Secondo uno studio recente, l’estensione della misura del particolato alle particelle ultrasottili è necessaria per il monitoraggio della qualità dell’aria poiché , permetterebbe di distinguere l’origine del PM. Le particelle di dimensioni minori (PM fino a 1 micron), infatti, derivano dalla combustione nei motori delle centrali e delle automobili, mentre le più grandi traggono origine da processi meccanici e meccanismi naturali.
Il problema deriva dal fatto che gli standard europei di misura in voga finora sono limitati alle PM2,5 e non permettono una classificazione certa delle particelle più piccole (PM2,5 e minori). Proprio le PM2.5, infatti sono difficili da interpretare, poiché includono particolato sia da processi meccanici che dalla combustione.
La dimensione della PM è cruciale per la valutazione dell’esposizione agli agenti inquinanti e concerne sia la chimica della particella che la possibilità di respirarla noi, in quanto il naso filtra le particelle dai 10 micron in sù (prodotte dai macchinari dalle piante e la polvere portata dal vento), ma non le più piccole. Gran parte dell’inquinamento è, comunque, di matrice antropica e collegabile alla combustione che crea particelle inferiori ad 1 micron.
Via | EU DG Environment
Foto | gbatistini
» Atmospheric Environment, Modality in ambient particle size distributions and its potential
as a basis for developing air quality regulation
stever
12 apr 2008 - 08:15 - #1bene ! così avrò una certezza (spero) scientifica se la prox auto la dovrò ri-comprare FAP oppure no !
paolomot
12 apr 2008 - 17:23 - #2Io ti consiglio di prenderla senza fap diminuisce la grandezza della particelle e sposta solo l’inquinamento
grif
13 apr 2008 - 20:56 - #3Io ti consiglio un’auto a metano, la sola che NON produce nanopolveri…