Concluso lo spoglio delle schede elettorali, la Sinistra arcobaleno (SA) è diventata una forza extra-parlamentare. Di questo tutti ne parlano. Qui ci interessa di più il fatto che anche i Verdi - in quanto componenti della SA - rimangono fuori dal Parlamento, dove erano presenti dal 1987.
Perche’ spariscono i Verdi dal Parlamento italiano?
La mia idea è che il voto verde si sia disperso per la scelta del Sole che ride di non essere un partito moderato. Una parte dei voti ambientalisti si sono così diretti verso il PD, che ha puntato molto sul cosiddetto “ambientalismo del fare”. Parte delle battaglie ambientaliste sono state fatte proprie da Walter Veltroni.
Non si tratta però di cannibalismo: siamo semmai di fronte ad un caso di autoannientamento. Entrando nella SA, i Verdi hanno cercato di obbligare gli elettori ambientalisti ad ingurgitare il cocomero o saltare dalla finestra. Mi spiego. La Federazione dei Verdi sotto la guida di Pecoraro Scanio ha deciso di trasformarsi in cocomero: verde fuori e rossa dentro. Molti ambientalisti però sono moderati e non vedono fra i propri riferimenti valoriali l’eredità comunista. Proprio per questo dopo la virata a sinistra di Pecoraro Scanio, alcuni Verdi lasciarono la Federazione. Questa virata a sinistra - fatto ormai consolidato - ha impedito ai Verdi di collocarsi col PD.
C’è poi un altro aspetto: non dimentichiamoci che per 2 anni e mezzo l’Italia ha avuto un Verde come ministro dell’ambiente. Un’occasione unica per puntare sulle ferrovie, sulle energie alternative, sulla riduzione dei rifiuti. Vista l’emergenza rifiuti, da un verde mi sarei aspettato almeno un piano nazionale di riduzione degli imballaggi. E invece niente.
La linea di Pecoraro Scanio dopo la Caporetto di ieri appare comunque segnata: ”Per noi si tratta di una sconfitta evidente, oltre ogni previsione. L’astensione e la censura nell’informazione ci ha fortemente danneggiato. Come Verdi convocheremo un congresso straordinario per fare il punto della situazione. E’ ovvio comunque che la Sinistra Arcobaleno non puo’ e non deve naufragare”.
Niente ripensamenti politici, quindi. O mangi il cocomero, o salti dalla finestra.
Voi che ne pensate? Su questo argomento ognuno ha le proprie idee: fatevi vivi e dite la vostra.
pruiti
02 mag 2008 - 09:50 - #51“Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare”. (Enzo Biagi) - La Sinistra Arcobaleno ha fallito ed è chiusa. Punto e a capo. L’idea che unendo quattro soggetti in modo artificioso e politicamente disperato, si potesse ottenere un risultato dignitoso sul quale costruire il sogno della “sinistra unita” e naufragato per la scelta inequivocabile degli elettori, gli elettori vanno rispettati sempre e comunque, serve a poco addossare responsabilità al Pd (che pure ne ha tante), alla legge elettorale “porcata” o al monopolio di un’informazione schifosa e servilmente schierata.
Quello che divide profondamente la sinistra – quella oggi fuori dal Parlamento – non sono i simboli o la percezione della realtà italiana ma l’analisi delle soluzioni ai problemi. I Verdi non sono anticapitalisti, non vogliono abbattere il sistema, vogliono cambiarlo e renderlo sostenibile, non vogliono “far piangere i ricchi”, vogliono far star bene tutti in un ambiente migliore senza rinunciare al progresso.
I Verdi vogliono “l’ecologia della politica”, fanno della moralità e dell’etica una bandiera e, laicamente, ritengono i diritti delle persone, di tutte le persone, una questione irrinunciabile.
L’attuale gruppo dirigente nazionale dei Verdi ha portato il partito fuori dalla migliore tradizione ecologista europea, quella che anticipa i cambiamenti e non solo le catastrofi, quella che si candida a modernizzare e a governare, non solo a protestare. I Verdi hanno una “vocazione maggioritaria”, vogliono governare i cambiamenti, non ci interessa agire solo per stare all’opposizione.
Il “Sole che ride” dovrebbe essere una federazione, non un monolite che Roma può decidere di spostare a suo piacimento, senza consultare le realtà locali.
Se esiste un futuro per i Verdi italiani questo passa inevitabilmente e dolorosamente da un totale azzeramento delle cariche di partito a tutti i livelli. Le dimissioni vanno presentate subito e devono essere irrevocabili, aspettare le elezioni europee del 2009 mi sembra solo un inutile accanimento terapeutico.
I Verdi devono tornare ad essere un partito marcatamente ecologista ed autonomo: “liberi e Verdi”. Abbiamo solo una possibilità: ripartire dal locale, ri-costruire una federazione vera dove le specificità non solo vanno rispettate ma anche esaltate e valorizzate, le alleanze politiche devono realizzarsi solo e soltanto sui contenuti che possiamo e vogliamo condividere, Comune per Comune… quartiere per quartiere.
L’obiettivo da conseguire è da un lato quello di riappropriarsi di temi che vent’anni fa venivano ridicolizzati, ma che con il tempo sono diventati agli occhi di tutti reali e tangibili, dall’altro quello di ottenere risultati elettorali dignitosi come in altri paesi europei, che ci collocano spesso come terza forza capace di dialogo e di governo, senza pregiudizi sullo schieramento.
Oggi c’è da (ri)costruire un progetto di questo tipo, anche partendo dai nuovi strumenti che abbiamo a disposizione, che permettono un dialogo ed una elaborazione anche approfondita senza spostamenti fisici. La “rete” deve finalmente essere usata in maniera giusta, capillare… sana!
I Verdi sono capaci di elaborare i problemi complessi e proporre soluzioni reali, tangibili… lo facciamo già in tutte le situazioni dove da decenni governiamo! Abbiamo un patrimonio umano di Amministratori pubblici eccellente!
Dobbiamo solo avere il coraggio di liberare le nostre energie senza paura, pensando al futuro e approfittando di questo momento in cui non abbiamo nulla da perdere.
Coraggio! Basta con le cazzate!
“solve et coagula” (Alex Langer).