Berlusconi ed il nucleare

Abbiamo ricevuto una lettera che pubblichiamo di seguito. Sono riportati dati ed opinioni. L'intento è quello di aprire un dibattito con lettori come avvenuto per il post sull'enegia eolica.

Questa volta si parla di nucleare. Leggete e dite la vostra. Sono convinto che troverete molto da aggiungere o controbattere.

Antonio ha scritto:

Il governo non ha dubbi: uno dei motivi principali, perché le imprese italiane continuano a perdere competitività, è dovuto all’energia, in Italia si paga a peso d’oro! (in agosto nel Paese l’acquisto energia è aumentata del 123,7% rispetto al 2004). Il Cavaliere rilancia così la possibilità di un ritorno al nucleare; anche se, con il referendum del 1987, gli italiani lo esclusero. Non accettarono “il rischio nucleare”, (il testo di legge parlava proprio se accettare quel “rischio”). L’Italia, oggi, importa il 16% dell’energia elettrica da un paese, (Francia), l’unico, che, ancora, investe sul nucleare. Tutti i Paese Occidentali hanno deciso di abbandonarlo, perché troppo costoso e rischioso.
Il ritorno al nucleare che cosa comporterebbe?
A) avremmo l’intervento, necessario, d’imprese esterne, con maggiori costi e dipendenza, poiché l’Enel ha perso l’esperienza che aveva in materia, inoltre, passerebbero un minimo di 5 anni nella costruzione di una centrale e quindi nell’immissione dell’energia in rete.
B) Gli amministratori locali, tenendo conto di decisioni impopolari, bloccherebbero le installazioni delle centrali sul territorio.
C) Occorrerebbero grandi quantità di denaro pubblico nel sovvenzionare il tutto
D) dovrebbe essere risolta la questione “rifiuti “ un problema grande quanto una montagna, considerato il più importante: dove mettere le scorie nucleari, in un Paese come l’Italia? Non assistiamo, forse, ogni giorno a manifestazioni della popolazioni, contro discariche abusive e non, in cui è sicuramente presente la mafia con i suoi affari? Figuriamoci su questo nuovo e più lucroso mercato la disponibilità dell’attività criminale.

Sappiamo che, già, lo smantellamento dei 4 reattori nucleari, prima funzionanti, (un’operazione da 22miliardi d’euro pubblico), è stata solo una prima fase. Occorre un’altra operazione: lo stoccaggio dei materiali contaminati, (lavori con, ulteriori costi, che dovevano essere conclusi). Troviamo, invece, che le scorie radioattive aspettano, ancora, un sito definitivo, (l’Europa ha dato una scadenza di 5 anni all’Italia). Il governo, subito, aveva scelto per gli 8mila metri cubi di scorie, un unico sito nazionale, quello del comune di Scanzano Jonico, (45km da Matera), in una regione molto sismica e soggetta ad alluvioni, (una delle regioni più povere d’Italia, affamata di lavoro, non di rifiuti radioattivi). Gli esperti, solo dopo, scoprirono che l’attività sismica andava oltre il livello richiesto di sicurezza; il sottosuolo, scelto per lo stoccaggio, poteva comportare, per vari motivi, un rilascio di radioattività, inquinando le falde acquifere. Davanti alla rabbia popolare, “ritenuta ingiustificata dal governo”, veniva deciso di trovarne un altro alternativo, che ancora oggi, non esiste.
Davanti a scelte come queste, (rifiuti), il pensiero del governo è sempre rivolto al sud, è ritenuto il territorio con una naturale vocazione per questi e altri rifiuti? Il comune di Scanzano Jonica, che sta avviando, solo oggi, un’economia, (turistico-agricola), tanta sognata da decenni, poteva accettare di diventare la pattumiera nucleare italiana? Un'altra questione aspetta la sua risoluzione, è quella relativa ai rifiuti radioattivi provenienti dagli ospedali, necessari al sistema sanità. Debbono essere depositati in un definitivo sito, ma aspettano ancora, vi sono problemi economici dichiarano.

Nel solenne “impegno per l’ambiente”, sottoscritto dal governo, (il patto di Kyoto), troviamo scritto che: l’Italia non può accettare l’opzione nucleare, la risposta giusta all’emergenza energetica deve essere l’ottimizzazione dell’esistente e gl’investimenti sull’energia alternativa, su cui il Paese è in forte ritardo.
Abbiamo l’esperienza di altri Paesi, che si sono attrezzati da tempo per dipendere sempre meno da energie non rinnovabili, questi hanno avviato nuove strategie, ricerche, anche, alla luce della direttiva europea, (il traguardo da raggiungere è che entro il 2012 l’apporto da energie rinnovabili deve essere del 12% nei paesi della comunità europea). Il governo, invece, procede sul versante opposto: una notizia recente è quella di un accordo firmato, fra l’enel, (lo stato n’è ancora l’azionista di maggioranza), e l’edf, (l’enel francese), sul nucleare. Non è presente, invece, nei piani di investimento dell’Enel, nessun investimento sull’ottimizzazione della rete elettrica che è fatiscente. Un domani così potremmo avere l’energia creata dal nucleare, ad alti costi, di cui una non trascurabile quantità si perderà prima dell‘utilizzo. Davanti all’aumento della sensibilità di tutta l’opinione pubblica su questi temi, c’è l’estraneità di quest’amministrazione, che dimentica di governare un territorio a forte vocazione turistica.
Serve una nuova relazione con l’ambiente, che deve essere accettata da tutti, perché sempre più necessaria. E’ una richiesta che il sindacato afferma perché il lavoro può essere solo in un ambiente più consono, più a misura d’uomo. Investimenti, indispensabili, debbono esserci per ottenere abitazioni civili, pubbliche, luoghi di lavoro, più idonee, ad esempio, per uno sfruttamento solare, come per altre forme d’energie alternative.

In Germania, il governo, con un progetto avanzato, ha ricavato un significativo aumento dell’energia ricavata da fonti alternative. Questo è stato accompagnato da un aumento occupazionale del settore con ricerche e tecnologie avanzate, (nota fondo pagina). L’energia ricavabile dal solare, in Italia, avrebbe dei risultati, ancora più elevati, colmando, inoltre, la piaga della disoccupazione.
Berlusconi, invece, investe decine di miliardi, pubblici, presi da noi tutti, sul nucleare. Sentiamo, inoltre, gli industriali che dichiarano la crisi, ma continuano, “ostinatamente” a non investire per un’ottimizzazione dell’energia nei posti di lavoro. A che scopo non si attrezzano? Un mio pensiero va al grosso condizionamento nel settore energetico da parte dell’Eni in Italia. Lo sviluppo di energie alternative potrebbe esistere, senza contrastare questi alti interessi? Rimane importante per questi “signori” solo la vecchia logica del profitto cui non interessa il rispetto dell’ambiente, del nostro patrimonio naturalistico, storico, artistico, che appartiene all’umanità intera.
L’Italia, nel mondo intero, è vista come un grande unico museo, per le sue ricchezze, certamente non per le ricchezze di una sola persona e delle sue ville. Gli interessi del governo e quelli delle grandi aziende s’incontrano su un terreno comune, è quello della totale indifferenza verso il bene collettivo. Abbiamo, così, un esecutivo, che finge di quadrare i suoi conti, in profondo rosso, che dichiara di agire per il bene comune, ma sostiene la sua bravura nell’affrontare un impatto economico- sociale della portata di questo progetto. E’ un modo insolito per fare pagare, sempre a noi lavoratori, una vecchia politica camuffata per “nuova” sul problema energetico.
Il primo ministro, ha dichiarato di affrontare il problema energetico e ambientale nella maniera più “liberale”, questo termine sta a significare che si andrà verso un’ulteriore diminuzione della democrazia nel Paese. Non bastano, le vicinanze ai centri abitati di basi militari USA, ad alto rischio nucleare, in disprezzo della popolazione che ne è esposta? Non basta l’aumento della militarizzazione sul territorio per il rischio terroristico? La svolta politica promessa agli italiani passa anche, da questo, e chi non ci crede è un disfattista! Voglio riportare un esempio su cosa si intende la militarizzazione sul territorio imposta dall’uso del nucleare: In Francia, il trasporto di materiale nucleare va su treni speciali, scortato da polizia, cambiando continuamente percorso. In Italia sarebbe possibile? Penso alle nostre autostrade, ferrovie, così “efficienti”.
Dobbiamo piangere o ridere, davanti a questo? Questo governare apporta nella mia vita quotidiana una nota d’originalità ed a voi? E’ questo un articolo scritto mesi fa, allora, il governo non aveva presentato la sua finanziaria, ma il pezzo rimane attuale. Leggi impopolari continuano ad essere varate, un governo che non tiene in nessuna considerazione il mondo del lavoro,i cittadini, insofferente verso tutti, offrendo risposte vuote a problemi seri. Difendere il protagonismo dei lavoratori, dei cittadini davanti ad una sempre più perdita di democrazia. (Non possiamo non dimenticare l’attacco allo statuto dei lavoratori di questo governo). E’ importante ricordare!

Precisazioni:
a) Un informazione governativa dichiara che alla Calabria, spetta la maglia nera per le Frane, infatti, dai dati contenuti nel report 2003, relativi alla pianificazione territoriale e al rischio idrogeologico, redatto dal Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio, la regione è a “potenziale rischio idrogeologico più alto”, dei suoi 1.166,9 chilometri quadrati, ben il 56,9% pari a 664,2 chilometri quadrati sono soggetti a Frane e il 43,1% pari a 502,7 chilometri quadrati ad Alluvioni. (sic)
b) La Spagna, ha ribaltato la sua dipendenza energetica dall’esterno; attualmente l’energia del Paese proviene da fonti rinnovabili per il 50,1%, (solo l’eolico contribuisce per il 15%), vi è, inoltre, una politica di minore imposizione fiscale, il 5%, contro il 15% del governo italiano, proprio per incentivare privati, industrie, ecc..

Nota Germania: in Germania, applicazione di pannelli solari, costruzioni edili appropriate, uso di nuove tecnologie di facile acquisto e poca spesa sui mercati, effettuati da cittadini, imprese edili, ecc,
Ulteriore sfruttamento dell’energia fotovoltaica, biomasse, eolico, ecc.. insieme a progetti governativi. sta per giungere ad una diminuzione di quasi il 40% d’energia, anche con la legge approvata che vieta l’esistenza di discariche in tutto il Paese e l’eliminazione di quelli esistenti entro pochi anni.

Sul trasporto materiale radioattivo in Francia da disinformazione.it, non ricordo l’articolo, ma ho ristretto a ciò che di certo so.
Spagna (varie fonti..)
Su Germania articolo: Germania, un brillante esempio di come imbrigliare il Sole
Tratto da «Bangkok Post» 26 giugno 2004
Segnalato da Andrea Odasso (www.disinformazione.it)
Scanzano…www.republica.it (intera pagina su storia del deposito di scanzano)
Ulteriori note non immesse direttamente sui costi implicanti la costruzione centrale nucleare :

Processo

Elettricità [MWh]

Combustibilia [106 Btu]

Estrazione di 5682 tonnellate di uranio naturale

1.667.000

20.010.000

Macinatura di 5682 tonnellate di uranio naturale

2.736.000

99.800.000

Conversione di 5682 tonnellate di uranio naturale

82.960

7.676.000

Arricchimento di 3022 * 103 separative work units (kg)

8.533.000

2.412.000

Fuel fabrication of 822 tonnellate di uranio arricchito

247.400

2.109.000

Centrale elettrica; 30 anni di gestione

461.500

18.140.000

Riprocessamentob di 822 tonnellate di combustibili

16.360

292.600

Immagazzinamento scorie; 30 anni di gestione

5.010

183.200

Trasporto di 5682 tonnellate di uranio naturale

597

81.930

822 tonnellate di combustibile

1.861

255.900

Energia totale richiesta

13.750.000

151.000.000


TAVOLA IV.3

Richiesta di energia per la vita operativa di un reattore ad acqua pressurizzata senza riciclaggio da 1000-MW (e), 0.30% Enrichment of Chattanooga Shale Producing an Output of 197,100,000 MWh.

aEsclusi i combustibili usati per generare l’elettricità.
bSenza riciclaggio dell’uranio né del plutonio, non ci sarebbe probabilmente riprocessamento. D’altra parte ~ non abbiamo calcolato l’energia richiesta per l’immagazzinamento del combustibile esausto. Poiché si tratta di piccola cosa, ammettiamo che il riprocessamento e l’immagazzinamento delle scorie equivalga ad una stima per l’immagazzinamento del combustibile esausto non calcolato. Fonti: Perry, Rotty, e Reister 1977; Rotty, Perry, e Reister 1975.

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