Ue verso il bando per la caccia alle foche

Cuccioli di foca in pericolo I metodi disumani con cui vengono cacciati gli esemplari e l'importazione smodata delle pelli e dei prodotti derivati hanno spinto la Commissione europea a mettere in atto le procedure per vietarne l'introduzione nel territorio UE. Per ora è solo una proposta di legge e non è ancora stimabile se e quando potrà esser tramutata nelle leggi nazionali.

La proposta arriva dal commissario all'ambiente europeo, Stavros Dimas, con lo scopo di limitare il massacro e la sofferenza: i cacciatori, infatti, per evitare di danneggiare le pelli dei cuccioli di foca li uccidono brutalmente a bastonate, privando della pelle gli animali quando ancora il loro cuore non ha smesso di battere. Le scene cruente sono state fotografate nella regione artica canadese e mostrate della associazioni ambientaliste.

Il Canada non ci sta ed afferma che la caccia è sostenibile e compiuta con metodi umani, l'esatto contrario di quanto sostengono gli ambientalisti che puntualmente ogni anno mandano i propri osservatori tra i ghiacci freddi a controllare quanto effettivamente sostenuto dal governo canadese. Il Canada sostiene la caccia alle foche perché vede in essa una fondamentale entrata per le popolazioni di Inuit e per questo hanno fatto chiaramente capire all'UE di non adottare iniziative per boicottare la caccia, in quanto questo violerebbe le regole del commercio internazionale.

Speriamo che l'UE non si faccia intimorire e prosegua sulla scia di diversi paesi che singolarmente hanno già preso provvedimenti restrittivi su prodotti derivati dalle foche: Paesi Bassi e Belgio hanno cominciato mentre gli Stati Uniti già dal 1972 hanno embargato i prodotti derivanti dall'uccisione delle foche.

Via | Repubblica.it
Foto | Indio

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