L’hanno avvelenata e la sua agonia è durata ore. Quando l’hanno trovata le guardie forestali aveva i denti serrati, la lingua di fuori e intorno a lei tracce di sterco fresco. Rapaci e insetti già iniziavano a cibarsi della sua carcassa.E’ morta così, l’orsa di esemplare marsicano trovata l’altro ieri nel Parco Nazionale d’Abbruzzo d’Abruzzo.
L’orsa, un’esemplare non monitorato, privo di collare dunque, aveva circa 7 anni e pesava 70/80 Kg ed è stata ritrovata in zona protetta a 1300 metri a Colle Terzone, località Fontana di Licia, nel comune di Lecce dei Marsi. Dai primi rilievi l’orsa potrebbe avere ingerito una carcassa di animale morto per avvelenamento da anticrittogamici. Resta da stabilire se l’orsa sia stata vittima di una trappola o di un’incidente. Non è raro, difatti che alcuni allevatori della zona, per sbarazzarsi di animali malati li avvelenino. E che questi se non seppelliti bene possano diventare esca.
Il dubbio, secondo i forestali, sorge per il fatto che l’orsa è stata trovata in una zona troppo impervia per essere stata raggiunta da chi l’avrebbe voluta avvelenare. Sarà l’autopsia disposta per oggi all’Istituto Zooprofilitattico Zooprofilattico di Teramo a fare luce su cosa sia accaduto realmente.
Enrico_
10 mag 2008 - 13:29 - #1Senza offesa, ma ABBRUZZO con 2 b non si può veramente vedere. E l’hai scritto cosi ben 2 volte, brutto segno ;)
Andrea DF
10 mag 2008 - 15:02 - #2Non penso sia stato qualche balordo ma ho paura che siano le acque del fiume che scorre in quella vallata ad essere inquinata. sarebbe più logico!
marina.perotta
10 mag 2008 - 15:15 - #3@Enrico
Grazzzzzzie della segnalazione. Appprezzzzo moltisssimmmo, e l’Abbbrruzzzo ringgggrazzia.
Sara Taricani
10 mag 2008 - 15:54 - #4Veramente ci sono altri 2 orrori nel testo:
Abbruzzo e Zooprofilitattico;
per favore un po’ di attenzione.
letiziabis
10 mag 2008 - 20:40 - #5Non voglio credere che l’acqua di un fiume vicino ad una zona protetta possa essere talmente inquinata da uccidere un orso di 70 chili. Ma al di la’ di questo, quando si parla di casi di avvelenamento -diretti, indiretti, voluti o accidentali- mi chiedo sempre come sia possibile che qualcuno possa avere la possibilita’ di comprare veleni sufficientemente potenti da far fuori un animale di quella stazza (anche un uomo quindi) in una botta sola. Voglio sperare che ci sia almeno una sorta di licenza, di patente. Altrimenti perche’ il porto d’armi SI e la licenza per sostanze letali NO?
E ammesso che gia’ esista qualcosa del genere: in quanti ce l’hanno? Cosi’ tanti da rendere inutile indagare fra i potenziali acquirenti di tali sostanze in una tale zona? Mica vengo da 600KM per ammazzare un orso….
E poi, per far fuori un orso di 70 chili vuol dire che la dose letale deve essere abbastanza bassina….mica posso farglielo mangiare con l’imbuto il veleno: ecco, queste sostanze sono in mano alla “gente”. Se invece una mia amica geologa viene sgamata con picconi etc in auto, si puo’ pure beccare una multa…perche’ circola sul suolo pubblico con armi pesantemente contundenti (almeno cosi’ mi aveva spiegato anni fa’).
Ci devono essere molte cose che mi sfuggono….
Saluti.
Marina.Perotta
10 mag 2008 - 21:48 - #6@ Sara Trincani.Grazie. il primo “Abbruzzo” è stato segnalato e non l’ho corretto perchè i post in genere non si ritoccano. Mi scuso ancora per i due refusi e li correggo. E trovo interessante che di fronte ad una notizia del genere si parli di refusi.
Sara Taricani
11 mag 2008 - 01:19 - #7Questo avviene perchè il testo non può essere zoppicante di fronte a un contenuto del genere, appunto.
Raffini un po’ di più la sua ironia, ne avrà bisogno per i prossimi refusi.
:D
Marina.Perotta
11 mag 2008 - 01:26 - #8@Sara Taricani
Però manca all’appello proprio un suo parere in merito a questa terribile vicenda.
chube
12 mag 2008 - 15:26 - #9@Andrea DF: anche se fossero le acque avvelenate si tratterebbe comunque dell’opera di uno o più “balordi”.
@letiziabis: non è così facile procurarsi dei veleni. Basta recarsi preso una rivendita agricola e chiedere un “antiqualcosa”. Di queste sostanza ne vengono vendute a quintali, tutte sparse nel terreno in grande varietà e senza molti controlli. Risulta quanto mai semplice per un contadino/allevatore avvelenare un capo di bestiame. Dal mio punto di vista questi prodotti come i fertilizzanti dovrebbero essere distribuiti dietro prescrizione delle autorità per evitare abusi ed intossicazioni come è avvenuto per il “carciofo esplosivo” a base di nitrati (fertilizzanti) il 3 maggio.
Non conosco la zona quindi le ipotesi divengono congetture ma non è da sottovalutare l’idea che l’orso abbia trasportato la carcassa avvelenata fino ad un luogo tranquillo per il pasto.
In ogni caso si tratta di un grave reato. A prescindere dalle modalità un po alla volta si attaccano degli animali praticamente innocui la cui unica colpa è vivere liberi come da sempre hanno fatto.
letiziabis
13 mag 2008 - 01:04 - #10Grazie della risposta Chube.
Penso che siano sbagliate le leggi, comuque siano andate le cose. Credo che sia importante far notare a più persone possibile che, di fatto, un bifolco qualsiasi può uccidere un essere di 70 Kg con una certa facilità- cosa di cui io ad esempio mi sono resa conto bene solo in questa occasione. Poi per alcuni di noi è grave anche che tale essere sia un orso, ma lo è per tutti se si tratta di un uomo.
Sono “privilegi misteriosi” che passano inosservati finché non si mettono le cose in termini che tocchino tutti e se ne parli tanto…
Tutto qui e grazie per la risposta.
Luca Sartoni
13 mag 2008 - 11:31 - #11La correttezza del testo è importante ma l’educazione nel trattare i commentatori lo è di più. Abbruzzo con due b fa solo sorridere, ma essere arroganti con chi lo segnala è veramente insopportabile.
Maxime
13 mag 2008 - 15:28 - #12Tra l’altro, pare che sia stato poi accertato che l’orsa è morta in seguito alle ferite riportate durante la lotta con un altro orso.