La Natura torna nell'atollo di Bikini, ma la radioattività è ancora presente

Torna la vita a Bikini 50 dopo le esplosioni nucleari Alla parola "bikini" istintivamente associamo mare e pelle scoperta esposta al sole. Oppure esperimenti nucleari. Bikini infatti è l'atollo del Pacifico dove tra il 1946 e il 1958 gli Stati Uniti hanno fatto 22 test atomici, tra cui quello della Bomba ad Idrogeno del '54.
Nelle profondità del Pacifico questi esperimenti hanno creato uno squarcio largo 2 chilometri e azzerato la vita (parliamo di quella "animale e vegetale", perchè quella umana era stata trasferita preventivamente in una isola vicina e non hanno più fatto ritorno).

Ora invece, a distanza di 50 anni, questo cratere sotterraneo pullula di vita. Ricercatori australiani ci raccontano che là sotto ci sono 183 specie di corallo, alcune raggiungono la lunghezza di otto metri. Si stima che la diversità biologica delle profondità marine è oggi circa il 65% di quello che c'era prima dei test atomici. Inoltre questo ecosistema è "protetto" dall'assenza dell'uomo, nessuno ci vive più, e l'atollo è lontano dai percorsi turistici di massa (solo da pochissimi anni ci si avventura un numero limitato di sub all'anno)

Madre natura insomma vince sempre. Non importa quanto la feriamo o la offendiamo. Le si riprende, quasi si vendica di noi in questo modo, a volerci dimostrare che è più forte, che tutto quello che facciamo non la farà sparire da questo pianeta, ma che le nostre azioni in ultima analisi ci si ritorcono contro. Già, perchè seppure rigogliose e dichiarate oramai abitabili, queste isolette non sono ancora proprio sicure per noi uomini.

Negli anni '70 gli USA aveva autorizzato il ritorno degli abitanti a Bikini, ma dopo qualche anno si era riscontrato nei tessuti umani un livello troppo elevato di Stronzio-90, e molte donne avevano subito aborti e altri problemi riproduttivi.
Gli Usa poi avevano proceduto alla rimozione dei primi 4 centimetri di suolo, fortemente ricco di scorie radioattive (vorrei sapere dove è finita tutta quella terra...). E ora, gli stessi ricercatori australiani che tengono sotto controllo la barriera corallina raccontano che "ad avvicinare un contatore Geiger a un cocco, che accumula le radiazioni dal terreno, i livelli sono saliti alle stelle"

In tutto questo non dimentichiamoci dei "Bikiniani", erano 197 gli sfollati nel 1947. Ora loro e i loro discendenti, che per la maggior parte vivono nell'isola di Kili a qualche miglio di distanza, in totale sono 4mila. Il Governo degli Stati Uniti ha stanziato dei fondi per la loro sopravvivenza. Una volta la loro dieta era a base di pesce, frutti di mare, banane e noci di cocco. Oggi questo cibo è poco sicuro per la loro salute.

Per approfondire la storia di Bikini e l'esodo dei suoi abitanti, vi consiglio il sito www.bikiniatoll.com

Via | NewScientist
Foto | Flickr

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