta quindi contraddetto da quanto viene previsto in materia di indicazioni consentite per i vini da tavola nei quali si riconosce al produttore la possibilità di indicare, congiuntamente alla vendemmia (e, cioè, all'annata di produzione) il nome del vitigno, senza alcun collegamento con la specifica zona geografica di origine.

In questo modo - denuncia la Coldiretti - attraverso un'abile costruzione di simboli grafici e letterali, previsti nell'etichetta, e l'uso di marchi celebri, è facile che aumenti il rischio di confusione tra le zone di coltivazione delle uve e quelle della loro lavorazione, sfruttando proprio la notorietà del vitigno. Una situazione che può riguardare i vitigni più conosciuti, come la Vernaccia , rinomato vino che si associa ad alcuni comuni storici della Toscana, come San Gimignano; il Prosecco, vitigno diffuso nelle colline di Conegliano e Valdobbiadene; il Sagrantino, facilmente associato al cuore dell'Umbria, nelle colline di Montefalco. Ma sono ancora molti altri i vitigni che sarebbe possibile citare, come il Montepulciano d'Abruzzo e l'Aglianico.

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