Si chiama Green Machine e con meno di 100 gradi (circa 200 F) riconverte rifiuti industriali in energia elettrica. La macchina è coperta da brevetto e non sono riuscita a scoprire né quanto costa, né esattamente quali sono i rifiuti che trasforma.
Di fatto, viene presentata come la soluzione casalinga e in piccolo per lo smaltimento dei rifiuti e il recupero di energia. La società che la commercializza, riferisce che l’investimento per l’acquisto rientra dopo tre anni di uso della macchina.
Viene detto che è assolutamente ecocompatibile non emettendo sostanze pericolose e si sa solo che la Southern Methodist University l’ha scelta come sistema per il suo smaltimento rifiuti. Per il momento viene detto solo che chi la sta usando ne è entusiasta.
Electra Therm la società che la commercializza, la sta portando in tourneé negli Stati Uniti. E’ inoltre possibile prenotare un mese di utilizzo della Green Machine giusto per vedere come si comporta e che sollievo dà alle bollette di energia elettrica e gas. L’idea mi sembra senz’altro interessante e magari potrebbe essere utile a Napoli.
Foto | Engadget
Fabio A.
02 giu 2008 - 10:09 - #1Se è coperta da brevetto, in base al numero di brevetto si può fare una ricerca nel database dell’ufficio brevetti e verificare principio di funzionamento e tutto ciò che interessa.
Paolo Marani
02 giu 2008 - 12:08 - #2Basta con questi periodici annunci di macchine sedicenti miracolose che generano energia, acqua calda, the con i biscotti, e che non emettono alcun tipo di residuo tossico.
La maggioranza di queste “macchinette” sono poco più di prese per i fondelli, poi gli amministratori ci credono veramente e finiscono per non fare nulla di concreto in materia di trattamento rifiuti… tanto c’è la macchinetta miracolosa
Auriga
02 giu 2008 - 12:46 - #3Ci sono migliaia di sistemi che se adottati andrebbero bene a Napoli ma non essendo discariche in cave di aree protette ed inceneritori finanziati dallo stato nessuno da destra a sinistra le vuole.
paolomot
02 giu 2008 - 13:29 - #4Io penso che sia impossibile che non emettano sostanze pericolose, possibile che nessuno abbia pensato di applicare questo brevetto agli inceritori: sono scettico.
Anduril
02 giu 2008 - 15:06 - #5@paolomot
ho anch’io i tuoi dubbi… i termovalorizzatori lavorano a temperature alte (>600°C se non ricordo male) proprio per migliorare la combustione ed emettere meno sostanze nocive (non parlo di polveri, ma di composti chimici)…
Se questo lavora a temperature relativamente basse penso che abbia problemi di emissioni..
E poi come si fa a produrre energia bruciando qualcosa a 100°C? Produrre vapore non se ne parla, non renderebbe nulla..
Altre idee al momento non me ne vengono…
Anduril
02 giu 2008 - 15:06 - #6@paolomot
ho anch’io i tuoi dubbi… i termovalorizzatori lavorano a temperature alte (>600°C se non ricordo male) proprio per migliorare la combustione ed emettere meno sostanze nocive (non parlo di polveri, ma di composti chimici)…
Se questo lavora a temperature relativamente basse penso che abbia problemi di emissioni..
E poi come si fa a produrre energia bruciando qualcosa a 100°C? Produrre vapore non se ne parla, non renderebbe nulla..
Altre idee al momento non me ne vengono…
Anduril
Anduril
02 giu 2008 - 15:06 - #7ops.. scusate il doppio post..
Anduril
fabio_annovazzi
02 giu 2008 - 21:39 - #8Attenzione. Questa macchina NON converte rifiuti industriali in energia elettrica, ma calore “a perdere” in energia elettrica - “converts geothermal and industrial waste heat or pressure into emission free electricity”. Se avete una fonte geotermica in giardino va benissimo. Per i rifiuti di Napoli non serve a nulla.
Ciao
Anduril
03 giu 2008 - 09:55 - #9grazie fabio.. sembrava un po troppo miracolosa…
non ho ancora capito bene come funziona.. mi documenterò…
Anduril