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Acerra denuncia Prodi

Pubblicato: lunedì 14 aprile 2008 da Marina

Acerra, il corteo contro l'inceneritoreAcerra, non ci sta più. E in merito alla questione rifiuti, inquinamento dei suoli , discariche abusive e inceneritore presenta, portandola direttamente a Bruxelles, una denuncia a carico di Romano Prodi e una richiesta di aiuto disperata alla Comunità Europea, attraverso una conferenza stampa aperta ai cittadini, perché intervenga direttamente nella bonifica dei suoli del “triangolo dei veleni” che assieme ad Acerra includono anche i comuni di Nola e Marigliano. La denuncia è stata presentata anche alle Procure di Napoli e Roma, in vista della prossima udienza, in programma per il 14 maggio, del processo contro Impregilo e l’ex commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, Bassolino, per cui Acerra si è costituita parte civile.

“L’ordinanza di Prodi, per cui l’inceneritore debba bruciare tutte le balle di rifiuti, è illegale – dice Espedito Marletta sindaco di Acerra- La situazione del nostro territorio è diventata di estrema drammaticità dal punto di vista ambientale –continua il primo cittadino- Sulla vicenda, in 14 anni, i commissariati hanno sterilizzato le istituzioni, di fatto esautorandole. Questo è il vero dramma. Le bonifiche? Gli enti fanno fatica a farle ”.

E più inferocito che mai Marletta aggiunge: “E’ evidente che il fine non è quello di risolvere l’emergenza rifiuti bensì favorire la partecipazione alla gara per la gestione dell’inceneritore creando «convenienza economica» per le imprese partecipanti. Ricordo che l’onorevole Prodi era presidente della Commissione europea quando fu adottata la direttiva 77/2001 riferita all’utilizzo del Cdr a norma di legge e che il Parlamento italiano, non più di due mesi prima dell’adozione dell’ordinanza sul Cip6 da parte del presidente del Consiglio, aveva deciso di non applicare tale incentivo”.

Ipse facto, Marletta ha convocato una conferenza stampa aperta alla cittadinanza e alla presenza degli euro-parlamentari, Roberto Musacchio (Pcr) e Monica Frassoni (Gruppo Verdi/Ale) è stato fatto il punto della situazione e consegnata nelle loro mani la richiesta di aiuto per le bonifiche dei suoli. Ma prima, da buon ospite, il Sindaco Marletta, li ha portati in visita al “munnezza tour” con la Guardia Forestale e i Vigili Urbani, comprensivo di giro all’inceneritore.

Che la situazione in Italia sia davvero grave, lo conferma l’ultima condanna della Corte Europea: il decreto legislativo n. 36/2003 prevede che le regioni debbano elaborare e approvare un programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili presenti nelle discariche e fissa anche le scadenze da rispettare ai fini di una riduzione graduale di tali rifiuti nelle discariche.

Fissa inoltre le regole relative al trattamento delle discariche preesistenti, stabilendo le regole per l’adeguamento delle stesse. In sostanza non solo l’applicazione del decreto su tutto il territorio nazionale e per tutte le discariche italiane è stato applicato con due anni di ritardo, ma ha riguardato solo gli impianti nuovi e non quelli già esistenti.

Foto | Marxismo

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Cane Randagio

    Cane Randagio

    14 apr 2008 - 11:00 - #1
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    mmmm… un pò azzardato pubblicare questo post durante i giorni delle elezioni… si potrebbero influenzare i lettori che ancora non hanno votato. Marina, sarai mica per il PdL?

  • Profilo di da88

    da88

    14 apr 2008 - 21:00 - #2
    2 punti
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    Concordo con cane Randagio…
    ….ma anche con i cittadini di Acerra!!!!!

  • Profilo di Tracker

    Tracker

    15 apr 2008 - 13:35 - #3
    1 punto
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    La verita’ e’ bene indipendentemente dalla camapagna elettorale

  • Profilo di salviamolabufalacampana

    salviamolabufalacampana

    16 apr 2008 - 09:43 - #4
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    Le aziende campane rispondono all’allarme diossina ed agli effetti negativi dell’emergenza rifiuti.

    La paura diffusasi tra i consumatori per i rischi connessi al recente allarme diossina riscontrato nella mozzarella di bufala nonché al rischio contaminazione dei terreni agricoli da parte di rifiuti tossci con la conseguente crisi nelle vendite del settore agroalimentare ha spinto alcuni imprenditori ad agire tempestivamente per scongiurare gli effetti di un ingiustificato boicottaggio nei confronti dei tanti prodotti tipici che rappresentano la vera ricchezza della regione.

    E’ questo il caso di un’azienda del settore lattiero-caseareo che produce e commercializza BUFALAT, latte di bufala campana da bere, noto ai più accaniti salutisti per il suo elevato apporto di elementi nutritivi e per la sua elevata digeribilità. La “Fattori Garassi”, questo è il nome dell’azienda ha infatti deciso di rispondere in maniera decisa alla grave situazione venutasi a creare in seguito agli scandali emersi nell’ambito della cattiva gestione dei rifiuti in campania ed al più recente allarme diossina. L’azienda in questione, come molte altre del medesimo settore, ha accusato i colpi di un grave rallentamento nelle vendite del proprio latte, che viene distribuito in tutta Italia ed in alcuni paesi Europei a causa della paure diffusesi tra i consumatori. L’amministrazione della Fattoria Garassi ha così deciso di correre ai ripari lanciando una campagna di comunicazione a supporto dei propri prodotti. L’obiettivo, dice l’azienda, è dimostrare ai nostri clienti l’infondatezza delle loro paure, dovute principalmente alla campagna mediatica che in questi mesi, ha compromesso seriamente la nostra immagine e quella di una interia filiera produttiva. Per queste ragioni ci siamo rivolti ad un’agenzia di comunicazione per definire una strategia di risposta ad una situazione che se continuasse a perdurare avrebbe effetti devastanti anche sul piano occupazionale. La campagna pubblicitaria messa in atto dalla Fattoria Garassi sottolinea non solo la genuinità del proprio latte, BUFALAT, ma anche l’impegno che l’azienda agricola ha sempre profuso nella difesa dell’ambiente. L’azienda infatti ha ottenuto importanti certificazioni che attestano il rispetto di precisi standard nella produzione e trattamento dei rifiuti provenienti dal ciclo produttivo, come ad esempio l’impiego delle biomasse per la generazione di energia che poi viene impiegata per alimentare gli impianti, l’ottimizzazione del volume e della quantità degli imballaggi, l’uso di brick totalmente riciclabili e biodegradabili per la conservazione del latte di bufala.
    E’ importante, ribadisce l’azienda, che siano innanzitutto gli imprenditori locali a dare dei chiari ed inequivocabili segnali del loro impegno e senso di responsabilità verso l’ambiente. Solo in questo modo, conclude, possiamo garantire ai nostri prodotti il rispetto e l’immagine che meritano.

    Per chi volesse approfondire vi rinviamo al sito dell’azienda:

    fattoriagarassi.com

  • Profilo di Cane Randagio

    Cane Randagio

    16 apr 2008 - 14:10 - #5
    1 punto
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    wow! secondo me sono sulla giusta strada!
    Ma credo dovrebbe crescere di più la cultura delle piccole/media imprese nell’investire in strumenti di marketing, mi rivolgo sopratutto alle aziende a conduzione familiare che hanno spesso una mentalità retrograda.

  • Profilo di Cane Randagio

    Cane Randagio

    16 apr 2008 - 14:10 - #6
    1 punto
    Up Down

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