Una canna salverà la Campania dalla diossina

Un boschetto di canneCon Walter Ganapini all'assessorato all'ambiente regionale e la proverbiale inventiva dei napoletani era evidente che, questione di tempo, qualche idea geniale sarebbe sbucata fuori, per bonificare i terreni inquinati dalla diossina nel triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano.

"Il Fondo del Dubai ci ha detto "dateci 3mila ettari e noi piantiamo la canna comune, l'Arundo Donax, per fare biogas", ha spiegato Ganapini, secondo cui questa eventualità potrebbe verificarsi e non è da escludere che la parte organica recuperata anche dagli impianti di combustibile da rifiuti (Cdr) della Campania "si utilizzi su quei terreni, impiantando canne".

"Ci sono evidenze in base alle quali la diossina, molecola complessa, in terreni poco contaminati può essere contrastata. Portando sostanze organiche - ha spiegato l'assessore Walter Ganapini - si riattiva e si arricchisce l'attività microbiologica dei suoli".

Una sperimentazione che non può essere applicata ad Acerra, dove il terreno è altamente inquinato e dove occorrono bonifiche profonde, ma ritenuta possibile in alcune zone del casertano.

"I microrganismi della sostanza organica - ha spiegato l'assessore Ganapini- interagendo con la rizosfera delle canne favoriscono la decomposizione dei primi legami della diossina". Un esperimento che potrebbe essere portato avanti all'interno di questo progetto, proveniente dagli Emirati Arabi, è tenere in vita delle bufale "contaminate per utilizzarle come indicatore biologico". Intanto, studiano questa possibilità al ministero della Salute, all'istituto zooprofilattico di Portici, all'assessorato all'Ambiente della Regione Campania e in alcuni istituti di ricerca nazionali e stranieri.

Via | Alicenews
Foto | Flickr

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