Gli acquisti con i G.A.S. funzionano

Lavoro nell'ortoI gruppi di acquisto solidale G.A.S. funzionano. E lo dimostrano i dati crescenti di queste auto organizzazioni di consumatori giunte a circa 600 in tutt’Italia (sommando i soli G.A.S. registrati in rete!). Un G.A.S nasce nel momento in cui un gruppo di persone decidono di dire basta ai sistemi di consumo alimentare e non, legate alla grande distribuzione organizzata, che di fatto decide cosa debba esserci sulle nostre tavole.

I gruppi, che possono nascere nella cerchia di amici e parenti, si attivano per trovare prodotti sani provenienti da piccole fattorie locali che vanno a conoscere direttamente sia per stabilire un rapporto di fiducia, sia per ridurre drasticamente i consumi energetici. I prodotti devono essere ottenuti in condizioni di lavoro rispettose della dignità umana e dei ritmi e dei tempi delle stagioni e della terra.
Ad Aversa in provincia di Caserta c’è uno splendido esempio di G.A.S. che conta circa 120 iscritti. Il suo coordinatore Nicola Ciccarelli è volontario presso l’Ospedale psichiatrico di Aversa e con i degenti ha organizzato degli orti naturali che forniscono prodotti biologici e di stagione rivenduti al G.A.S.

“Acquistiamo i prodotti mediamente per una trentina di iscritti, a rotazione- spiega Ciccarelli Abbiamo trovato il Parmigiano Reggiano da produzione biologica stagionato 24/36 mesi a 15 Euro/Kg; i detersivi naturali a 1,50 Euro/lt; la carne da animali allevati allo stato brado e biologico a 12,50 Euro/Kg; mentre l’olio biologico extravergine d’oliva a 6 Euro/Lt. In pratica con questo sistema di spesa, non solo conosciamo i nostri produttori di persona (altro che filiera corta!) ma risparmiamo circa il 10-20% su una spesa “tradizionale”.”

I G.A.S. sono stati regolamentati nella finanziaria 2008 dagli art. 266-268 che prevede la loro esistenza senza scopo di lucro e che le loro attività non siano commerciali.
Diversa la situazione del G.A.S “Casa per la Pace” di Modena nato da poco, che sebbene conti circa 40 iscritti ha un po’ più di difficoltà ad approvvigionarsi. “Mancano i volontari per organizzare gli acquisti – dice Germano Caputo, il coordinatore- siamo subissati di richieste d’acquisto ma non abbiamo proprio i volontari a disposizione per andare in giro per fattorie alla ricerca dei prodotti buoni e sani, così riusciamo al momento a soddisfare ben poche famiglie”.
L’appello è stato lanciato e chissà mai che qualche lettore di Modena e provincia non voglia dare una mano.

Via | Retegas
Foto | Flickr
»Economia solidale

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