La blogosfera anche nel caso del terribile terremoto che ha sconvolto il sud della Cina è giunta prima di ogni altro a raccontare e testimoniare cosa sta accadendo. Twitter è il canale privilegiato per raccontare al mondo cosa accade, se ci sono i soccorsi, cosa si vive. E così le vittime diventano testimoni e tracciano con i loro racconti da 140 battute la complessa mappa di un disastro ambientale le cui proporzioni non sono state ancora ben definite. Le prime stime parlano di circa 10mila morti per un sisma causato dal movimento tettonico dell’altopiano tibetano che spinge le placche.
Robert Scoble aggiorna il suo blog via twitter ogni 5 minuti. Sebbene si trovi in California a migliaia di chilometri di distanza dal terremoto è riuscito a fornire anche una prima immagine del disastro sostenendo che il “Twitter breaking news” ha funzionato meglio del Geological Survey che segnala tempestivamente eventi sismici. Anche se le linee telefoniche sono state messe fuori uso, internet invece ha retto bene come dimostra il messaggio di inwalkedbud. Anche wikipedia si è aggiornata in tempo reale. Anche the shanghaiist aggiorna costantemente il suo blog e da li si comprende come si stanno muovendo le autorità per aiutare la gente.
Le voci dalla blogosfera sono in real time. Ma perché i soccorsi non vanno così veloci?
Via | Quake in China
pippooo
13 mag 2008 - 07:19 - #1“Ma perché i soccorsi non vanno così veloci?”
per lo stesso motivo per cui il tibet non può essere libero
lastrega
13 mag 2008 - 11:17 - #2direi che in un disastro da terremoto i soccorsi sono lenti perchè le dimensioni del disastro fanno crollare ponti strade e non solo le case
oltre a questo la zona non è delle più accessibili
teniamo conto che si tratta di una scossa che è di 7,8 gradi richter (uno dei terremoti più violenti della storia) e il quadro è completo
in italia avremmo avuto gli stessi identici problemi se fosse successo sugli appennini