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Spreco di Cibo. L'Italia prova a recuperarlo

Pubblicato: 29 mag 2008 da Marina

Commenti dei lettori

Cibo sprecatoGli americani lasciano nei rifiuti, ogni anno il 40% del cibo prodotto, che costa alla comunità una perdita di oltre 100 miliardi di dollari. Allo stesso tempo, i prezzi dei prodotti alimentari e il numero di americani senza cibo a sufficienza continuano a crescere. Ognuno di noi lo può sperimentare guardano nel suo cestino dei rifiuti: quanto cibo buttiamo?
L’Italia, nonostante la crisi economica non si comporta meglio: secondo i dati della Onlus Last Minute Market:

In Italia lo spreco annuo di prodotti alimentari ancora perfettamente consumabili ammonta a 1,5 milioni di tonnellate pari ad un valore di mercato di 4 miliardi di Euro. Ogni giorno finiscono in discarica o all’incenerimento 4 mila tonnellate di alimenti, il 15% del pane e della pasta che gli italiani acquistano quotidianamente, il 18% della carne e il 12% della verdura e della frutta. Secondo l’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori (ADOC) ogni nucleo familiare in Italia getta via all’anno 584 € di prodotti alimentari su una spesa mensile di 450 €, circa l’11%.

Mentre Bancoalimentare, la Onlus che raccoglie a livello nazionale alimenti da mense e ipermercati ha raccolto nel 2006 circa 66mila tonnellate di cibo distribuito a oltre 1.385.281 di persone bisognose.

Le leggi (internazionali,europee, nazionali e regionali) sulla sicurezza alimentare mirano a tutelare il consumatore con rigidi standard, il che non vuol dire che gli alimenti raccolti dal Banco alimentare non siano buoni. Ma che semplicemente non rientrano negli standard della commercializzazione convenzionale. Mi spiego. Se un ristorante produce un surplus di preparazioni, mettiamo patatine fritte, queste non possono essere conservate e vanno gettate via per garantire la sicurezza igienica degli alimenti. Idem, per centinaia di altre preparazioni. Negli ipermercati, ad essere gettati via fine giornata sono oltre e tutti quei prodotti con etichette scadute anche quelli con etichette rovinate, errate per stampa o confezioni ammaccate, insomma che non rispondono agli standard.

Ma una soluzione c’è. A Milano esiste l’associazione Siticibo, legata a Bancoalimentare, che grazie alla Legge del buon samaritano, che consente alle Onlus che lavorano nella solidarietà sociale di recuperare tutti quegli alimenti ad alta deperibilità rimasti invenduti o inutilizzati nel circuito della ristorazione organizzata e della grande distribuzione, recupera gli alimenti ad alta deperibilità rimasti invenduti nel circuito della ristorazione organizzata e della grande distribuzione e lo distribuisce ai bisognosi.

A ciò si deve aggiungere la legge antispreco dello scorso anno che estende il recupero di prodotti anche non -alimentari. E dunque si allarga il campo per le Onlus come Last Minute Market che possono iniziare a raccogliere anche prodotti per la pulizia della persona.

Foto | Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di makanaki

    makanaki

    29 mag 2008 - 12:39 - #1
    1 punto
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    Fosse per me darei multe molto salate a chi, dai ristoranti agli ipermercati, butta via quantità notevoli di cibo.
    Purtroppo questo spreco è difficile da controllare, però credo che il caso dei supermercati sia esemplare.

    Gli scaffali devono essere sempre pieni perché così vuole il marketing, poi si fanno delle leggi apposta che ‘obbligano’ il produttore a gettare l’invenduto (pane dolci, ecc) a fine giornata anziché darlo a onlus (o magari ai dipendenti stessi, perché no?).

    Lo stesso vale per medicinali scaduti e quant’altro… E poi trovo un insulto alla collettività il giorno della ’spesa a favore di’. Così il supermercato di turno non solo non ci rimette, ma ci guadagna pure.

  • asdasdasd

    29 mag 2008 - 19:52 - #2
    0 punti
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    “Ognuno di noi lo può sperimentare guardano nel suo cestino dei rifiuti”
    Bé, penso che chiedere una cosa del genere in un blog di ecologisti abbia poco riscontro :D

  • Profilo di AXE

    AXE

    30 mag 2008 - 09:32 - #3
    2 punti
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    poi c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che non c’è cibo x tutti.

  • nospreco

    16 giu 2008 - 19:20 - #4
    0 punti
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    Anche se ristretto ai ristoranti, c’è qualcuno che prova a risolvere il problema sensibilizzando la gente….
    Ho trovato questo sito carino… http://www.lavanzino.it
    Credo sia una nuova iniziativa (non ci sono ancora molti ristoranti aderenti). Speriamo si diffonda in fretta