Birmania, salgono a 15mila le vittime del ciclone Nargis

Una veduta dal satellite Nasa del ciclone Nargis

Salgono a 15mila tra morti e dispersi le vittime del ciclone "Nargis" che ha colpito tre giorni fa la Birmania o Myanmar come l'ha ribattezza il regime totalitario che ancora oggi rifiuta ogni ammorbidimento per consentire alle organizzazioni umanitarie internazionali di aiutare il Paese, per portare assistenza e aiuti. E anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon si è detto disponibile ad «assistere il governo a far fronte alle necessità umanitarie, se richiesto».

Ma dalla giunta militare al potere non arrivano segnali di distensione. Tutto procede come se nulla fosse. Il governo ha infatti annunciato che il referendum previsto per sabato 10 maggio si terrà comunque. Una consultazione che dovrà approvare la nuova Costituzione, che è stata scritta dai soli militari al potere e che, secondo il giudizio della Lega nazionale per la democrazia, il partito di opposizione guidato da Aung San Suu Kyi, rafforzerà solo la dittatura.

E sono proprio le ONG, come riferisce l'ANSA, che stanno portando tra mille difficoltà aiuti alla popolazione che necessita soprattutto di acqua potabile, medicine e cibo. "Più del 75% delle abitazioni è stato devastato - racconta Niaz Murtaza, coordinatore per la regione Asia della squadra di emergenze di ActionAid - e sono interrotte tutte le comunicazioni con le aree colpite dal ciclone. Ci vorranno giorni prima di riuscire a raggiungere quelle zone".

Seguite il lievblog di Matthew Weaver per il Guardian inglese, ci sono link e update costanti. Il numero delle vittime sembra stimato a 50000 secondo fonti indipendenti dal regime birmano. Foto e video del ciclone in questa sezione del quotidiano.


ActionAid lavora oltre 30 villaggi della zona più colpita dal ciclone Nargis, quella del delta del fiume Irrawaddy. "E' urgente costruire dei ricoveri temporanei per gli sfollati e dare loro acqua potabile e cibo", avverte Shihab Ahmed, il coordinatore di ActionAid in Birmania. "In questo momento stiamo mettendo in piedi una squadra di volontari per raggiungere i villaggi e portare i primi aiuti, sia materiali che psicologici alle vittime del disastro naturale, in coordinamento con le altre organizzazioni non governative presenti sul posto insieme ad ActionAid".

Anche l'organizzazione italiana Cesvi, presente dal 2001 nel Paese, si è immediatamente mobilitata per prestare soccorso alle popolazioni colpite nelle province di Delta, Bago e Irawaddy: distribuzione di pastiglie disinfettanti per l' acqua, utensili, kit igienico-sanitari e allestimento di rifugi temporanei. Ad assicurare alla popolazione i primi aiuti d'emergenza ci sta pensando anche "Save the Children". L'organizzazione internazionale, una delle principali operanti in Birmania, sta provvedendo in particolare alla distribuzione di cibo, teli di plastica, tavolette per la potabilizzazione dell'acqua.

E come se non bastasse si preannuncia un crollo delle forniture di riso birmano. Lancia l'allarme Paul Risley portavoce del World Fodd Program, l'agenzia Onu responsabile della gestione delle crisi alimentari, secondo cui le devastazioni di Nargis potrebbero impedire alla Birmania, grande produttore, di esportare il riso necessario a rifornire lo Sri Lanka e il Bangladesh. Nella ex capitale Rangoon un funzionario ha gia' annunciato che il previsto invio di 50.000 tonnellate in Sri Lanka e' stato sospeso per permettere alla giunta di verificare le necessità del Paese. Solo lo scorso anno la Birmania aveva esportato 400.000 tonnellate di riso eccedenti il fabbisogno per i suoi 53 milioni di abitanti.

Infine, un accorato appello: "Save the Children Italia" ha lanciato una raccolta-fondi per sostenere le attività d'emergenza. E' possibile effettuare una donazione nei seguenti modi: Bonifico bancario, causale Emergenza Myanmar Banca Popolare Etica IT39U0501803200000000511550 Bic-Swift CCRTIT2184D

Bollettino postale, causale Emergenza Myanmar C/C POSTALE n.43019207 Intestato a Save the Children Italia ONLUS Via Volturno 58 - 00185 Roma

Via | L'Unità , La Repubblica
Foto | Imageshack

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