Prodotto Interno Lordo: se ne parla a Terra Futura

PIL, FIL, BIL, a Terra Futura

Si è parlato di Prodotto Interno Lordo a Terra Futura, dove è intervenuto Luca De Biase, autore di diversi libri tra cui "Economia della felicità", che ha risposto alla domanda "Perché il PIL è un indice insufficiente?". Secondo De Biase esistono 3 dimensioni dei problemi: materiale (ricchezza e povertà), ambientale (conseguenze sulla salute) e qualità della vita ovvero felicità. Oggi abbiamo esperti di un solo sapere, monodimensionali, e anche il PIL è un indicatore monodimensionale basato sul solo valore economico.

Gli indici parziali sono frutto di una cultura iperspecializzata, prodotta da esperti del frammento che non si parlano e di una scienza simile ad una torre di Babele. Abbiamo abbondanza di misure di povertà alternative prodotte dalle università che non vengono usate e il successo di alcuni indicatori invece di altri, secondo De Biase, è culturale. Esistono anche da molti anni proposte per internalizzare i costi ambientali nei prezzi dei prodotti, ma chi produce trova, ovviamente, più conveniente che sia la società a pagare per il ripristino ambientale, l'adozione di tecnologie pulite o la cura delle malattie indotte dall'inquinamento.

La felicità, ha spiegato De Biase, è un indicatore non paternalista, non stabilito da esperti come molti altri, ma soggettivo, espresso dal basso, dalla gente che mette priorità diverse da quelle degli esperti di settore in cima alla lista (salute al posto di economia, ad esempio). Le buone pratiche che possono incidere sullo sviluppo culturale che renderà possibile perseguire obiettivi di benessere a 360 gradi sono le economie dal basso, di cui sono un esempio addio pizzo, il consumo responsabile, Banca Etica ed altri, citando molte delle realtà presenti con stand o interventi alla fiera.

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