Al Politecnico di Torino si mangia a km zero

pubblicato: lunedì 07 aprile 2008 da Marina in: Spesa ecologica Italia Agricoltura Alimentazione

Un pasto tipico a mensaFinalmente un primo esempio in Italia di spesa a Km zero. Lo mette in atto il Politecnico di Torino che per rifornire la sua mensa riservata al personale docente e non, sceglie di acquistare i prodotti presenti sul territorio.

Menu a Km Zero è promossa da Politecnico, CIR food, Coldiretti e riguarda la ristorazione con prodotti tipici regionali e stagionali. E per la presentazione del progetto è stato offerto un menù tipo: risotto al Castelmagno, coniglio al civet e frittata ai porri; mentre Coldiretti ha allestito il tavolo delle mele offrendo mele golden, mele delizia, succo di mela filtrato e non, mele essiccate al naturale e alla cannella.

In questo modo si abbattono i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30%. I ristoranti propongono piatti con i sapori della terra d’origine, garantiti e rintracciabili attraverso un’etichetta che ne certifica la provenienza, perché offerti dai produttori agricoli del luogo.

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La sperimentazione, accolta dal Politecnico in collaborazione con Coldiretti regionale e provinciale - e da CIR food, si propone dunque di utilizzare presso il ristorante aziendale del Politecnico di Torino prodotti ortofrutticoli provenienti dalla “filiera corta” ed è stato collocato sempre a cura di Coldiretti, un distributore di latte crudo nel parcheggio sovrastante il ristorante aziendale.

Francesco Profumo, rettore del Politecnico dice: “ Partiamo con questa prima sperimentazione all’interno della nostra mensa e mi piacerebbe che questa cosa diventasse generalizzata e rivolta anche agli studenti. E’ un piccolo contributo per un ambiente migliore che necessità di una componente culturale: selezionare i prodotti locali”.

Per Giorgio Ferrero, presidente Coldiretti Piemonte: “Spostare le ha dei costi anche ambientali. Il Politecnico è un po’ il blasone della formazione e questo progetto qui ci onora. E’ già in atto con alcuni ospedali e mense ma il fatto che avvenga nel Politecnico significa che avrà un impatto mediatico molto forte”.

Via | Ondequadre
Foto | Flickr

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Commenti dei lettori

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  • dave_v

    07 apr 2008 - 12:48 - #1
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    Io c’ero e devo dire che l’iniziativa non era male. Peccato solo che dessero il succo di mele in bicchierini di plastica usa e getta

  • EdiE

    07 apr 2008 - 16:04 - #2
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    Ottima soluzione adottata dal Politecnico, come al solito misure di questo tipo si perdono come gocce nell’oceano. Il problema legato ai trasporti specialmente di generi alimentari avrebbe bisogno di una seria e totale rivisitazione, a partire dalle istituzione che dovrebbe promuovere questo tipo di commercio (spesa a km 0), passando dagli operatori di settore che vedrebbero come specificato nell’articolo, diminuire le spese relative alla produzione di un 30%. Ed infine i consumatori che sarebbero avvantaggiati sia economicamente ( i prodotti in questo modo costano di meno) sia a livello di sicurezza cooscendo bene essendo locale l’origine dei prodotti. Senza dimenticare che scopo principale di una distribuzione intelligente è quello della salvaguardia dell’ambiente e del risparmio di risorse come il petrolio… scusate se è poco.

  • Bruno1967

    07 apr 2008 - 16:18 - #3
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    Secondo me i Km percorsi dalla merce dovrebbe essere un’informazione riscontrabile sul cartellino al supermercato, per dare modo al consumatore di poter scegliere.
    In particolare trovo scandaloso il tragitto fatto dalle bottiglie d’acqua.

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    07 apr 2008 - 17:03 - #4
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    Mi sembra interessante l’idea di Bruno 1967. Il punto è che va riformata l’intera economia. Se l’ambiente non entra come priorità nell’sfera economica c’è poco da fare, continueremo a vedere esempi interessanti, ma isolati come quello dell’Università di Torino. Scrivere e leggere bei commenti di letteratura ambientale mi ha stancato, mi piacerebbe che dalle alte sfere del potere si accendesse il lume della ragione, ma tutto tace…

  • gangsofny

    07 apr 2008 - 17:25 - #5
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    ieri sera al il senso della vita,su canale5, enrico montesano ricordava a tutti noi che da bambino scendeva in bottega e comprava vino e olio alla spina.
    siamo tornati indietro per una politica dei consumi maggiori,aumentando anche i rifiuti,quindi il bilancio e’ nettamente negativo.

  • Profilo di the whitered one

    the whitered one

    07 apr 2008 - 20:37 - #6
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    Ci tengo a precisare che nella mensa universitaria di Torino che frequento io usano quasi sempre piatti e bicchieri di plastica (con pile di quelli di ceramica lasciati alle spalle delle cameriere senza apparente motivo…), prodotti in confezioni monouso (tipo il parmigiano grattugiato in bustine monodose), formaggi e yogurt che vengono da ditte non locali ma da altre parti d’Italia, e manca completamente la possibilità di un menù vegetariano che non sia composto dalla sola insalata… Vedere che poi si fanno pubblicità con queste iniziative, tra l’altro riservate ai soli docenti, mi fa sentire, e non poco, preso per lo sbaragnaus… Non bisogna dimostrare che qualcosa si può fare: bisogna anche farlo al 100%, altrimenti è incoerenza. Che rabbia e delusione…

  • Profilo di Marco-TO

    Marco-TO

    08 apr 2008 - 12:08 - #7
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    Nei supermercati di Torino, ma penso anche altrove, da metà gennaio si trovano le fragole che provengono dalla Spagna. Da mesi vi sono le mele dal Cile e dal Messico.
    Al mercato rionale, c’erano le melanzane con relativo cartellino del prezzo e di fianco scritto “provenienza Italia”. Ho buttato l’occhio dietro al banco e c’era una pila di cassette piene di melanzane con sul bordo scritto “produit Espana”.
    L’Artico si sta sciogliendo, che bello, sai quanto gas e petrolio che potremmo estrarre da lì sotto!

    Su ragazzi, un po’ di pazienza, ancora 50 anni, poi la razza umana lascerà il pianeta Terra al suo destino, finalmente ricomincerà a vivere e magari una nuova razza fra qualche milione di anni si evolverà con maggiore intelligenza della nostra.

  • aparme

    14 mag 2008 - 21:26 - #8
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    Il vero voto si da quando si va a fare la spesa. L’economia si cambia dal basso dalle abitudini dei consumatori. Un’esperienza da diffondere capillarmente anche attraverso i GAS. Se ognuno di noi diffonde attraverso il passaparola questo sistema virtuoso potrebbe un giorno diventare un sistema economico a norma nel nostro paese. Siamo noi ad avere il potere di cambiare non aspettiamo che decidano sempre gli altri per noi. -trasporti, -rifiuti, +occupazione, +benessere, +risparmio, +salute. Potrebbe essere un cambiamento epocale, ma dipende da tutti noi le istituzioni si adegueranno.

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