Expo 2015: gioie e dolori. Come è lecito aspettarsi, oltre agli entusiasti che rivendicano un ruolo importantissimo per il rilancio dell’economia del paese, c’è un popolo di diffidenti e di scettici che non vede di buon occhio questo avvenimento. Numerosi anche i “volti noti” e personaggi di spicco sia nel mondo politico che tra architetti.
Renzo Piano si definisce un Expo diffidente e secondo lui la città di Milano “deve fermare la sua esplosione, chiudere la ferita delle periferie, costruire solo sul costruito, trasformare il traffico privato in pubblico, ampliare ogni metro quadrato di verde, ritrovare l’acqua, smettere di fare i grandi parcheggi in centro…”
Da più parti si nota diffidenza nei confronti dei progetti da realizzare e lo stesso Berlusconi si augura un rientro di alcuni progetti che stravolgerebbero paesaggisticamente la città. Quello che si teme è la speculazione edilizia e colate di cemento un po’ ovunque cosa che, nel nostro paese, dire che è la norma è purtroppo un’ovvietà.
Contro le suddette ipotesi il sindaco Moratti sostiene, ovviamente, che il tutto sarà seguito scrupolosamente proprio per evitare di deturpare il territorio. Ci sono altri architetti come Massimiliano Fuksas che reputano il giudizio di Piano un po’ prevenuto citando le Olimpiadi di Torino come un esempio del buono fatto da manifestazioni ed eventi di tale portata.
Questo è quello che riportano le cronache, ora vorrei sapere il vostro di parere, soprattutto dei milanesi e del loro rapporto con un ambiente sempre più maltrattato. Il mio giudizio a questo punto credo possa essere superfluo ci sono tante tematiche annesse come la creazione di posti di lavoro a tempo determinato e rientri economici…ma lascio a voi la parola che è meglio!
» Corriere della Sera
» Corriere.it - Vivimilano
» Milano Expo 2015
Maurizio T.
09 apr 2008 - 10:39 - #1Fuksas farebbe meglio a tacere; il ‘buono’ realizzato dalle olimpiadi a Torino e dintorni sta già creando difficoltà per la manutenzione, oltre ad aver deturpato alcuni bei luoghi della val di Susa
Se questo è il progresso, tenetevelo
Alsoinmybackyard
09 apr 2008 - 11:02 - #2La posizione di Renzo Piano mi sembra legittima, altro che pregiudizi…
La città di Milano ha da molti anni in atto un processo di urban sprawling cioè di sovraccrescita urbana di allargamento delle periferie e questo processo andrebbe fermato non incentivato.
Basta fare il paragone con città molto più densamente abitate come Londra o Parigi per vedere la differenza.
http://www.climatealliance.it/public/ingrandimento_news.php?ID=106
Gianca77
09 apr 2008 - 11:19 - #3io spero solo che sia un occasione per sistemare Milano e non per peggiorarla ulteriormente. Ovviamente sono consapevole (visto poi chi c’è in Regione e in Comune) che si correrà il rischio di appalti truccati, speculazioni, milioni intascati qui e là…il ciellino di m.er. da in regione ha già movimentato la compagnia delle opere e tutte quelle persone di m.er. da che girano intorno a quel centro di potere creato da quella cosa che qualcono chiama ancora religione
the whitered one
09 apr 2008 - 17:13 - #4Piano è quello che vuole costruire un grattacielo alto 200 m in centro a Torino e fa passre per pirla quelli che dicono che ciò deturperebbe il paesaggio urbano, ergo può solo tacere.
B è quello che ha realizzato Milano 2 e Milano 3, che non sono proprio esempi di paesaggi urbani gradevoli, e vuole realizzare a tutti i costi il Ponte sullo Stretto, ergo può solo tacere.
Uno dei punti di forza del progetto Expo 2015 è quello di essere 100% sostenibile e avere impatto ambientale zero: è una scommessa, ma ce la si può fare, visto anche che personaggi come Al Gore hanno dato il loro supporto, quindi dubito che si possa ritrattare in futuro. I possibili effetti positivi sullo sviluppo territoriale di un evento del genere valgono un gioco che potrebbe essere la prima occasione di dimostrare che anche in Italia le cose possono essere fatte bene. Voglio viverla così, senza illusioni ma fiducioso.
Luca M
09 apr 2008 - 20:27 - #5@the wintered one
credo che l’idea di Piano sia un po’ diversa, voglio dire che, secondo la mia interpretazione della vicenda, non sta difendendo l’ambiente o il paesaggio in ogni aspetto. Sta però dicendo che c’è un limite entro il quale fermarsi per costruire e quindi sottrarre spazi naturali. Il punto della questione che sollevi potrebbe stare in queste parole “costruire solo sul costruito”.
Sappiamo tutti che Milano non ha molti spazi verdi, quindi ogni qualvolta si sottraggono dette aree è un danno decisamente maggiore rispetto a zone meno cementificate (questa è la mia interpretazione e, se così fosse, condivido solo in parte).
E’ chiaro che altre sue opere siano criticabili, ma la questione è incentrata su Milano e sul suo contesto.
Saluti
DiarioColombia
10 apr 2008 - 10:29 - #6nella sezione Documenti del Comitato NoExpo potete trovare parecchi testi piuttosto interessanti sul tema sui temi dell’urbanistica, della progettazione del territorio e dell’insostenibilità dell’Expo2015:
http://www.noexpo.it/
da88
10 apr 2008 - 20:29 - #7Tempo fa Report si occupò di molte delle opere che più o meno correlate con l’expò si stanno progettando/realizzando a Milano e dintorni…. il panorama era piuttosto desolante!!!
Dalla speculazione nell’area dell’ex polo fieristico, alla lottizzazione di un parco agricolo nei pressi della città.
Luca M
11 apr 2008 - 19:40 - #8Grazie DiarioColombia, non ne ero a conoscenza del sito…non si smette mai di imparare!! =)
Elisa da Milano
17 apr 2008 - 11:34 - #9Segnalo la discussione “Milano Expo 2015: Cittadini condannati alla protesta o coinvolti nelle proposte?” ( http://www.partecipami.it/milanoexpo2015 ) avviata il 2 aprile nel “Forum permanente sulla città” di partecipaMi con questo post:
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Prima di Pasqua leggevo questo ( http://tinyurl.com/yt8mkf ) articolo del Corriere della Sera sull’Expo.
E condivido con l’autore che questo Expo porterà dei cambiamenti giganti nella città (a livello di strutture, a livello economico, a livello sociale, ecc). Ma Garzonio dice anche: “E v’è da creare una cultura dello sviluppo che, senza demonizzare mercato e produttività, metta al centro l’ uomo e la vivibilità”. E su questi temi si sono focalizzati numerosi commenti post “vittoria”.
Viene da chiedermi: l’evento Expo non potrebbe essere un momento per ripensare la sostenibilità della città?
E ancora: dove, a che livello, e in che modo è sostenibile coinvolgere i cittadini nelle scelte di questo Expo? sostenibile per la città, per i cittadini, ma soprattutto per i suoi rappresentanti.
– fiorella
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Sono gia’ intervenuti, oltre ai cittadini, consiglieri di zona, consiglieri comunali e un ex senatore dei verdi.
Luca M
17 apr 2008 - 15:19 - #10Ciao Elisa e grazie per il link
posso dirti solo che in teoria quello proposto dovrebbe essere la norma in ogni paese civile visto che l’ambiente e lo sviluppo sostenibile sono temi d’interesse così generale che dovrebbe rimanere tra i primi pensieri di chi progetta (sia dal lato amministrativo che dal lato progettuale in senso stretto).
Però purtroppo in Italia quasi mai questo viene fatto, vuoi per una scarsa nozione delle dinamiche ambientali o vuoi per dinamiche che volutamente bypassano a pie’ pari il bene del cittadino.
Se il tutto fosse sostenibile e compartecipato non credo ci sarebbero proteste. Il punto è proprio questo.
Saluti
Peggy
02 dic 2008 - 11:18 - #11sono molto dubbiosa sulla validità del progetto expo per molti motivi: intanto la zona è già molto urbanizzata, quindi preferirei non vedere un’ulteriore colata di cemento; l’impatto visivo e sociale dei progetti avrà una portata mostruosa (a questo proposito vi consiglio vi vedere i prospetti realizzati dalla facoltà di architettura del Politecnico per accorgervi di quanto quelle strutture saranno visivamente “non integrate” con il resto dello spazio costruito). Sul piano economico vorrei sapere che fine farà Milano dopo che l’esposizione sarà finita..infatti altre città hanno pagato un bello scotto per questo evento: per esempio l’edizione tedesca dell’expò del 2000 ha lasciato tante strutture che ora sono lì a far niente, non c’è gente che ci lavora e sono stati spesi tanti tanti soldi per un evento che prima di tutto è mediatico, non culturale! Il sistema di appalti col quale sarà gestito l’expò non permette controlli da parte dei sindacati…quindi vorrà dire lavoro nero, speculazioni e meno sicurezza.. magari qualche altro morto sul posto di lavoro. Infine la tanto decantata sostenibilità ambientale è uno specchietto per le allodole, o meglio è solo uno slogan perchè i 3 famosi grattacieli saranno in vetro e acciaio..in assoluto la combinazione più dispersiva sul piano del calore e dell’energia! strano che Al Gore non ci abbia fatto caso… !