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Insetti che Bontà

Pubblicato: 08 nov 2005 da eugenio

Commenti dei lettori

Cari lettori ecco un nuovo post di Francesca D’Amato

Cerco qualcuno che mi inviti ad una cena a base di insetti.
Mangiare grilli non è poi così diverso dal mangiare gamberetti o aragoste, quello che ci ferma sono solo barriere culturali o psicologiche.
Mangiare insetti è economico e sostenibile, perchè un allevamento di grilli domestici ricicla le bucce della frutta, gli scarti dell’insalata e le croste di pane senza dover trasportare tutta questa roba in un impianto di compostaggio e, per di più lo fa in tempi brevi.
Allevando in casa i propri insetti siete anche sicuri di quello che mangiate: siete voi stessi a poter garantire sulla biologicità della produzione.

insetti commestibli

Io, purtroppo, non sono ancora riuscita ad iniziare… lo ammetto, sono schizzinosa. Incuriosita ma titubante. Se qualcuno di voi volesse farmi coraggio potremmo sperimentare insieme.
Per chi abitasse a Ferrara, il 17 novembre ci sarà una degustazione di insetti al museo civico.
Per chi volesse sperimentare delle ricette con larve e grilli consiglio il libro “Insetti che bontà” di Bruno Comby

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • eugenio

    09 nov 2005 - 02:06 - #1
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    Per la cronaca io dei grilli li ho mangiati, per sbaglio, ad un party. Tuttosommato non erano male, un po’ salati forse. Non so come dire sapevano… di grilli

  • eugenio

    09 nov 2005 - 02:06 - #2
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    Per la cronaca io dei grilli li ho mangiati, per sbaglio, ad un party. Tuttosommato non erano male, un po’ salati forse. Non so come dire sapevano… di grilli

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    09 nov 2005 - 11:51 - #3
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    Per sbaglio perche’ ti sono saltati nel piatto o per sbaglio perche’ erano ricoperti di cioccolato e non sapevi che cosa stavi per metterti in bocca? :-)

  • eugenio

    09 nov 2005 - 13:42 - #4
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    il vero motivo non lo posso dire :-9

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    10 nov 2005 - 10:52 - #5
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    Ah, ah, ah! … mi lasci immaginare che ti stavi rotolando in un prato, magari in buona compagnia!

    Aaahhh…. l’amour! ;-)

  • SILVIO

    23 nov 2005 - 12:51 - #6
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    Ma a quanto so anche il maiale mangia i rifiuti elencati ed è decisamente più buono. Il maiale a parità di volume assimila più di un grillo e quindi ingrassa. Per realizzare una pietanza al pari peso di una bistecca di maiale sono necessari molti grilli ovviamente. L’allevamento di grilli dovrà contenere un numero spropositado di animaletti che non dimentichiamoci fino a prova contraria defecano anche loro e producono scorie. Non vedo questo grosso vantaggio a mangiare grilli a prescindere dallo schifo e quant’altro. Viva la ciccia e viva il maiale che è l’animale più ecologico in assoluto dato che dopo la macellazione sparisce quasi tutto orecchie e musetto compreso, che sono ottimi. Comunque mangiatevi i vostri croccanti grilli e fatemi gli auguri al limite di non morire per elevata colesterolemia. Boun appetito!

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    23 nov 2005 - 13:04 - #7
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    Grazie per il contributo sulla resa dei maiali Silvio!

    Ora che mi ci fai pensare credo che un allevamento di grilli produca piu’ inquinamento acustico di uno di maiali… :-)

    Resta da dire che di grilli ne puoi mangiare una manciata “freschi” quando ti pare, mentre il maiale, essendo tutto intero, quando lo macelli lo devi poi conservare o dividere con altri.

    Sul gusto ancora non so risponderti, provvedero’ appena possibile, nel frattempo buon appetito anche a te!

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    23 nov 2005 - 13:50 - #8
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    Mangiare carne dal punto di vista ecologico fa emergere un problema: un animale mangia molti vegetali. Questi vegetali potremo mangiarli direttamente noi, e ne avanzerebbero molti che potrebbero essere dati a chi ne ha bisogno per esempio.

    Comunque io la carne la mangio, ma solo poche volte la settimana. Nutrizionisti dicono che è anche sano.
    Buon appetito.

  • SILVIO

    23 nov 2005 - 16:05 - #9
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    Osservo che, da quandto scrivi, c’è una pessima fiducia verso il prossimo. Ti fidi solo di quello che vedi muoversi a quanto pare, come RAMBO, preferisci cacciare quello che mangi, questa diffidenza è terribile! Comunque supponiamo di voler fare un allevamento di grilli. Un grillo vive 4 mesi, che è un periodo piccolissimo. Di questo periodo, solo l’ultimo mese è fecondo quindi in un mese dovrò preoccuparmi del proseguimento della spece. Ora oltre al problema di garantire lo smaltimento della merce, che deve essere fatto nei 4 mesi di vita esiste un problema di catalogazione degli esemplari. Con un essere così piccolo come fai a garantirti sulla sua salute, lo porti dal veterinario? Probabilmente ti riderebbe dietro! Dato che non esiste una documentazione sulla compatibilita grillo-uomo dal punto di vista salute come intendi agire, rischieresti di ammalarti di qualche malattia non sconosciuta? Come pensi di ammazzare questi animaletti prima di mangiarli, penso che sia alquanto complicato, non trovi? Come è pensabile poi di fa fare un censimento su degli animali grossi al massimo come un dito pollice? A prescindere da questo poi esiste un discorso di flessibilità di mercato, mi spiego; se sono allevaore di maiali (o qualsiasi altro animale convenzionale) posso far fronte a una scarsa richiesta di prodotto prolungando la vita dell’animale allevato. Nel caso del grillo invece è questione di giorni, o lo smaltisco sul mercato o nella pattumiera. E’ terribile dal punto di vista della vita ma se dovessi fare l’allevatore penserei anche a queste sfumature e forse è quello che hanno fatto i nostri avi che hanno preferito allevare mammiferi piuttosto che insetti.
    Comunque sei libera di pensarla come credi e rispetto le tue idee diverse dalle mie e lungi da me giudicare l’operato o gli usi e costumi di altri (a meno che ledano la mia liberta, allora mi arrabbio). Comunque conoscere il gusto del grillo, non è che mi intrighi più di tanto. Ciao e se ti interessa, grilli vivi e di allevamento si possono comperare su www.eurogrilli.it. Sei un fulmine a rispondere, ti piace tenere viva la conversazione!

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    23 nov 2005 - 17:22 - #10
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    Hei Silvio, anche tu a velocita’ non scherzi!
    E’ un piacere leggerti ed e’ bello avere idee diverse per poterne discutere civilmente.

    Mi permetto di non concordare con la frase: “… da quandto scrivi, c’è una pessima fiducia verso il prossimo. Ti fidi solo di quello che vedi muoversi a quanto pare, come RAMBO, preferisci cacciare quello che mangi, questa diffidenza è terribile!”

    Certo che voglio sapere da dove viene quello mangio! Non vado in giro come Rambo a cacciare; mi basta fare un giro, di tanto in tanto, nella fattoria biologica da cui vengono le galline che compro. Voglio vedere come se la passano e leggere l’etichetta di una confezione del banco-frigo del supermercato non e’ la stessa cosa.
    Senza essere Rambo, staccare la testa ad un grillo mi pare piu’ semplice, rapido e indolore che ammazzare un maiale.

    Per quanto riguarda i problemi dell’allevamento dei grilli su scala industriale non ci avevo proprio pensato, perche’ nel libro che cito si parla solo di produzione domestica per uso privato.
    Tu mi sembri ben informato: ti va di raccontare ai nostri lettori quello che sai sui controlli e sui criteri per la vendita al pubblico?

    Sui danni alla salute umana posso dirti che da millenni, in svariati Paesi del Mondo, si mangiano grilli e cavallette, per cui penso che non ci siano problemi.

    La tua osservazione sulla salute del singolo grillo
    (divertentissima l’idea di portarlo dal veterinario) mi ha fatto pensare alla pesca di gamberetti e pesci in generale. Non credo proprio che ci siano veterinari che se li visitano tutti accuratamente, uno per uno… prima di metterli in vendita. Credo sia per questo che vengono mangiati prevalentemente cotti.

    In un allevamento di gamberetti (scempio ambientale, ma non e’ questo il post in cui parlarne), gli animali non vengono ne’ identificati ne’ marchiati come si fa con quelli piu’ grandi, quindi non penso che allevare grilli sia diverso.

    Sono stata un po’ prolissa, ma questa conversazione con Silvio e’ davvero sfaccettata e interessante. E’ stato un piacere!

  • SILVIO

    23 nov 2005 - 18:53 - #11
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    Cara Francesca. Anch’io vorrei fare una precisazione. Quando ti ho paragonato a RAMBO l’ho fatto, senza malizia e ovviamente immaginando che non vai a cacciarti il cibo, mi dispiacerebbe sapere che te la sei presa, anche minimamente, se è successo non era mia intenzione e me ne scuso. Per quanto concerne il recarsi in una fattoria biologica, lascia a mio avviso il tempo che trova. Un animale che cammina e si muove non vuole dire minimamente che sia in perfetta salute e questa è una verità inconfutabile. Ammetto che avere un fornitore fidato sia basilare e visto che l’hai trovato tientelo stretto. Purtroppo non tutti sono fortunati. Comunque penso che ci si debba fidare, fino a prova contraria di quello che viene venduto. Penso che i controlli, almeno nella mia zona siano efficienti. Tengo a precisare che io mi occupo di tecnica e sono progettista di impianti di automazione industriale, quindi non ne so un fico di etichettature varie, ma mi piace comunque ragionare su quello che osservo in maniera tranquilla e costruttiva. Mi intrigano le diversità di opinione. Sono alla base del confronto e della tolleranza se vissute nella maniera giusta. Ma basta con la filosofia. Comunque nei messaggi precedenti ho voluto immaginare andando oltre, ad un ipotetico allevamento in grande stile degli animaletti. Pensare ad un allevamento casalingo dove esiste la possibilità che gli animaletti magari fuggono e mi tocca inseguirli mi rende nervoso e probabilmente mia moglie mi farebbe traslocare. Per quanto riguarda i controlli è da tenere presente che essi vengono fatti a campione su un numero definito di soggetti o addirittura su tutti i soggetti nel caso di bovini e suini. Altri tipi di controlli vengono fatti sulle feci dato che sono cartine tornasole della salute, come il più nobile sangue. Sugli allevamenti in acqua invece la problematica è ancora più semplice perchè l’acqua dell’allevamento è circoscritta oppure nel caso non lo fosse la normativa prevede, come nel caso di cozze e vongole che le stesse siano poste in vasche di decantazione sulla cui acqua vengono fatte le analisi. L’analisi in questione viene eseguita più semplicemente e più accuratamente dato che in acqua va a finire l’eventuale elemento tossico o quant’altro. Quindi degli allevamenti in acqua sono sicuro, a meno che le analisi siano falsificate, ma questa è un’altra questione.
    Per quanto riguarda i paesi dove si mangiano da millenni gli insetti simpaticamente mi può venire in mente un motivo, ed è quello legato al fatto che mangiare una locusta cinese che ti riempie il piatto non è come mangiare delle cose microscopiche dove tra un boccone e l’altro ti passa la voglia, dato che è più scorza che resto. Speriamo però che a nessuno venga in mente di portare quelle bestie, vive qui in Italia. Abbiamo gia fatto abbastanza casino con le tartarughe d’acqua, per esempio. Mi dispiace di essere lungo ma certi discorsi necessitano di parole.
    Cara Francesca è un piacere conversare; ovviamente il piacere è esteso anche a tutti gli altri partecipanti alla discussione.

  • SILVIO

    23 nov 2005 - 19:07 - #12
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    Mi scuso con Brike ma non ho visto.
    Anch’io non mangio molta carne, non sono un famelico terminator di animali. Questo lo dico io prendendomi gioco di me stesso ovviamente.
    Non capisco comunque il princiopio di induzione legato a vegetali e animali. Io mangio quello che mi piace mangiare, verdura compresa ma se dovessi mangiare solo per il fatto di alimentarmi mi svuoterei in bocca dei tubetti di mangiare sinterizzato. Quello che sollevi probabilmente è un problema più complesso e poche parole non sono sufficienti a capire.
    Ciao

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    23 nov 2005 - 19:16 - #13
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    Tranquillo Silvio, non me l’ero presa. Il tuo commento era simpatico e interessante.

    Grazie delle precisazioni sui controlli alimentari, stanotte dormiro’ tranquilla!

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    24 nov 2005 - 11:37 - #14
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    Ho letto con interesse la vostra discussione. Mi riempie di gioia vedere che le persone hanno la voglia di mettersi in discussione e confrontarsi con le parole, e soprattutto accendendo il cervello prima di aprire bocca.
    Anche questo è uno dei motivi per cui scrivo su queto blog, spero che ci sia sempre dietro l’angolo qualcuno che mi smentisca e mi apra la mente.

    Rispondo a Silvio.
    Per quanto mi riguarda anche io sono di quelli che del mangiare ne fanno un rituale, un piacere. Non è solo una necessità. Il cibo è cultura, il cibo è tante cose. Ma il cibo come qualsiasi risorsa che utiliziamo comporta anche qualche responsabilità.

    Il discorso che ho accennato è effettivamente molto complesso e lungo da spiegare.

    Un chilogrammo di carne bovina prodotta in feedlot può richiedere 7 kg di cereali, quella di maiale 4 kg e quella di pollo 2 kg, il che rende la carne bovina molto più costosa delle altre. Il rapporto fra carne e cereali indica che il feedlot è un metodo molto inefficiente per produrre proteine. Un campo di un ettaro a cereali produce 5 volte più proteine dirette che proteine indirette attraverso l’allevamento. Il manzo contenuto in un hamburger equivale grossomodo a cinque filoni di pane.

    Per leggere interamente l’articolo clicca qui

  • SILVIO

    24 nov 2005 - 20:42 - #15
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    Non sono documentato circa l’argomento che tratta Bricke. Ma prometto che mi documenterò e risponderò quando potrò parlare sostenendo delle tesi vere.
    A risentirci

  • ecoblog

    20 nov 2007 - 13:26 - #16
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    […] […]