Debutta nel mercato delle acque italiane minerali, dopo gli ottimi risultati della sperimentazione la prima bottiglia biodegradabile al 100% che si decompone completamente in 80 giorni. La bottiglia è realizzata con l’”ingeo” una plastica naturale derivata al 100% dalle piante. E sarà l’acqua “Sant’Anna”, marchio leader di Fonti di Vinadio, azienda a capitale interamente italiano, a mettere in commercio, prima assoluta in Italia e prima al mondo rivolta al mass market, una bottiglia realizzata interamente con una rivoluzionaria plastica naturale che si ricava dalla fermentazione degli zuccheri delle piante anziché dal petrolio.
L’imprenditore Alberto Bertone, CEO e Presidente di Fonti di Vinadio, sta definendo gli ultimi accordi con la grande distribuzione per la commercializzazione della biobottiglia anche all’estero:
“Un esempio concreto - dice Bertone - può spiegare con maggior chiarezza la rivoluzione di Ingeo: se consideriamo 50 milioni di biobottiglie del peso di 27 grammi ciascuna, rispetto alla stessa quantità di bottiglie prodotte in comune PET, risparmiamo 13.600 barili di petrolio, ovvero la stessa quantità di energia che serve a fornire elettricità a 40.000 persone per un intero mese! Inoltre, riduciamo le emissioni di anidride carbonica pari a quelle emesse da 3.000 auto che percorrono in un anno circa 10.000 chilometri ciascuna. A Vinadio siamo in grado di produrre 50 milioni di bottiglie in una settimana di lavoro. E oggi in Italia si devono smaltire ogni anno oltre 5 miliardi di bottiglie.”
Andrea Babbeo
28 apr 2008 - 08:05 - #1Il tappo è biodegradabile? e la fascetta?
quante cazzate per non bere l’acqua di rubinetto.
simonemuscas
28 apr 2008 - 08:45 - #2Mi auguro sia una notizia vera…in fondo noi Italiani ultimamente non primeggiamo nelle innovazioni…speriamo, come dice Andrea, non si tratti solo di una trovata pubblicitaria per farci comprare l’acqua e non farcela bere dal rubinetto..
stever
28 apr 2008 - 09:10 - #3Biodegradabile totalmente in 80 gg ? e che succede durante questo periodo con l’acqua sigillata all’interno ? incomincia a rilasciare sostanze ? ce le beviamo alterando il gusto ? Naturale al 100% siamo d’accordo ma con quali solventi/additivi viene prodotta ? mi piacerebbe saperne di più !
kispios
28 apr 2008 - 10:50 - #4ok penso che sia un contenitore meno tossico della plastica ma l’acqua in bottiglia è un prodotto ingannevole … bisognerebbe vietarne le pubblicità.
http://files.meetup.com/207935/Volantino%20ACQUA%20DEL%20RUBINETTO.pdf
Proust
28 apr 2008 - 12:39 - #5immagino anche che la distribuiscano solo in bicicletta o in barca a vela, vero?
ma per piasè!
Berto85
28 apr 2008 - 18:11 - #6Anche io sono d’accordo che l’acqua del rubinetto è meglio, ma in alcuni casi (in giro, università, ufficio) dove inoltre è praticamente impossibile fare la differenziata, è un’ottima soluzione.
m@ur0
28 apr 2008 - 20:54 - #7dopo i biocarburanti adesso abbiamo la plastica ottenuta dai vegetali. mi aspetto un ulteriore impennata del prezzo dei cereali visto che converrà coltivare per produrre plastica piuttosto che cibo!
sm84
29 apr 2008 - 18:05 - #8concordo con Stever…anche a me piacerebbe saperne di più. Se è vero, è una bella trovata che potrebbe servire a ridurre l’inquinamento. Naturalmente, con l’acqua del rubinetto non si produce nessun rifiuto e si usa al meglio un servizio che comunque paghiamo.
michi74
05 mag 2008 - 14:41 - #9ciao a tutti,
trovo che l’idea della bottiglia biodegradabile sia formidabile!(che fa anche rima che non guasta) ma ho alcune perplessità…
quali sono le caratteristche ambientali che favoriscono l’inizio del processo di decomposizione?..si perchè 80 giorni non sono molti considerando i tempi di distribuzione ,stoccaggio che solitamente vengono impiegati per le acque minerali…e che effetto avrà sull’acqua contenuta…le plastiche tradizionali abbiamo capito già che sono pontenzialmente cancerogene…
Come soluzione non ci rimarrebbe,per stare sul sicuro,che usufruire del rubinetto….peccato che alcune zone d’Italia l’acqua è o molto calcarea(tipo dove vivo io) o infarcita per benino di pesticidi(alcuni paesi agricoli di collina)
ma il vetro riciclato no?
gianandrea59
26 mag 2008 - 06:53 - #10anche se vedo che il thread non sta proseguendo, vorrei aggiungere qualche informazione che ho chiesto ad amici chimici.
ho letto che ci sarebbero alcune controindicazioni:
- la sostanza sarebbe instabile già a circa 50° e, quindi, farebbe perdere all’acqua la sua purezza
- le bottiglie dovrebbero avere una durata massima di vita di 6 mesi e considerando i tempi di imbottigliamento, il trasporto e l’esposizione sullo scaffale, di tempo ne resta ben poco
- infine, non mi risulta che sia smaltibile con il pet e quindi si dovrebbero fare siti di stoccaggio ad hoc
il pet non è il massimo ma questa sostanza mi sembra generi altri problemi invece che risolverli
qualcuno ha altre informazioni?