Alessandria d'Egitto è a rischio calamità naturale

Il porto d'Alessandria d'Egitto Gli esperti avvertono, l'Egitto potrebbe essere oggetto di una catastrofe naturale di proporzioni bibliche: in particolare Alessandria d'Egitto, la seconda città più grande del mare nostrum potrebbe esser sommersa dall'innalzamento del livello del mare entro il 2020 e potrebbe scomparire anche parte della costa dell'Africa del Nord bagnata dal Mediterraneo. La stima degli effetti sul Delta del Nilo è a dir poco catastrofica: si parla del 15% di attività umane in meno.

Il ministro egiziano per l'ambiente Maged George già a marzo ha ordinato commissione di studi nazionale ed una internazionale in sede Onu per trovare soluzione al problema e allo stesso tempo ha cercato di smorzare i toni per calmare l'opinione pubblica e prevenire effetti panico indesiderati. Il problema comunque è serio, perché tutto il Delta del Nilo è appena a 2 metri e mezzo sul livello del mare.

Secondo Muhammad al-Raey, un professore di studi ambientali in Alessandria University, il cambiamento climatico portando lunghi periodi di siccità e brevissimi di inondazioni potrebbe portare problemi di sanità pubblica, tra cui la diffusione di epidemie, soprattutto nelle regioni più povere. Già nel 2004, uno studio OCSE si sosteneva che un aumento di appena un grado centigrado avrebbe portato a perdite di evaporazione su aree di grandi dimensioni e l'annessa riduzione dei flussi del Nilo. Lo stesso professor Raey ha sottolineato che l'innalzamento di 2 millimetri del mar Mediterraneo negli ultimi dieci anni ha causato la perdita di parte del litorale egiziano.

Ad Alessandria, il governo egiziano ha messo in atto la costruzione di diversi muri di cemento per proteggere la città delle inondazioni future e per salvare parte delle spiagge stanziando qualcosa come 300 milioni di dollari: le stime future potranno variare di qualche centimetro, ma sicuramente l'inondazione entro il secolo ci sarà. Per analizzare la situazione è stato creato un indice di vulnerabilità per tentare di determinare i diversi gradi di minaccia nelle zone del paese perché il tentativo di proteggere le rive sarà solo un'operazione-tampone.

Il problema riguarda tutto il nord dell'Africa: si richiede quindi una soluzione comune in tempi urbanistici relativamente brevi che possa evitare "di stare ammollo" a circa un milione e mezzo di persone (escludendo gli abitanti di Alessandria).

Via | Middle East Times

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