I rifiuti e lo spreco della campagna elettorale 2008

Manifesti elettorali Finalmente è finita la campagna elettorale per i candidati alle elezioni del 2008: non se ne poteva più di vedere le facce sorridenti e gli sguardi protesi verso l'interlocutore attaccati su tutti gli spazi disponibili. Lo scempio dei manifesti purtroppo resterà ancora per un po', visto che le amministrazioni comunali non possono ripulire le città in pochissime ore.

Quanta carta letteralmente sprecata per i manifesti elettorali, attaccati uno sull'altro, strato su strato, per accaparrarsi quella croce a matita? Non solo: i costi ambientali della campagna elettorale non sono solo questo. Quanti concerti offerti all'elettorato, manifestazioni di vario genere, cene elettorali, lettere e volantini pubblicitari non richiesti stampati e inviati per posta ordinaria, biglietti da visita, depliant informativi su come votare ha prodotto la macchina elettorale dei partiti? Troppi!

Nel 99,99% dei casi posso scommettere che la carta (e la plastica spesso annnessa per il packaging) è stata cestinata senza pietà. Nessuno pubblica i dati ufficiali sui consumi ambientali per la campagna elettorale, perché sporcarsi la faccia è già difficile in tempi ordinari, figuriamoci quanto importerà ai "trombati" farlo nei prossimi giorni. Speriamo solo che i vincitori possano limitare i manifesti di ringraziamento agli elettori a chiusura delle elezioni e s'impegnino anche a favore dell'ambiente, come hanno scritto nei loro programmi elettorali. La speranza per il futuro è che l'uso del web e dei media possa sostituire, almeno in parte, lo spreco di carta, con meno gioia dei tipografi e più per gli elettori.

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