
Phoenix la sonda della Nasa è atterrata su Marte e già invia le prime immagini da 422 milioni di miglia di distanza. Da quanto riferiscono gli scienziati e i tecnici stanotte dalle stanze di comando a Pasadena, hanno vissuto sette minuti di puro terrore. Tanto è durata la fase di atterraggio e la perdita di contatto radio con la sonda. Via twitter e second life l’aggiornamento in tempo reale.
Dal blog, invece, è possibile leggere la cronaca dell’atterraggio così come è stata registrata dagli scienziati che l’hanno seguita. La missione durerà tre mesi e inizierà con l’analisi del terreno per capire quanta acqua ci sia e se in essa si nascono forme di vita aliene. La griglia solare che alimenta Phoenix si è aperta ed ha iniziato a generare energia per consentire tutti i lavori sul terreno.
Le prime immagini inviate da Phoenix


Come riferisce Peter Smith della University of Arizona, Tucson, investigatore principale per la missione:
“Ci aspettavamo una mancanza di rocce, confermata dalle prime immagini. Vediamo i poligoni che abbiamo visto dallo spazio, non si vede di ghiaccio sulla superficie, ma riteniamo che lo vedremo sotto la superficie” .
Soddisfatto della resa della sond Ed Sedivy, Phoenix program manager presso Lockheed Martin Space Systems Company:
ha funzionato in modo impeccabile. La navicella è rimasta in contatto con la Terra e abbiamo ricevuto una grande quantità di dati sulla sua salute e le prestazioni. Sarò felice di relazionare che in gran forma.
Foto | Courtesy Nasa
BORAT (bannato)
26 mag 2008 - 12:06 - #1“seven minutes of terror” è riferito a quello che subisce la sonda per la caduta nell’atmosfera marziana, dove in quel lasso di tempo passa da 20.000 km/h a zero, in realtà gli scienziati e i tecnici a terra sono (moderatamente) tranquilli, ho seguito la diretta video sul sito della NASA e nel centro di controllo chiacchieravano tranquilli, poi al momento del contatto al suolo grandi strette di meno e pacche sulle spalle.
passatore
27 mag 2008 - 12:00 - #2Sono assolutamente convinto che gli investimenti per la ricerca scientifica devono essere necessari, ma qui a mio avviso si investono montagne di denaro che in realtà non interessano direttamente la vita su questo pianeta. Si, tutto ciò che concerne le attività dell’essere umano potrebbero sembrare finalizzate al benessere di se stesso, ma siamo sicuri di questo? Mi domando perchè non investiamo più energie e denaro pubblico per risolvere i grandi problemi che ci affliggono in questo mondo terreno? E mi riferisco ai grandi problemi sociali come la povertà, all’emigrazione, alla crisi dell’acqua potabile e dell’energia, all’inquinamento e non per ultimo alla pericolosa diminuzione di biodiversità in questo pianeta? Credo che l’uomo continui giustamente a vedere oltre le sue reali possibilità, perchè la forza dell’uomo è questa, ma osservo che con solito senso di immaturità tenta di perseguire progetti che sono più immaginifici e forse illusori, invece di tendere alla preservazione dei valori già duramente conquistati.
BORAT (bannato)
27 mag 2008 - 13:08 - #3“mi riferisco ai grandi problemi sociali come la povertà, all’emigrazione, alla crisi dell’acqua potabile”
questi non sono problemi, la biodiversità si, ma i problemi dell’uomo no, infatti siamo una razza in continua crescita numerica e questo è la base del problema del pianeta terra: più siamo più scempio facciamo.