Fallimentare la missione di caccia alle balene della Nisshin Maru

Balenottera al tramonte - di marcomorra L’azione di chi, come Greenpeace, ha fatto di tutto per fermare la strage di balene in Giappone ha sortito i suoi effetti. Secondo l'Agenzia ittica giapponese le baleniere sono riuscite a pescare solo il 60% della quota di balenottere che il Governo nipponico si era assegnato. E questo “grazie” o “per colpa di” tanti attivisti. “Il Ministero della Pesca del Giappone – fa sapere Greenpeace - ha dichiarato che la quota non è stata rispettata a causa delle interferenze, cioè delle attività di protesta. La nave dell’associazione "Esperanza" ha inseguito la Nisshin Maru per quindici giorni, bloccando le operazioni di caccia di tutta la flotta”.

In particolare, il Governo si era assegnato una quota di 935 balenottere minori, 50 balenottere comuni e 50 megattere. Prima la notizia della rinuncia alle megattere poi quella che nessuna balenottera comune è stata uccisa. Diversa la sorte delle balenottere minori: ne sono state cacciate 551…meno di quelle previste, ma è pure sempre una strage!

Prima dell'inizio della stagione di caccia, l'Istituto per le Ricerche sui Cetacei, che per conto del Governo del Giappone conduce il programma di caccia baleniera, aveva dichiarato che c'era un "rapido aumento" delle balenottere comuni: addirittura 9.000 esemplari solo in due aree limitate dove hanno operato i balenieri.

“Il fatto – afferma Greenpeace - che non siano riusciti a trovarne nemmeno una è un'ulteriore prova del penoso livello di questa ricerca. Se era una ricerca scientifica, perchè la Nisshin Maru è scappata per quasi 8.000 chilometri? E come mai non sono riusciti a catturare nemmeno una balenottera comune? Dovevano essercene 9.000 in un fazzoletto di mare, ma non ne hanno trovata nemmeno una!”.

» Ansa
» Greenpeace

Foto | marcomorra

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