
Montecarlo ha problemi di spazio, ed il principe Alberto ha deciso di costruire in mare un nuovo quartiere, dove potranno risiedere ulteriore persone e relativi conti correnti. Fino ad oggi il piccolo Principato di Monaco, paradiso fiscale, ospita circa 33mila persone e 300mila conti in banca.
Fino alla premiazione del Gran Premio di Formula 1, Montecarlo sarà pieno di persone ed eventi mondani su mega-yacht che assolvono la funzione di “terraferma”, d’altronde è il più piccolo al mondo dopo il Vaticano. Il principe Alberto sta vagliando molte proposte ma l’idea di fondo è poco rispettosa dell’ambiente in quanto intende fare un’espansione costiera piuttosto che costruire un’isola in stile piattaforma petrolifera con impatto ambientale ben più contenuto.
Il sito scelto per l’espansione delle coste è a rischio: secondo le dichiarazioni del sovrano non si danneggerebbe nulla visto che (a dir suo) non c’è nulla di interessante. Di parere opposto sono gli ambientalisti della Costa Azzurra, che mettono in allarme sul rischio di perdita di flora e fauna locale. In particolare l’estensione costiera toglierebbe luce preziosa ai coralli della zona compromettendoli definitivamente.
Eppure il principe Alberto ha già fatto molto nel Principato per far rispettare l’ambiente: introduzione del car-sharing, auto-elettriche ed ha istituito una Fondazione ecologica. I migliori architetti sono già all’opera per progettare un quartiere che consuma 10 volte meno di quelli già presenti a Montecarlo: speriamo che quel “nulla di straordinario” (così come è stato definito dai monegaschi) possa esser salvato.
Via | Guardian.co.uk
maurizio dimaggio
23 mag 2008 - 23:23 - #1Mi sembra un post dettato alla più grande disinformazione. Utile suprattutto a capire come la realtà può essere distorta dai male informati (o in malafede) e distribuita nella rete. C’è una serie di dettagli che fanno intendere come l’autore sia poco al corrente dell’evoluzione dei fatti e soprattutto attinga a fonti non obiettive. Forse se avesse letto il mio articolo sul Sole 24 Ore del 6 maggio avrebbe ricavato info più precise sull’estensione del Portier.
maurizio dimaggio
23 mag 2008 - 23:25 - #2Ah, dimenticavo: i coralli della zona non li ho mai visti e mi sono immerso più volte. Forse chi ha scritto il post non ha prorpio idea del posto e dell’estensione del progetto, ma è inacettabile che si mettano in bocca ad una persona impegnata sul frontre dell’ecologia parole come “non c’è niente da proteggere”…