Abbiamo ricevuto una lettera che pubblichiamo di seguito. Sono riportati dati ed opinioni. L’intento è quello di aprire un dibattito con lettori come avvenuto per il post sull’enegia eolica.
Questa volta si parla di nucleare. Leggete e dite la vostra. Sono convinto che troverete molto da aggiungere o controbattere.
Il governo non ha dubbi: uno dei motivi principali, perché le imprese italiane continuano a perdere competitività, è dovuto all’energia, in Italia si paga a peso d’oro! (in agosto nel Paese l’acquisto energia è aumentata del 123,7% rispetto al 2004). Il Cavaliere rilancia così la possibilità di un ritorno al nucleare; anche se, con il referendum del 1987, gli italiani lo esclusero. Non accettarono “il rischio nucleare”, (il testo di legge parlava proprio se accettare quel “rischio”). L’Italia, oggi, importa il 16% dell’energia elettrica da un paese, (Francia), l’unico, che, ancora, investe sul nucleare. Tutti i Paese Occidentali hanno deciso di abbandonarlo, perché troppo costoso e rischioso.
Il ritorno al nucleare che cosa comporterebbe?
A) avremmo l’intervento, necessario, d’imprese esterne, con maggiori costi e dipendenza, poiché l’Enel ha perso l’esperienza che aveva in materia, inoltre, passerebbero un minimo di 5 anni nella costruzione di una centrale e quindi nell’immissione dell’energia in rete.
B) Gli amministratori locali, tenendo conto di decisioni impopolari, bloccherebbero le installazioni delle centrali sul territorio.
C) Occorrerebbero grandi quantità di denaro pubblico nel sovvenzionare il tutto
D) dovrebbe essere risolta la questione “rifiuti “ un problema grande quanto una montagna, considerato il più importante: dove mettere le scorie nucleari, in un Paese come l’Italia? Non assistiamo, forse, ogni giorno a manifestazioni della popolazioni, contro discariche abusive e non, in cui è sicuramente presente la mafia con i suoi affari? Figuriamoci su questo nuovo e più lucroso mercato la disponibilità dell’attività criminale.
Sappiamo che, già, lo smantellamento dei 4 reattori nucleari, prima funzionanti, (un’operazione da 22miliardi d’euro pubblico), è stata solo una prima fase. Occorre un’altra operazione: lo stoccaggio dei materiali contaminati, (lavori con, ulteriori costi, che dovevano essere conclusi). Troviamo, invece, che le scorie radioattive aspettano, ancora, un sito definitivo, (l’Europa ha dato una scadenza di 5 anni all’Italia). Il governo, subito, aveva scelto per gli 8mila metri cubi di scorie, un unico sito nazionale, quello del comune di Scanzano Jonico, (45km da Matera), in una regione molto sismica e soggetta ad alluvioni, (una delle regioni più povere d’Italia, affamata di lavoro, non di rifiuti radioattivi). Gli esperti, solo dopo, scoprirono che l’attività sismica andava oltre il livello richiesto di sicurezza; il sottosuolo, scelto per lo stoccaggio, poteva comportare, per vari motivi, un rilascio di radioattività, inquinando le falde acquifere. Davanti alla rabbia popolare, “ritenuta ingiustificata dal governo”, veniva deciso di trovarne un altro alternativo, che ancora oggi, non esiste.
Davanti a scelte come queste, (rifiuti), il pensiero del governo è sempre rivolto al sud, è ritenuto il territorio con una naturale vocazione per questi e altri rifiuti? Il comune di Scanzano Jonica, che sta avviando, solo oggi, un’economia, (turistico-agricola), tanta sognata da decenni, poteva accettare di diventare la pattumiera nucleare italiana? Un’altra questione aspetta la sua risoluzione, è quella relativa ai rifiuti radioattivi provenienti dagli ospedali, necessari al sistema sanità. Debbono essere depositati in un definitivo sito, ma aspettano ancora, vi sono problemi economici dichiarano.
Nel solenne “impegno per l’ambiente”, sottoscritto dal governo, (il patto di Kyoto), troviamo scritto che: l’Italia non può accettare l’opzione nucleare, la risposta giusta all’emergenza energetica deve essere l’ottimizzazione dell’esistente e gl’investimenti sull’energia alternativa, su cui il Paese è in forte ritardo.
Abbiamo l’esperienza di altri Paesi, che si sono attrezzati da tempo per dipendere sempre meno da energie non rinnovabili, questi hanno avviato nuove strategie, ricerche, anche, alla luce della direttiva europea, (il traguardo da raggiungere è che entro il 2012 l’apporto da energie rinnovabili deve essere del 12% nei paesi della comunità europea). Il governo, invece, procede sul versante opposto: una notizia recente è quella di un accordo firmato, fra l’enel, (lo stato n’è ancora l’azionista di maggioranza), e l’edf, (l’enel francese), sul nucleare. Non è presente, invece, nei piani di investimento dell’Enel, nessun investimento sull’ottimizzazione della rete elettrica che è fatiscente. Un domani così potremmo avere l’energia creata dal nucleare, ad alti costi, di cui una non trascurabile quantità si perderà prima dell‘utilizzo. Davanti all’aumento della sensibilità di tutta l’opinione pubblica su questi temi, c’è l’estraneità di quest’amministrazione, che dimentica di governare un territorio a forte vocazione turistica.
Serve una nuova relazione con l’ambiente, che deve essere accettata da tutti, perché sempre più necessaria. E’ una richiesta che il sindacato afferma perché il lavoro può essere solo in un ambiente più consono, più a misura d’uomo. Investimenti, indispensabili, debbono esserci per ottenere abitazioni civili, pubbliche, luoghi di lavoro, più idonee, ad esempio, per uno sfruttamento solare, come per altre forme d’energie alternative.
In Germania, il governo, con un progetto avanzato, ha ricavato un significativo aumento dell’energia ricavata da fonti alternative. Questo è stato accompagnato da un aumento occupazionale del settore con ricerche e tecnologie avanzate, (nota fondo pagina). L’energia ricavabile dal solare, in Italia, avrebbe dei risultati, ancora più elevati, colmando, inoltre, la piaga della disoccupazione.
Berlusconi, invece, investe decine di miliardi, pubblici, presi da noi tutti, sul nucleare. Sentiamo, inoltre, gli industriali che dichiarano la crisi, ma continuano, “ostinatamente” a non investire per un’ottimizzazione dell’energia nei posti di lavoro. A che scopo non si attrezzano? Un mio pensiero va al grosso condizionamento nel settore energetico da parte dell’Eni in Italia. Lo sviluppo di energie alternative potrebbe esistere, senza contrastare questi alti interessi? Rimane importante per questi “signori” solo la vecchia logica del profitto cui non interessa il rispetto dell’ambiente, del nostro patrimonio naturalistico, storico, artistico, che appartiene all’umanità intera.
L’Italia, nel mondo intero, è vista come un grande unico museo, per le sue ricchezze, certamente non per le ricchezze di una sola persona e delle sue ville. Gli interessi del governo e quelli delle grandi aziende s’incontrano su un terreno comune, è quello della totale indifferenza verso il bene collettivo. Abbiamo, così, un esecutivo, che finge di quadrare i suoi conti, in profondo rosso, che dichiara di agire per il bene comune, ma sostiene la sua bravura nell’affrontare un impatto economico- sociale della portata di questo progetto. E’ un modo insolito per fare pagare, sempre a noi lavoratori, una vecchia politica camuffata per “nuova” sul problema energetico.
Il primo ministro, ha dichiarato di affrontare il problema energetico e ambientale nella maniera più “liberale”, questo termine sta a significare che si andrà verso un’ulteriore diminuzione della democrazia nel Paese. Non bastano, le vicinanze ai centri abitati di basi militari USA, ad alto rischio nucleare, in disprezzo della popolazione che ne è esposta? Non basta l’aumento della militarizzazione sul territorio per il rischio terroristico? La svolta politica promessa agli italiani passa anche, da questo, e chi non ci crede è un disfattista! Voglio riportare un esempio su cosa si intende la militarizzazione sul territorio imposta dall’uso del nucleare: In Francia, il trasporto di materiale nucleare va su treni speciali, scortato da polizia, cambiando continuamente percorso. In Italia sarebbe possibile? Penso alle nostre autostrade, ferrovie, così “efficienti”.
Dobbiamo piangere o ridere, davanti a questo? Questo governare apporta nella mia vita quotidiana una nota d’originalità ed a voi? E’ questo un articolo scritto mesi fa, allora, il governo non aveva presentato la sua finanziaria, ma il pezzo rimane attuale. Leggi impopolari continuano ad essere varate, un governo che non tiene in nessuna considerazione il mondo del lavoro,i cittadini, insofferente verso tutti, offrendo risposte vuote a problemi seri. Difendere il protagonismo dei lavoratori, dei cittadini davanti ad una sempre più perdita di democrazia. (Non possiamo non dimenticare l’attacco allo statuto dei lavoratori di questo governo). E’ importante ricordare!
Precisazioni:
a) Un informazione governativa dichiara che alla Calabria, spetta la maglia nera per le Frane, infatti, dai dati contenuti nel report 2003, relativi alla pianificazione territoriale e al rischio idrogeologico, redatto dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio, la regione è a “potenziale rischio idrogeologico più alto”, dei suoi 1.166,9 chilometri quadrati, ben il 56,9% pari a 664,2 chilometri quadrati sono soggetti a Frane e il 43,1% pari a 502,7 chilometri quadrati ad Alluvioni. (sic)
b) La Spagna, ha ribaltato la sua dipendenza energetica dall’esterno; attualmente l’energia del Paese proviene da fonti rinnovabili per il 50,1%, (solo l’eolico contribuisce per il 15%), vi è, inoltre, una politica di minore imposizione fiscale, il 5%, contro il 15% del governo italiano, proprio per incentivare privati, industrie, ecc..
Nota Germania: in Germania, applicazione di pannelli solari, costruzioni edili appropriate, uso di nuove tecnologie di facile acquisto e poca spesa sui mercati, effettuati da cittadini, imprese edili, ecc,
Ulteriore sfruttamento dell’energia fotovoltaica, biomasse, eolico, ecc.. insieme a progetti governativi. sta per giungere ad una diminuzione di quasi il 40% d’energia, anche con la legge approvata che vieta l’esistenza di discariche in tutto il Paese e l’eliminazione di quelli esistenti entro pochi anni.
Sul trasporto materiale radioattivo in Francia da disinformazione.it, non ricordo l’articolo, ma ho ristretto a ciò che di certo so.
Spagna (varie fonti..)
Su Germania articolo: Germania, un brillante esempio di come imbrigliare il Sole
Tratto da «Bangkok Post» 26 giugno 2004
Segnalato da Andrea Odasso (www.disinformazione.it)
Scanzano…www.republica.it (intera pagina su storia del deposito di scanzano)
Ulteriori note non immesse direttamente sui costi implicanti la costruzione centrale nucleare :
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Processo |
Elettricità [MWh] |
Combustibilia [106 Btu] |
||
|
Estrazione di 5682 tonnellate di uranio naturale |
1.667.000 |
20.010.000 |
||
|
Macinatura di 5682 tonnellate di uranio naturale |
2.736.000 |
99.800.000 |
||
|
Conversione di 5682 tonnellate di uranio naturale |
82.960 |
7.676.000 |
||
|
Arricchimento di 3022 * 103 separative work units (kg) |
8.533.000 |
2.412.000 |
||
|
Fuel fabrication of 822 tonnellate di uranio arricchito |
247.400 |
2.109.000 |
||
|
Centrale elettrica; 30 anni di gestione |
461.500 |
18.140.000 |
||
|
Riprocessamentob di 822 tonnellate di combustibili |
16.360 |
292.600 |
||
|
Immagazzinamento scorie; 30 anni di gestione |
5.010 |
183.200 |
||
|
Trasporto di 5682 tonnellate di uranio naturale |
597 |
81.930 |
||
|
822 tonnellate di combustibile |
1.861 |
255.900 |
||
|
Energia totale richiesta |
13.750.000 |
151.000.000 |
||
|
||||
aEsclusi i combustibili usati per generare l’elettricità.
bSenza riciclaggio dell’uranio né del plutonio, non ci sarebbe probabilmente riprocessamento. D’altra parte ~ non abbiamo calcolato l’energia richiesta per l’immagazzinamento del combustibile esausto. Poiché si tratta di piccola cosa, ammettiamo che il riprocessamento e l’immagazzinamento delle scorie equivalga ad una stima per l’immagazzinamento del combustibile esausto non calcolato. Fonti: Perry, Rotty, e Reister 1977; Rotty, Perry, e Reister 1975.
Luca
11 nov 2005 - 13:04 - #1beh, siamo indietro come le palline dei cani!! :-)
certo ke se continuiamo a finanziare il digitale terrestre x arrikkire i parenti di berlusconi (nn ricordo dove ho letto l’articolo..cmq sembra certo, visto ke l’azienda del fratello è diventata la maggior produttrice di decoder..e senza dubbio è quella ke ci ha guadagnato di più assieme a mediaset) o a voler costruire il TAV o il ponte sullo stretto, di strada non ne faremo tanta..il nucleare è una follia, ci sono i mezzi ke permettono la produzione di energia pulita, è questo ke fà arrabbiare!!
c’è l’eolico ke costerebbe senz’altro meno del nucleare considerando il personale necessario, il rischio x l’ambiente ed i rifiuti;
c’è il solare (stesso discorso..ultimamente poi hanno realizzato dei nuovi polimeri più efficienti)
c’è la bioedilizia ke consentirebbe una notevole riduzione dei consumic’è la tecnologia (mi vengono in mente gli Oled: displai organici ke producono luce con la metà dell’energia)
insomma: ci sono i mezzi, non c’è la volontà di usarli!! >:(
Mer
12 nov 2005 - 12:46 - #2letto articolo, solo una perplessità, le fonti della tavola finale mi sembrano molto vecchie, di 30 anni fa, credo che come tutte le cose anche industria del nucleare si sia aggiornata
Bricke
12 nov 2005 - 15:15 - #3Purtroppo la discussione si è portata su Liberoblog dove si sono raggiunti quasi 400 commenti.
http://liberoblog.libero.it/hi-tech/bl1725.phtml
antonio
12 nov 2005 - 21:19 - #4Premetto che Il mio blog dovrebbe essere letto meglio, senza molti preconcetti; si vuole uscire da uno stagno di disoccupazione di idee, di originalità, davanti ai fenomeni enormi di globalizzazione. Stiamo sempre a ripetere quello che altri hanno fatto e poi lasciato. Il nucleare è stato abbandonato da paesi come gli USA, perché troppo costoso, gli investimenti maggiori li metteva il governo, quando li ha ritirati, tutto si è chiuso. Oggi si mantiene quello che c’è ancora, tutto questo avviene anche negli altri paesi, (per crederci andate a farvi una breve ricerca in rete). I costi per la costruzione e il mantenimento di centrali nucleari sono, enormi. Perfino un Rubbia si sente in difficoltà nel rispondere alla domanda sui depositi delle scorie in Italia. (da tenere presente che vivo nel posto dove lo scienziato ha aperto il progetto sperimentale Archimede, qui a Siracusa, rimane lì solo soletto davanti a industrie energivore che bruciano energie, investendo su centrali vecchi tipo, Erg lo sta facendo qui. La possibilità di sostituzione con le energie alternative non appare, vero è. Bisogna pensare in modo diverso rispetto a prima, ad una politica differente. Non solo più una società fondata sull’uso del petrolio, ma su varie energie e in differenti situazioni, (uso dei pannelli solari per le abitazioni, uso di eolico su altro, sfruttamento dell’energia mare su altro ancora, ecc..), tutto questo significa: ottimizzazione. Sarà molto importante, ma non basta ed ecco che vengono alcune scoperte, (articolo che riporto) dove grandi impresa, la NASA stanno investendo, sono presenti, e non bisogna andare lontano sul fattore che le multinazionali del petrolio, sapendo la fine del petrolio, si stanno, attrezzando da qualche tempo, per nuove energie da imporre sul mercato. Non sono degli sciocchi, aspettano, di chiudere bottega? E’ da stupidi immaginare questo. Mi piacerebbe avere commenti su questo nuovo artico/commento, o come volete che sia! Inoltre vi sono importanti novità sulle radiazioni che valgono la pena leggerle, (ulteriore articolo).
Non esiste un livello “sicuro” di radiazioni
8/11/2005
Il prestigioso giornale americano Washington Post, nel numero del 29 Giugno 2005, riporta una notizia sui risultati di una ricerca a lungo termine (dal 1990 ad oggi) sull’effetto delle radiazioni ionizzanti sull’uomo e da cui risulta una pericolosità delle radiazioni anche a piccole dosi, fino ad oggi sottostimata che porta alla preoccupante affermazione che: “Non esiste un livello “sicuro” di radiazioni; anche basse dosi di esposizione ai raggi possono danneggiare il DNA.
Dallo studio epidemiologico condotto dalla National Academy of Science (1) (l’Accademia è una organizzazione privata incaricata dal governo U.S.A. di informare il Governo in materia scientifica) risulta che ogni piccola dose di radiazione pone un rischio di generare il cancro su una persona durante tutto l’arco della sua vita, e contraddice le precedenti affermazioni di alcuni scienziati che dicevano che piccole dosi sono innocue e persino benefiche.
I dati mettono quindi in discussione anche il cosiddetto limite massimo di radiazioni per cui, per esempio, il personale delle centrali nucleari deve abbandonare un reattore in caso di incidente.
I risultati mettono in guardia su di un eccessivo uso di tecniche medico-diagnostiche come la scansione mediate tomografia assiale computerizzata TAC su tutto il corpo.
I ricercatori affermano nel loro lavoro che non esiste una soglia di esposizione alle radiazioni sotto la quale il cancro non sia indotto.
Anche i semplici raggi comunemente prescritti determinano alcuni rischi di effetti negativi sulla salute, essendo i raggi X più pericolosi di altre radiazioni ionizzanti.
Da questo studio emerge che una persona su 1000 svilupperà il cancro dopo una sola esposizione alla TAC totale.
Il lavoro conclude dicendo che non esiste una soglia di esposizione sotto la quale bassi livelli di radiazione possano essere dimostrati innocui o benefici.
Gli autori della ricerca hanno stimato che una persona su 100 esposta a 100 milliservert di radiazione durante la vita, svilupperà un cancro di tipo solido o una leucemia, e che la metà di questi casi sarà fatale. Inoltre si prevede che altre 42 persone di questo gruppo svilupperanno un cancro per altre cause.
Cosa sono le radiazioni ionizzanti
Si definiscono Ionizzanti, le Radiazioni elettromagnetiche o corpuscolari che, attraversando la materia, producono fenomeni di ionizzazione sul materiale che attraversano. Un flusso di radiazioni ionizzanti può mettere in moto, nel mezzo che attraversa, un gran numero di particelle elettricamente cariche. Queste, rallentando, depositano energia creando dei danni alla struttura chimica del mezzo attraversato. Se quest’ultimo è un tessuto biologico, i danni creati dalle radiazioni ionizzanti si esplicano in pericolose modificazioni biochimiche. I danni al DNA delle cellule sono i più pericolosi e possono essere prodotti direttamente dalle radiazioni incidenti o indirettamente dalle aggressioni chimiche che i radicali liberi, generati dalla interazione delle radiazioni stesse con le molecole di acqua contenute nei tessuti viventi, esplicando il loro effetto sul DNA.
Le radiazioni ionizzanti sono prodotte:
1. dal decadimento di nuclidi radioattivi, (isotopi di elementi stabili) detti radioisotopi presenti in natura
2. da sorgenti situate all’esterno del nostro pianeta (raggi cosmici),
3. da apparecchi radiogeni appositamente costruiti per uso medico
4. da reazioni nucleari.
Rischio-beneficio
Da questi risultati si evince che è importante la valutazione del rischio-beneficio in una indagine radiologica medica. E’ naturale che per immobilizzare una frattura si usino i raggi X o che per gravi patologie venga utilizzata la TAC , ma in futuro la classe medica dovrà più attentamente valutare l’effettiva necessità di questo tipo di indagine e sviluppare una migliore capacità diagnostica, più fine e precisa, senza dover sempre ricorrere al supporto radiologico.
Come si difende l’organismo
Per fortuna un organismo sano è in grado di rimediare ai danni provocati dalle radiazioni ionizzanti, sia immediatamente a livello molecolare con la riparazione del frammento di DNA danneggiato, sia successivamente nell’eventualità si sia formata una cellula neoplastica, individuandola e uccidendola grazie al sistema immunitario.
Questi meccanismi di difesa funzionano continuamente nel nostro organismo senza che neanche ce ne accorgiamo, ma nel momento in cui le difese si abbassano a causa dello stress o di un cattivo stile di vita, ecco che la singola cellula maligna può prolificare e dare origine ad un cancro.
Le radiazioni ionizzanti sono pericolose perché per i loro effetti biologici alterano le strutture chimiche di composti che regolano l’attività delle cellule e modificano il DNA inducendo mutazioni genetiche. L’esposizione a questo tipo di radiazione può provocare leucemie e tumori da cellule mutate.
Per un americano tipo l’82% delle radiazioni a cui è esposto proviene da fonti naturali come il gas Radon che fuoriesce dal terreno naturalmente; il resto proviene soprattutto da procedure mediche come i raggi X.
Fig 1
La TAC è un esame diagnostico avanzato che utilizza una sofisticata apparecchiatura a raggi X allo scopo di ottenere immagini radiologiche dettagliate di aree specifiche dell’organismo. Nel corso dell’esame (che di solito non supera i 40 minuti) il paziente deve sdraiarsi su un lettino che viene fatto scorrere all’interno di un’apparecchiatura. La fonte dei raggi X ruota attorno all’area da esaminare e raccoglie le immagini che poi vengono rielaborate da un computer. L’analisi delle immagini consente di distinguere i tessuti normali da quelli patologici.
Si tratta di un esame non invasivo; solo in alcuni casi è richiesta la somministrazione di mezzi di contrasto. Si deve tenere presente che il paziente viene sottoposto all’assorbimento di una quantità di radiazioni superiore a quella della radiografia tradizionale. Viene utilizzata soprattutto per la diagnosi dei tumori, ma anche per l’individuazione di altre patologie, come quelle a carico del sistema nervoso, degli organi addominali, dell’apparato muscoloscheletrico.
Negli ultimi tempi si stanno affermando due nuove tecniche: la TAC spirale (l’apparecchiatura ruota a spirale attorno al paziente) e la TAC multistrato (la parte da esaminare viene “fotografata” in sezioni sottilissime). I vantaggi di queste due tecniche sono soprattutto la possibilità di avere in tempi ridotti un numero di immagini più elevato.
Fig 2 Raggi X tradizionali
Bibliografia
1- BEIR VII: Health risks from exposure to low levels of ionizing radiation. The National Academies. Report in Brief: Giugno 2005.
Una scoperta clamorosa (ma i fisici la rifiutano)
Maurizio Blondet 07/11/2005 – www.effedieffe.com
CRANBURY (New Jersey) - Se il prototipo costruito da Randell Mills è davvero quello che sembra - una fonte di energia che produce mille volte più calore di ogni combustibile convenzionale - è la soluzione di tutti i problemi energetici dell’umanità.
Ma i fisici teorici la rifiutano perché smentisce una teoria cui sono affezionati: la meccanica quantistica (1).
Randell Mills non è un uno dei soliti mattoidi che ogni tanto inventano il moto perpetuo: laurea in Medicina ad Harvard, ma anche in elettroingegneria al MIT, Massachusetts Institute of Technology.
Il suo prototipo, sostiene, trasforma l’idrogeno comune (il più semplice degli elementi, un protone attorno a cui gira un solo elettrone) in un idrogeno più semplice e diverso.
Nel suo nuovo elemento (che chiama «hidrino») l’elettrone gira attorno al protone a distanza minore, su un’orbita, diciamo così, più bassa (2).
Il passaggio dall’idrogeno normale all’«hidrino» - il cambiamento di orbita del singolo - genera grande quantità di energia, sotto forma di calore.
Il guaio è che questo fatto smentisce la meccanica dei quanta.
Secondo la teoria quantistica, gli elettroni in un atomo possono occupare solo orbite strettamente definite, e la distanza più breve consentita fra protone ed elettrone nell’idrogeno è fissa.
«La teoria del dottor Mills non deve essere sostenuta», ha intimato Jan Naudts, fisico teorico all’università di Anversa: «non è così facile convincere i fisici ad abbandonare una teoria accettata da 60 anni».
Eppure il dottor Mills dice di avere ottenuto una cinquantina di rapporti indipendenti che validano la sua macchina, e 65 articoli su riviste scientifiche del settore, esaminati da scienziati.
Uno di questi, Rich Maas, chimico alla università del North Carolina, che ha avuto accesso al laboratorio di Mills ed ha potuto farvi tutte le prove che ha voluto, ha detto: «sono entrato lì armato di scetticismo. Anche se l’idea sarebbe bella se fosse vera, nella mia posizione di capo di un istituto di ricerca non posso permettermi di sbagliare. L’ultima cosa che voglio è passare alla storia come la persona che ha incanalato investimenti, per una ricerca sull’energia sostenibile, in qualcosa di irreale».
Però, dopo aver fatto tutte le prove sulla macchina di Mills con il collega Randy Booker, fisico alla stessa università, dice: «noi che non siamo fisici teorici troviamo i dati di Mills molto convincenti. E ci giochiamo la nostra reputazione professionale».
Il fatto è che la macchina di Mills smentisce la teoria preferita dai fisici da quasi un secolo, ed esaltata come la più grande scoperta del ventesimo secolo.
Quando è stata sviluppata, la meccanica quantistica ha offerto una descrizione del mondo sub-atomico in cui non è possibile misurare l’esatta posizione o energia di una particella, e in cui le leggi della fisica classica non valgono più.
Invece Mills, eretico audace, è tornato alla fisica classica.
Ed ha sviluppato la teoria che «consente» agli elettroni di orbitare più vicino al protone, rilasciando la molta energia che il suo prototipo cerca di catturare e sfruttare.
Mills ha pubblicato la sua teoria, battezzata «meccanica classica dei quanti», sulla rivista Physics Essays nel 2003.
Immediatamente, la teoria è stata fulminata pubblicamente da Andreas Rathke, dell’Europeans Space Agency (ESA) il quale ha sostenuto che le scoperte di Mills si basavano su errori matematici.
Sono seguite contro-accuse di Mills sugli errori matematici di Rathke.
E lo scopritore dice: «ci sono interessi costituiti dietro la teoria dei quanta».
Cattedre e carriere universitarie si sono costruite sulla teoria: non è piacevole apprendere che si è insegnato per anni qualcosa di falso come la teoria tolemaica, e dover cominciare a ridisegnare il mondo sub-atomico.
Ma intanto, grosse aziende («nomi noti», dice Mills) fanno la coda davanti alla ditta che ha fondato, la Blacklights , per offrire capitali, sperando di accaparrarsi i profitti della nuova forma di energia.
E l’Istituto «concetti avanzati» della NASA ha deciso di finanziare la ricerca della tecnologia di Mills per vedere se può essere usata per motori di missili.
La prima macchina che produce energia secondo la teoria di Mills dovrebbe essere sul mercato fra quattro anni: sarà un modesto calorifero per casa.
Ma, secondo Maas, la stessa macchina, costruita su scala gigantesca, come una fornace, sarà in grado di portare l’acqua a ebollizione e far girare turbine per la produzione di elettricità.
Il tutto ad un costo a kilowattora di 1,2 centesimi di dollaro, da confrontare con i 5 centesimi delle centrali a carbone e i 6 delle centrali nucleari.
Nella teoria del cambio d’orbita di Mills si può forse intravedere anche la spiegazione teorica di un altro fenomeno promettente, anch’esso condannato e ridicolizzato dalla comunità scientifica: la fusione fredda. Dove un boccale d’acqua in cui sono immersi elettrodi metallici produce più energia di quanta ne viene spesa.
Non si tratterebbe di fusione nucleare (atomi che si uniscono per generare energia) ma di cambiamento d’orbita del protone di idrogeno.
Se la scoperta sarà confermata, siamo forse sull’orlo di una fisica completamente nuova.
Maurizio Blondet
Note
1) Alok Jha, «Fuel paradise? Power source that turns physics on its head», Guardian, 4 novembre 2005. Si consulti anche il sito dell’Hydrino Study Group, www.hydrino.org.
2) S’intende che l’immagine dell’atomo come un minuscolo sistema solare, con «orbite» e «rivoluzioni» di elettroni, è una mera metafora. La fisica quantistica è non-rappresentabile dalla mente, e nemmeno afferrabile logicamente: per esempio presume della luce due qualità logicamente contraddittorie; essa è «onda» e «particelle» (fotoni) allo stesso tempo. Proprio questa contraddittorietà logica ne denuncia il suo status precario: di «schema» più che teoria, allo stesso modo in cui la visione tolemaica del sistema solare (la terra che girava attorno al sole) era uno schema utile, ma non una teoria scientifica. Benché falso, infatti, consentiva di prevedere alcuni fenomeni, come le eclissi. E ciò bastava al mondo antico
MArxxx
27 feb 2009 - 10:51 - #5pardon……ma quando entreranno in funzione le centrali nukleari il sig.berlusconi sara gia morto……..conforta sapere che il nostro futuro e’ in mano a chi futuro non ha……
solarx
04 nov 2009 - 21:45 - #6concordo cn tt quello ke dici….l’energia nucleare è un vero pericolo e costruire delle centrali nucleari adesso in italia è antieconomico. Gli USA ( come hai giustamente scritto tu ) e altri paesi occidentali più sviluppati di noi stanno abbandonando qst fonte di energia. Cosa servirebbe adesso costruire delle centrali nucleari?
Fra qualche anno molti paesi più avanzati di noi staranno investendo per costruire pannelli fotovoltaici, impianti eolici…ecc.
E noi? Saremo gli ultimi, quelli ignoranti, rimasti cn dei ” grattacapi nucleari ” da risolvere.
Funziona sempre così. Ce ne dovremo essere accorti ormai.
Poi vorrei esporre la mia opinione a tutta la gente che pensa:
“Tanto abbiamo le centrali nucleari al confine della Francia cn l’Italia. Rischiamo lo stesso, no?”
Una piccola riflessione. Non sarebbe megio se iniziassimo noi a dare il buon esempio? Così i Paesi confinanti potrebbero cambiare idea e convertirsi alle energie rinnovabili?
è lo stesso metodo ke questi hanno sempre adottato cn noi.
Dobbiamo sempre seguire gli altri e mai avere un’iniziativa?
fsromait
10 apr 2010 - 14:37 - #7Mi sembra davvero vergognoso e smaccato, tuttavia in linea con la realtà dell’elettorato italiano, leggere che il capo del governo afferma che convincerà gli italiani a favore della scelta del nucleare non con la persuasione scientifica, qualora fosse possibile, ma con il supporto delle televisioni.
Chiedo, all’elettore medio che vota per il Cavaliere, se, oltre alla ristrettezza del proprio orizzonte economico-territoriale, sia in grado di valutare delle ragioni che non siano diverse da queste o da quelle commerciali o dell’industria nucleare stessa, senza guardare agli interessi delle comunità più ampie e del pianeta, fuori da schemi corporativi (ad esempio delle multinazionali) che nell’inerzia perpetuano se stessi.