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A volte (anzi sempre) ritornano: mare inquinato tavola inquinata

Pubblicato: venerdì 18 aprile 2008 da pentolaccia

mari inquinati

Inquinare il mare e i corsi d’acqua non è una buona idea per due semplici ragioni: facciamo un danno alla natura in primis, ma soprattutto (e di questo si sente davvero poco parlare) facciamo un danno a noi stessi.

I rifiuti e le sostanze tossiche che gettiamo senza ritegno e che in modo diretto o indiretto finiscono per contaminare le acque non stanno lì fermi.

L’uomo infatti, cattura i pesci, li cucina (alle volte li mangia pure crudi) e li porta sulle proprie tavole. E le sostanze tossiche e nocive? dove sono andate a finire? Ironia della sorte, adesso, sono proprio lì nel nostro piatto e presto finiranno zitte zitte nei nostri stomaci.

La lungimiranza non è una virtù della razza umana visto che non capiamo le conseguenze delle nostre azioni e paradossalmente abbiamo difficoltà pure ad riconoscerle quando queste ci si ritorcono contro; questa storia del pesce tossico è proprio uno dei casi più silenziosamente eclatanti della nostra negligenza.

Proprio per questo, campagne pubblicitarie come quella che vi presentiamo oggi (prodotta dalla EEG) sono utili perché informano su un fenomeno invisibile (e tra l’altro decisamente grave) per la salute delle persone e dell’ambiente. Un messaggio semplice e ben codificato da immagini inequivocabili.

Invece di rincitrullirci con la pubblicità spazzatura TV e giornali potrebbero propositivamente proporre questo genere di campagne che per fortuna hanno il coraggio di mettere in luce problematiche serie e poco conosciute come questa.

» Clicca sull’immagine per vederla ingrandita…

» Per un maggior approfondimento sulla comunicazione della campagna visitate il post parallelo su designer blog

» Gli altri post della rubrica ecopubblicità

mari inquinati
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