
Altro appuntamento della giornata da Terra Futura scelto per voi, la presentazione del Rapporto Pesticidi nel Piatto di Legambiente, tradizionale appuntamento che presenta i risultati delle analisi fatte dai laboratori pubblici provinciali e regionali su frutta e verdura (e derivati, olio, vino e miele).
Legambiente raccoglie i risultati di migliaia di analisi di campioni alimentari in giro per la penisola (tirata d’orecchie per il Molise che anche quest’anno non fornisce risultati) e li organizza in modo complessivo per darci il quadro nazionale di cosa finisce sulle nostre tavole. Il risultato numerico è che in generale la qualità di frutta e verdura migliora un pochino rispetto all’anno precedente, mentre peggiorano i derivati. E tra frutta e verdura, meglio la verdura, che è risultata contaminata da pesticidi “solo” nel 15% dei casi, rispetto al 47% della frutta (faccio bene io allora a preferire l’insalata alle mele). Se volete stare ancora più attenti, mele e agrumi sono quelli messi peggio.
Numeri a parte, la cosa che mi colpisce è però l’assurdità della normativa italiana (ma non solo) che fissa i limiti accettabili dei vari pesticidi, ma non prende in considerazione l’effetto combinato di più pesticidi sullo stesso alimento. Ovvero. Secondo la legge su una stessa mela posso avere 5, 10 o quanti pesticidi mi pare e va tutto bene purché ognuno di questi sia sotto i limiti. Mi pare che il comune buon senso invece mi spinga a non gradire tanto questa mela coperta da un puzzle di sostanze chimiche, molte delle quali anche cangerogene.
Ahimè questa è una cosa che Legambiente sottolinea da tempo, non solo da quest’anno, ed è anche una cosa che viene spinta a livello europeo, ovvero la proposta di adottare norme che prendano in considerazione l’effetto combinato dei pesticidi e non solo i limiti singoli.
Ultimo accenno per le api. Si è ricordata la moria recente delle api, sempre più preoccupante soprattutto nell’ultimo anno, causata da pesticidi che per la legge italiana sono ancora ammessi e commercializzati, ovvero composti contenenti neonicotinoidi. Molecole vietate da anni in Francia, da poco anche in Germania. E quando saranno vietate in Italia?
Per leggere il dossier, così la prossima volta che andate al mercato sarete meglio preparati su cosa comprare, vi rimando al sito di Legambiente.
passatore
23 mag 2008 - 22:11 - #1Anche su questo argomento che non è certamente da poco direi, visto che di salute si tratta, c’è da ripetere sempre la stessa tiritera. Ormai,dal boom economico in poi non si guarda in faccia più a nessuno se c’è da fare qualche “soldino”. Che, di soldini in realtà non sono certamente pochi, infatti quanti colossi dell’industria chimica ci sono dietro alla capillare diffusione di questi veleni? Questo affare dei pesticidi si stima sia uno dei più onerosi che esista, forse dopo quello petrolifero e del tabacco e sicuramente in questo caso l’Italia centra poco. Infatti le industrie che producono tali sostanze venefiche sono per lo più straniere. Ma gli italiani comunque centrano, eccome centrano! Per ogni anno che passava, le normative che determinavano la soglia limite percentuale dei pesticidi si elevavano sempre più,fino a quando a oggi, che ci troviamo il piatto su cui mangiamo meno inquinato del cibo che ci dovrebbe nutrire. Tutto questo in nome del denaro, questo oggetto che valore non ha, se non simbolico.
G.T.Agricoltori
25 mag 2008 - 02:09 - #2i campioni fatti da quegli pseudo-ambientalisti di legambiente sono risultati regolari per il 99% quindi non ci sono tutti questi problemi! inpiù sappi che la soglia di residuo si sta abbassando non alzando non diciamo eresie!!!! non capisco perchè siate tutti autolesionisti!!!!