Il gruppo Renault-Nissan prosegue con NEC lungo la strada della ricerca, per portare sul mercato mondiale entro un biennio un auto in grado di essere alimentata con le sole batterie elettriche. A metà aprile è nata da una bella joint-venture tra le due, la società AESC (Automotive Energy Supply Corporation) che oltre a produrre batterie al litio per auto si concentrerà sulla produzione di veicoli ibridi e a celle combustibili. La nuova struttura che sorge in Giappone a Kanagawa, accanto allo stabilimento Nissan di Zama, inizierà a produrre dal 2009 e sfornerà 13mila batterie nel primo anno per arrivare a 65mila a pieno regime.
Allo studio, ci sono per ora prototipi chiamati L3-10, una super batteria basata su una serie di lamine a litio, in grado di ricaricarsi velocemente, di non surriscaldarsi mentre è in uso e di durare a lungo, perché gli automobilisti, si sa, sono terrorizzati nel rimanere senza carburante nel bel mezzo di un viaggio. Secondo i dati tecnici forniti la L3-10 può essere ricaricata fino al 90% in 15 minuti, con un aumento della temperatura cella di un massimo di 8 ° C. La cella può raggiungere il 60% della capacità in 5 minuti.
I test AESC hanno mostrato, inoltre, che le batterie hanno vita lunga e che mantengono più dell’ 80% della loro capacità dopo 7 anni, ovvero di 70000 km percorsi. Tra le batterie in commercio anche quelle a cellule EV e AESC sta lavorando su un nuovo materiale con catodo di nichel e anodo di grafite di carbonio. La cella sarà più larga e più sottile per aumentare la dispersione di calore, e avrà una capacità di 30 Ah.
Via | GreencarCongress
Naderas
20 mag 2008 - 10:53 - #1Avrei una domanda; come avviene attualmente lo smaltimento delle batterie non piú utilizzabili?
marina.perotta
20 mag 2008 - 11:01 - #2Sono le stessa case automobilistiche a ritirarle per la rigenerazione.
stever
20 mag 2008 - 11:36 - #38o% della capacità dopo 7 anni oppure 70.000 Km percorsi ? solo ?
simonemuscas
20 mag 2008 - 13:11 - #4Questa tecnologia sarebbe concepita per quelle persone che non si fanno quotidianamente troppi chilometri per andare a lavorare, ma per un utilizzo saltuario della macchina. C’è una grandissima percentuale di persone che l’automobile la usa nei giorni liberi o per percorrere brevi distanze. Se il prezzo non sarà esorbitante credo che si tratti di un qualcosa di veramente importante. Se poi è vero che le batterie dopo 7 anni continueranno ad avere l’80% della capacità sarebbe una cosa davvero interessante. Sui prototipi possiamo discutere quanto vogliamo, se però una tecnologia non entra nel mercato (o per lo meno non prova ad entrare), non avremo mai la prova che si tatta di sistemi alternativi alle tecnologie attuali. Date le mie abitudini e i miei bisogni sarei sicuramente un potenziale cliente di un veicolo del genere, spero quindi che il prezzo non sia esagerato e che vengano riconosciute defiscalizzazioni importanti per tutti coloro che come me sarebbero interessati ad acquistarlo. Vediamo se fra due anni questo mio desiderio si trasformerà in realtà..
magutzen
20 mag 2008 - 13:58 - #5L’auto elettrica e’ molto promettente ma presuppone che venga rivisto tutto un sistema, altrimenti rimarra’ sempre lettera morta. Considerando che un’auto richiede, ad essere proprio ottimisti, in media 10 KW per il normale utilizzo, vuol dire che per funzionare due ore occorrono 20 KWh di energia. Se si vuole trarre vantaggio dei cinque minuti di ricarica del set di batterie che muovono l’auto allora per dare l’energia necessaria a due ore di funzionamento occorre una presa (facciamo finta che il rendimento sia del 100%) da 240 KW. Attualmente non esiste al mondo una distribuzione, che si avvicini anche lontanamente alla capillarita’ dei distributori di carburante, in grado di fornire una potenza di qualche centinaia di chilowatt. Anche pensando di ricaricare le batterie con la corrente domestica bisogna tener presente che nelle case nella stragrande maggioranza dei casi si hanno forniture da 3 KW, e quindi per dare questi 20 KWh di energia necessaria a 2 ore di funzionamento dell’auto occorreranno sempre 7 ore di ricarica (senza utilizzare altri elettrodomestici), e questo anche se la tecnologia delle batterie consentisse loro di essere ricaricate in 1 secondo. Ammettendo anche che fosse percorribile la strada della ricarica domestica di parecchie ore per poche ore di funzionamento dell’auto, bisogna tener presente che nelle aree urbane, dove la concentrazione di auto e’ piu’ elevata, solo una minoranza ha un box dove mettere la macchina in carica. La maggior parte delle persone la lascia in strada, spesso e volentieri parecchio distante dalla propria casa e non credo proprio fattibile la soluzione di tirare prolunghe di qualche centinaio di metri dalla casa alla macchina da ricaricare.
Come dicevo il trasporto elettrico richiede un radicale stravolgimento che non riguarda solo la tecnologia ma anche e soprattutto scelte politiche chiare e coraggiose e a seguire investimenti economici molto impegnativi.
paolomot
20 mag 2008 - 14:58 - #6Comunque per ridurre l’inquinamento bisognerebbe che l’energia elettrica sia fatta con energie rinnovabili, altrimenti è come l’idrogneo, non sarà mai pulito se non si usano le rinnovabili.
tyler3
20 mag 2008 - 15:34 - #7ottimo intervento magutzen, tra l’altro con tutte le milioni di auto circolanti ogni giorno, si suppone che siano milioni le auto elettriche che durante le ore serali (per convenienza) verranno ricaricate… la rete elettrica italiana sarà pronta ad un simile contraccolpo?
Penso solo che già negli ultimi anni nei mesi estivi, siamo spesso sul filo del blackout..
Sarà da pianificare nei prossimi anni un nuovo sistema di distribuzione dell’energia, altrimenti non si va da nessuna parte.
Personalmente la vedo molto dura.
Marotochi
20 mag 2008 - 16:04 - #8e se l’industria dell’automobile si evolvesse pensando anche a questa opportunità? non mi sembra impossibile ridurre (drasticamente) i consumi di un autovettura, ci sono un sacco di optional che non sono indispensabili, e sicuramente uno che compra un’auto pensando anche e soprattutto al risparmio non pretenderà tali accessori se sa che ciò porterà notevoli vantaggi nelle sue tasche nei km avvenire. E comunque si potrebbe cominciare sui veicoli a 2 ruote o sotto una certa cilindrata.
barbarawenti
20 mag 2008 - 17:14 - #9tempo fa,in america, ho letto su un giornale di un auto elettrica che si autoalimenta, con generatori posti nelle ruote,sarebbe un’idea interessante.
sarebbe risolto il problema della ricarica alla prese di corrente.
caiofabricius
20 mag 2008 - 20:59 - #10Accessori inutili….black-out estivi a fabbriche chiuse,
bene finalmente si affronta l’amara realtà di una società opulenta e molliccia: si distrugge il mondo perchè incapaci di fare a meno del neo-feticcetto status symbol de borgata IL CONDIZIONATORE divoraenergia, annulla sinapsi e senso critico superstiti.
Distese di pale eoliche nei Parchi nazionali e nella superstite campagna italiana per fornire energie a questo bisogno PRIMARIO ! Non si trova un modello di auto senza laccessorio obbligatorio! L’ecologia è soprattutto nella propria mente.
Basterebbe BUTTARE TUTTI i condizionatori e incentivare il solare termico domestico e l’Italia RIFIORIREBBE (anche i cervelli e i corpi in stand -by)
davo
20 mag 2008 - 21:23 - #11paolomot: maggiore è la produzione per energia rinnovabile e meglio è per tutti (soprattutto l’ambiente), su questo non ci sono dubbi. Ma è meglio un’auto elettrica che va con energia prodotta da una centrale termoelettrica o a carbone piuttosto che un’auto a combustione interna che brucia benzina o gasolio con un rendimento basso, l’inquinamento sarà minore nel primo caso. Non ricordo le cifre esatte (ma basta cercare) ma si parlava di circa 1/10 dell’inquinamento di un’auto tradizionale.
concordo con magutzen per le infrastrutture.
davo
20 mag 2008 - 21:28 - #12barbarawenti il motore di un’auto per funzionare da qualche parte deve prendere l’energia, forse quelli sulle ruote erano freni rigenerativi che ricaricano le batterie con l’energia dissipata nelle frenate.
arco
20 mag 2008 - 22:50 - #13caiofabricius: L’enorme quantità di energia che l’uomo moderno consuma è abnorme rispetto il reale e sensato fabbisogno di un essere umano che si augura di sopravvivere serenamente e non in modo schizofrenico. I feticci all’ultima moda, come li chiami giustamente tu, non sono altro che un alibi allo sviluppo economico. Lo chiamano “sviluppo”, ma che sviluppo può essere questo se esso è inteso solo come rimpinguare le casse delle multinazionali le cui attività mirano a sfruttare e depredare le risorse del pianeta? Non si può definire “sviluppo” se non è per lo meno correlato al vero sviluppo dell’uomo, quello civile, quello intellettuale, quello del rispetto della vita, quello dell’accettazione del diverso. I bisogni primari,come hai fatto notare tu, non sono certamente quelli che si trovano dentro alle automobili sotto forma di accessori, e tanto meno quelli che trovi nei scaffali dei supermercati. Saluti.
Caiofabricius ROMA
21 mag 2008 - 10:46 - #14Grazie Arco, adesso mi sento meno solo e impaurito, ma siamo sempre meno
ciquta
21 mag 2008 - 21:28 - #15@tyler3:
un’auto elettrica consuma per ogni km un terzo del petrolio equivalente che serve a muovere la stessa auto alimentata a combustibile fossile.
Quindi se anche le auto fossero alimentate da energia ricavata dal petrolio avremmo già un enorme risparmio e risolto il problema delle polveri sottili in zone urbane