Riscaldamento globale: di chi fu la colpa?

Colgo la segnalazione di clayco per parlarvi finalmente del blog del Maggiore Guido Guidi noto alla cronache per le sue previsioni meteo nei vari TG della RAI.

Guidi è un climatologo dell'aeronautica militare che dalle sue pagine informa in maniera diretta e
abbastanza semplice, noi comuni mortali, sulle questioni climatiche. Effettivamente le sue disquisizioni sul riscaldamento globale o "global warming" (GW) come preferisce chiamarlo lui, tracciano un po' la cronaca di quello che sta accadendo alla nostra atmosfera e provano anche a dare qualche spiegazione se non la risposta e svelando subito che il gas serra più temibile non è la CO2 ma il vapore acqueo. E veniamo alla ciccia. Scrive Guidi nel suo post: Houston we have a problem...


Per quel che ne sappiamo il GW per come è stato sin qui rappresentato potrebbe essersi temporaneamente o definitivamente arrestato. Nonostante ciò continuano ad essere decisamente evidenti i segnali di reazione del pianeta al riscaldamento, proprio come continua ad essere evidente l’inarrestabile aumento della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Questi i dati più recenti disponibili presso l’Osservatorio di Mauna Loa. Dati e segnali di cui non si può non tener conto. Ma il problema è diverso, a mio modestissimo parere.

Sarà forse che non è tutta colpa delle emissioni di gas serra? Ci sarà forse qualche altra ragione per questa nuova fase nel trend delle temperature? Qualcuno ha già provato a dare delle spiegazioni. Potrebbe essere una risposta del sistema alla grande quantità di aerosol presente in atmosfera, la stessa spiegazione che è stata data per il periodo di forte raffreddamento occorso tra gli anni ‘40 e ’70 (non dimenticate che allora c’era qualcuno che parlava di una nuova era glaciale in arrivo e qualcun altro suggerì di immettere CO2 in atmosfera in grandi quantità per riscaldare il pianeta….). Sembra un pò strano però che questi aerosol riescano a produrre un effetto di mitigazione del trend di riscaldamento tanto regolare, non un decimo di grado in più nè uno in meno. L’esatta quantità ogni anno per correr dietro all’aumento dell’anidride carbonica ed annullarne gli effetti. Altra spiegazione. Sono l’Oscillazione Interdecadale del Pacifico e l’Oscillazione Multidecadale dell’Atlantico (forzanti naturali, chi l’avrebbe mai detto…) da sole o tutte e due insieme che agiscono proprio quel tanto che basta per non far aumentare le temperature. Ad averlo saputo prima ci saremmo risparmiati fiumi di inchiostro.

Il dato, appunto è che il riscaldamento globale si è fermato, almeno questo è quello che ci riferiscono le misurazioni e la temperatura media del pianeta non è più in salita. Ma non ci sono i dovuti segnali di raffreddamento. E poi, responsabilità di attività antropiche certo, ma fino a che punto? Guidi, in una sua lettera al direttore del Foglio scrive che:


Gli organi politici fanno politica e, al giorno d'oggi, la politica è soprattutto economica. Il riscaldamento globale e le minacce di catastrofe stanno alimentando una bolla speculativa al cui cospetto la new economy degli anni Novanta impallidisce. Il mercato del carbon trading, lo scambio di quote di emissione, o se si preferisce la bolletta dell'inquinamento, avviato dalla ratifica del protocollo di Kyoto vale già molti miliardi di dollari e ne varrà molti di più nel prossimo futuro. A questo si aggiunge la recente corsa, inevitabile ma in netto ritardo, alla ricerca sulle fonti di energia rinnovabili. Tra queste la più affascinante, almeno per i media, è l'idrogeno per la mobilità. Quasi tutti però dimenticano che l'idrogeno necessita di una fonte di energia supplementare per essere estratto e quindi non può essere considerato una fonte energetica primaria. Inoltre, dalla combustione di idrogeno si genera vapore acqueo, un gas serra di gran lunga più potente dell'anidride carbonica, anzi, il gas serra per eccellenza. Ebbene, la quantità di vapore acqueo che si emetterebbe in atmosfera se le nostre auto funzionassero ad idrogeno, provocherebbe alterazioni del sistema clima ben più gravi di quelle che si vorrebbero fronteggiare. Ma intanto si muovono grandi quantità di capitali.

Insomma, il riscaldamento globale, che pure esiste ma non se ne conosce la causa o le concause è diventato intanto uno sporco affare nelle mani dei soliti noti.

Foto | Imageshack

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