“La politica cambia troppo lentamente per poter risolvere la crisi climatica”, ha detto il premio Nobel e Oscar Al Gore ieri a Roma alla presentazione della sua televisione Current in Italia, alla presenza di qualche centinaio di blogger italiani (vi rimando al dettagliato speciale di Downloadblog per saperne di più sulla presentazione). Una tv che negli USA trasmette già dal 2005, fatta per il 30% da video inviati direttamente dagli spettatori, e che da ieri è visibile anche in Italia su Sky (canale 130). Una specie di blog-tv insomma. “Current è stata fatta per dare respiro alla democrazia. Se sempre più persone si informano, diventeranno una maggioranza, e i governi dovranno poi tenerne conto”.
Al Gore cambia strategia per fermare i cambiamenti climatici, e per cambiare il mondo. Non più lezioni frontali con grafici e battute per spiegarci come le attività umane emettono gas che cambiano il clima, la sua azione si spinge più in alto ora. Parla di democrazia ora, di restituire il potere di decidere ai cittadini, potere che si basa sull’informazione. Lo aveva già annunciato con il suo ultimo libro, “The assault on reason”. La democrazia è sotto attacco, i cittadini sono spettatori passivi di quello che passa in televisione, non hanno più una visione chiara di quello che succede nel mondo. E questo ovviamente viene fatto per manipolare l’appoggio politico.
L’esempio che gli piace citare spesso, e lo ha fatto anche ieri, è quello della guerra in Iraq. Secondo lui un terzo degli americani ancora crede che Saddam Hussein sia stato la mente degli attacchi dell’11 Settembre 2001, e per questo molti ancora giustificano l’invasione dell’Iraq. Allo stesso modo vede come, soprattutto nel suo paese, non si diano le informazioni necessarie per capire cosa sta dietro ai cambiamenti climatici, l’entità del problema e dei suoi effetti, e quindi la gente non ha tutti gli elementi per decidere effettivamente che comportamenti adottare per contribuire a risolvere la crisi climatica, o che politico appoggiare perché si possa fare davvero qualcosa.
Al Gore vede in internet una grande opportunità per rompere questa situazione. Uno strumento di condivisione e dialogo che permette alle persone di essere attivi nella individuazione e diffusione dell’informazione. Uno strumento di democrazia insomma. Da qui l’idea di una tv il cui palinsesto viene fortemente influenzato dagli spettatori stessi.
Perché questo passaggio dal clima alla democrazia e alla libertà di informazione? “Sto cercando di assumere un ruolo costruttivo nell’incitare la gente a risolvere la crisi climatica. E nel cercare di ottenere questo scopo, sono arrivato a capire ancora più fortemente che per poter risolvere la crisi climatica dobbiamo affrontare questi problemi profondi del modo in cui prendiamo le decisioni“ aveva dichiarato il Senatore Gore in occasione dell’uscita del suo libro mesi fa. E nel suo documentario “Una scomoda verità” terminava dicendo che “il consenso politico è una risorsa rinnovabile”, invitandoci a informarci, fare pressione sui nostri politici, e votare per chi ci da le maggiori garanzie di volersi impegnare per combattere i cambiamenti climatici.
Tralasciamo il fatto spinoso che in questo momento in Italia non ci è data la possibilità di scegliere il nome delle persone da mandare in parlamento, quindi parte del programma di lavoro di Gore da noi purtroppo non è applicabile. Per il resto sul piano teorico mi trova molto d’accordo. Infatti scrivo su un blog.
Foto | Downloadblog
simonemuscas
09 mag 2008 - 14:33 - #1Internet è importante, anzi la sua diffusione capillare sul territorio è fondamentale per lo sviluppo di una informazione migliore, ma secondo me non basta, o almeno, non nelle dimensioni enunciate da Al Gore. Credo che la televisione continuerà ad essere il mezzo di informazione più importante per ancora tantissimo tempo, mentre i problemi ambientali purtroppo continueranno ad aumentare. Se veramente vogliamo far entrare nella coscienza delle persone il problema del cambio climatico è fondamentale parlarne di più e meglio alla tv. Tempo fa commentai in questo blog che i pochi servizi televisivi giornalistici sul cambio climatico da venti anni si caratterizzavano per i soliti due parametri fissi: rapidità nell’esposizione e pochezza nei contenuti. All’interno dei servizi di questo tipo (sempre rigorosamente presentati a fine Tg) si mischiano concetti differenti come buco nell’ozono e cambio climatico e si manda in onda la solita immagine dell’iceberg che si stacca dal Polo senza però entrare nel cuore del problema. Relazionionare l’acquisto di un SUV o la dimenticanza delle luci con il cambio climatico sembrano apparire alla tv cose enormemente distanti. Il risultato è che i profani (e vi assicuro per esperienza sono davvero tanti) percepiscono il problema come qualcosa di lontano e confuso. Non è tanto il caso di creare programmi televisivi specifici a questo tema (tanto saranno sempre i soliti a seguirli), ma, più che altro, fare entrare questo tema negli organi di informazione principali in modo martellante e più preciso. Sarebbe un modo per allargare le conoscenze alla maggior parte di persone che il pc non lo usano per nulla, quindi in parole povere estenderlo alla realtà.