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Barriera corallina con i vagoni della metropolitana

Pubblicato: 10 apr 2008 da PiccoloSocrate

Commenti dei lettori

Barriera corallina con le metropolitane

Cosa fare dei vecchi treni della metropolitana? Gli americani li hanno buttati in mare nel Delaware, per ricreare la barriera corallina. Un sistema alquanto discutibile, ma efficace. Le specie marine si adattano a tutto - infatti già nel 2001 altri esperimenti di Red Bird Reef in ricordo delle metropolitane newyorchesi utilizzate per l’esperimento - hanno dato buoni risultati. Non è un modo per inquinare il mare: gli americani ci tengono alle loro coste e non buttano immondizia voluminosa per evitare di riciclarla.

I vagoni si son ben presto popolati di specie marine differenti in alcuni casi addirittura sovraffollati: le cozze si attaccano ai soffitti, le platesse e le orate all’interno dei vagoni, mentre le spugne si diffondono ovunque. I diversi tentativi hanno dimostrato che è un sistema molto valido per ripopolare il mare e si è innescata una gara per accaparrarsi i vagoni dismessi che l’ente gestore della metropolitana di New York cede gratuitamente.

Aree marine che dieci anni fa erano desertiche oggi vivono la situazione inversa: oltre ad abbondare di specie marine, sono arrivati a frotte anche i pescatori (legali e non) scatenando anche delle piccole guerriglie fatte di furti di reti e sabotaggi. Molto probabilmente le autorità del Delaware chiederanno alle autorità federali di farne un’area marina protetta dove potranno lavorare solo i pescatori autorizzati.

Ad ogni modo, gli americani pensano di estendere l’esperimenti in molte altre aree. Gli ambientalisti possono stare tranquilli, perché il poco amianto contenuto nei vagoni non è dannoso né per la fauna sottomarina né per quella terrestre, visto che non si propaga per via aerea. Un video animato realizzato dal New York Times rende l’idea di quanto generalmente accade in queste situazioni.

Via | Corriere della Sera
Foto | Ney York Times

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • bax

    10 apr 2008 - 12:17 - #1
    0 punti
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    che non si danneggi l’ambiente marino ci credo e che si arricchisca di flora e fauna pure..
    ma non sarebbe meglio recuperare il ferro di questi vagoni?

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    10 apr 2008 - 12:35 - #2
    2 punti
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    E’ la seconda volta che sento una cosa del genere. Ho avuto notizia anche di un relitto di una piccola nave affondato circa 40 anni fa nelle coste della Sardegna che è diventato intoccabile data l’alta diversità di specie che ormai l’hanno colonizzato. Una cosa è però parlare di incidenti e un’altra è mettere di proposito vecchie carcasse. Preferisco la linea ambientale tradizionale del cercare di modificare il meno possibile gli habitat naturali e salvaguardarli il più possibile con sistemi tradizionali naturali. Considerando che la cosa potrebbe generare anche dei profitti si potrebbero avere delle distorsioni della realtà. Onde evitare che i mari della terra diventino il cimitero delle nostre tecnologie prendiamo queste notizie con le pinze e cerchiamo di non dare adito a facili entusiasmi…

  • Profilo di Cane Randagio

    Cane Randagio

    10 apr 2008 - 12:50 - #3
    3 punti
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    Quoto simonemuscas,
    però fra i tanti mali potrebbe essere quello minore.

  • dex85

    10 apr 2008 - 12:58 - #4
    2 punti
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    beh senza dubbio poi il ferro dei vagoni col tempo sparirà…e intanto che c’è non inquina poi molto..

    a differenza dei copertoni che avevano buttato sempre per fare una barriera ma li han dovuto tirare su tutti!!

    ma recuperare il metallo ed evitare si scavare altre miniere no??

  • Profilo di stever

    stever

    10 apr 2008 - 14:52 - #5
    2 punti
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    Dovrebbero far cosi’ anche con tutte le carcasse di auto che si vedono in giro o con i vecchi piloni / cementi vari ricavati dagli ecomostri abbattuti. Ovviamente prima bisogna togliere materiali pericolosi come ad esempio gli olii.
    Dalle mie parti (costa laziale inquinatissima) è bastato buttare quasi a riva un pò di flangiflutti in un fondale che era un deserto sabbioso (ricordo che i più ampi deserti privi di vita si trovano proprio nei mari) per vedere dopo 10 anni un tripudio di vita dove in mezzo ai bagnanti (folla) qualcuno si diverte con la fiocina a prendere polpi, qualche pescetto e grandi murene !
    Tornando alle carcasse metalliche in molti posti della terra aumentano di parecchio la colonizzazione immettendo una debole corrente sulle strutture

  • geppe67

    10 apr 2008 - 15:34 - #6
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    #2 il post parla di RICREARE la barriera corallina.
    forse era stata distrutta?
    ormai di naturale in questo nostro pianeta c’è sempre meno.

  • Profilo di ice

    ice

    11 apr 2008 - 10:44 - #7
    2 punti
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    mi sembrano esperimenti interessanti, visto che però la cosa viene fatta in maniera artificiale sarebbe impostante che le carcasse fossero di solo metallo, prive di parti plastiche , olii o altro
    nel giro di qualche secolo lo scheletro metallico sarà distrutto dalla corrosione lasciondo la struttura calcarea dei coralli
    Ricordo che lo scorso anno hanno volutamente affondato una nave da guerra a fine carriera con il medesimo scopo

    Ovviamente è un peccato non poter recuperare tutto quel metallo, per questo è molto importante che la cosa sia fatta bene, non facedola passare per un modo più veloce di liberarsi dei rifiuti, anche perchè in questo caso si tratta di “rifiuti nobili”, molto facilmente riciclabili e di alto valore

  • dex85

    11 apr 2008 - 14:55 - #8
    0 punti
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    @7: si già ce li vedo che dicono: abbiamo risolto il problema rifiuti a napoli….li buttiamo tutti nella costiera amalfitana e ci viene pure una bella barriera corallina!
    dopo le ecoBALLE e le ecoBUFALE le ecobarriere…