Pesca illegale, se ne discute in Europa

Pesca I prossimi 14 e 15 aprile sarà all’esame del Consiglio Europeo la proposta di regolamento sulla pesca illegale IUU. Si tratta di un fenomeno dall’entità incerta anche se si parla di un giro di affari fino a 10 miliardi in tutto il mondo. Secondo alcune stime della FAO la pesca di frodo rappresenterebbe addirittura circa il 30% delle catture totali in alcune importanti zone di pesca. I rischi che il tonno rosso sta correndo sono uno degli esempi delle conseguenze della pesca illegale.

I ministri europei saranno chiamati a pronunciarsi su 3 punti: se il campo di applicazione della proposta debba comprendere o meno anche la flotta comunitaria; se il sistema di certificazione proposto ai fini di misure commerciali per le importazioni dei prodotti della pesca sia ritenuto appropriato; se il regime sanzionatorio proposto sia ritenuto uno strumento ottimale per sanzionare le attività di pesca illegali.

Nel Regolamento si propone un inasprimento delle sanzioni contro le infrazioni gravi in materia di pesca illegale e le misure per impedire il fenomeno. Prevista inoltre una maggiore collaborazione tra i paesi e tra le organizzazione di gestione della pesca per l’attività di controllo.

Un appuntamento importante, quindi, questo del via libera del Consiglio Ue. Un appuntamento in occasione del quale le associazioni ambientaliste Legambiente WWF e Marevivo fanno sentire la loro voce per chiedere “finalmente chiarezza sulla definizione della pesca non regolamentata”.

Secondo le associazioni il Regolamento dovrà applicarsi a tutte le imbarcazioni comunitarie e di paesi terzi, sia in acque europee sia in acque internazionali, perché altrimenti non raggiungerebbe lo scopo prefissato dalla Commissione e la sua applicazione darebbe luogo a disparità tra Paesi. Dovrà inoltre essere chiara ed efficace in termini di tracciabilità la certificazione del pesce.

» L'iter della proposta
» Legambiente

Foto | VR2006

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