Anche dopo la nostra morte saremo responsabili di qualche azione che inquina. Se noi o i nostri cari decidessero per la cremazione del nostro corpo produrremmo gas serra; optare per l’imbalsamazione non sarebbe meglio, visto che si tratta di una pratica che prevede l’impiego di sostanze chimiche inquinanti; e comunque la nostra bara di legno avrebbe contribuito all’abbattimento di un albero e all’utilizzo di altre sostanze chimiche.
Secondo quanto leggo su Repubblica in molti hanno optato per la sepoltura invisibile, ovvero sepolture in bare ecologiche lungo i sentieri di parchi protetti. Le tombe non saranno segnalate e sarà quindi necessario l’impiego del Gps per chi vorrà andare a trovare i suoi cari. In Australia dal 1° luglio aprirà il quarto cimitero ecologico nel parco del New South Wales, vicino al Lismore Memorial Cemetery.
Quello dei funerali è un business non indifferente. Qualche mese fa Help Consumatori ha condotto una indagine sul costo del caro estinto: dalla ricerca quale è emerso che il costo dell’ultimo saluto può arrivare anche a 4mila euro (io ho sentito di peggio). Il dramma è che spesso alcune agenzie funebri approfittano della “particolare situazione” per proporre magari pacchetti all inclusive senza essere precisi sui costi. Ora, ben vengano scelte ecologiche rispettose del defunto e del dolore dei parenti e amici…basta che anche questo non diventi un business con il bollino verde!
» Repubblica
» Help
Foto | NasigrapH
Daniel - GenitronSviluppo.com
23 apr 2008 - 10:51 - #1Buongiorno a tutti,
l’idea è ottima! E da un lato mi fa sorridere in quanto già molto tempo fa quando diffondevo le idee dell’architetto ed ecologista Hundertwasser mi ripetevano di essere un pericoloso anti-ecologista.
Continuo a ripetermi che sopra la bara biodegradabile andrebbe piantato anche un buon albero che regala sempre dei benefici alla terra.
Buon lavoro a tutti!
Daniel - GenitronSviluppo.com
simonemuscas
23 apr 2008 - 15:10 - #2Non abbiamo coscienza ambientale da vivi, figuriamoci da morti! E’ una questione interessante che non mi sono mai posto. Però ragionandoci un pò su credo che la soluzione “ambientalmente” migliore sia quella della cremazione. Si, è vero che si produce Co2, però si evita anche la formazione di metano che si viene a creare con la sepoltura a terra tradizionale. Il metano è un gas serra 31 volte più potente rispetto all’anidride carbonica..e poi, come sottolinea il post, non tralasciamo il fatto che viene utilizzato prezioso legno (purtroppo di grossa qualità nella maggior parte dei casi) per la costruzione di bare. Per finire: dico solo che si tratta di questioni che fanno sorridere e destano un certo scalpore se accostate alla sfera ambientale, tuttavia considerando che al mondo siamo oltre sei miliardi di persone….
Neanderthal
23 apr 2008 - 17:22 - #3Dal mio punto di vista c’è un metodo migliore che probabilmente susciterà più scalpore; la morte è sempre un argomento delicato…
Nella nostra società, cosiddetta civilizzata, non credo che sia attuabile, ma dal punto di vista meramente pratico mi sembra la soluzione più efficiente.
Ogni volta che esprimo la mia volontà in proposito trovo volti stupiti e/o risate. Ma il mio desiderio reale è quello di essere dato in pasto alle belve (ovviamente solo dopo essere morto): tigri, squali, coccodrilli, lupi o avvoltoi, non importa quali animali.
In questo modo la mia carne diventa cibo per altri animali, seguendo un percorso con il minore impatto ambientale, trasformandosi in energia realmente sfruttabile da altre creature, invece di diventare una pura perdita.
Ammetto che l’idea non è mia, ma dei tibetani.
Condivido in pieno questa pratica, oltretutto gli avvoltoi sembrano proprio la scelta migliore, perchè abituati a mangiare cadaveri. Ovviamente invece non condivido l’ideologia religiosa (gli avvoltoi portano lo spirito in paradiso, il cadavere rimane in casa per diversi giorni, deve essere avvolto nel telo bianco).
chube
23 apr 2008 - 18:22 - #4@Neanderthal: non credere che la tua idea sia così “sconvolgente”, rappresenta una scelta che non è libera per i pregiudizi secolari a cui siamo sottoposti. E’ diritto di ognuno quello di disporre del proprio corpo; seguendo ovviamente delle civili regole di convivenza non vedo perché la tua proposta non possa essere praticata. Purtroppo c’è chi decide della nostra vita prima, dopo e durante e nega la libertà a cui per principio anche le maggiori religioni (oltre che nell’ateismo) si ispirano.
Ps: per quanto riguarda la cremazione, credo sia una delle pratiche a maggiore impatto. Si brucia comunque una cassa di legno, si utilizzano forni ad alta temperatura con rilascio di varie sostanze nell’aria e non solo co2, quanto si ottiene sono rifiuti tossico-nocivi che in qualche modo dovranno essere smaltiti.
japix
23 apr 2008 - 18:43 - #5@Neanderthal: anch’io ci avevo pensato!!
Neanderthal
23 apr 2008 - 19:06 - #6Per me in effetti non è sconvolgente, ma avendone parlato con amici e conoscenti, le reazioni sono sempre state di disgusto, oppure non mi prendono sul serio.
Dico che non potrebbe essere praticata qui per alcuni motivi:
anche se non ho studiato legge, immagino che ci sia una normativa che preveda le varie tipologie di “smaltimento” dei cadaveri, sicuramente questa tipologia non è compresa; suppongo che potrei fare una dichiarazione in tal senso, magari certificata da un notaio; ma chi, dopo la mia morte avrebbe il coraggio di farlo? Io stesso non credo che sarei in grado di farlo.
Inoltre in Italia mi pare che i grossi carnivori siano abbastanza rari, darmi in pasto ai leoni di uno zoo mi sembra poco coerente, come anche trasportare la salma altrove.
Infine, tornando all’argomento del post, utilizzare una bara “ecologica” sarà certamente meglio che usarne una “anti-ecologica”, ma non capisco che senso ha l’idea di non segnalare le tombe e doverle cercare poi con un gps. Ci sarà un modo “ecologico” di segnalarle sul terreno.
cancamilin
29 apr 2008 - 17:20 - #7D’accordo con neanderthal
1-forse è un modo per vendere più gps
2-sepolture non segnalate?
potrebbe essere solo un altro esempio della paura della morte che ci porta a vivere come se non ci fosse e a rimuoverla dai discorsi, dalla cultura, dall’insegnamento… persino dai cimiteri!