Il sale peggiora l'inquinamento dell'aria

I porti potrebbero soffrire di un inquinamento maggiore del previsto. Foto: Dans le grand bleuUna gruppo di chimici dell'Università di Calgary ha studiato l'inquinamento atmosferico nelle aree portuali ed ha scoperto che i livelli di inquinamento potrebbero essere molto superiori a quelli finora registrati. In particolare, i ricercatori hanno trovato dei livelli inattesi di cloruro di nitrile (ClNO2), una sostanza a lungo sospettata di produrre ozono troposferico lungo i litorali e provando che la sua produzione avviene di notte dalla reazione dell'ossido di azoto (N2O5) dell'aria inquinata con il cloruro presente nell'aria marina. Il fenomeno è preoccupante poiché contribuisce ad aumentare sostanzialmente i livelli dell'ozono troposferico e di altre sostanze inquinanti nelle zone costiere.

Di giorno, con la luce solare, il cloruro di nitrile si scompone in radicali che accelerano la produzione di ozono e, potenzialmente, probabilmente di particolato: i principali componenti dell'inquinamento atmosferico. I risultati indicano che fino al 30 per cento dell'ozono troposferico presente nelle città costiere può essere il risultato di un inquinamento che mescola il sale con la foschia dell'oceano.

Secondo il professor Osthoff, capo dell'equipe, la ricerca può servire a migliorare la comprensione delle trasformazioni chimiche che interessano le emissioni delle navi e delle industrie situate in prossimità delle coste e, soprattutto, instaura il serio dubbio che l'inquinamento generato dalle grandi navi sia più grande di quanto stimano finora.

Via | The Engineer, Calgary University
Foto | Dans le grand bleu

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