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Riscaldamento globale: di chi fu la colpa?

Pubblicato: 05 giu 2008 da Marina

Commenti dei lettori

Colgo la segnalazione di clayco per parlarvi finalmente del blog del Maggiore Guido Guidi noto alla cronache per le sue previsioni meteo nei vari TG della RAI.

Guidi è un climatologo dell’aeronautica militare che dalle sue pagine informa in maniera diretta e
abbastanza semplice, noi comuni mortali, sulle questioni climatiche. Effettivamente le sue disquisizioni sul riscaldamento globale o “global warming” (GW) come preferisce chiamarlo lui, tracciano un po’ la cronaca di quello che sta accadendo alla nostra atmosfera e provano anche a dare qualche spiegazione se non la risposta e svelando subito che il gas serra più temibile non è la CO2 ma il vapore acqueo. E veniamo alla ciccia. Scrive Guidi nel suo post: Houston we have a problem…

Per quel che ne sappiamo il GW per come è stato sin qui rappresentato potrebbe essersi temporaneamente o definitivamente arrestato. Nonostante ciò continuano ad essere decisamente evidenti i segnali di reazione del pianeta al riscaldamento, proprio come continua ad essere evidente l’inarrestabile aumento della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Questi i dati più recenti disponibili presso l’Osservatorio di Mauna Loa. Dati e segnali di cui non si può non tener conto. Ma il problema è diverso, a mio modestissimo parere.

Sarà forse che non è tutta colpa delle emissioni di gas serra? Ci sarà forse qualche altra ragione per questa nuova fase nel trend delle temperature? Qualcuno ha già provato a dare delle spiegazioni. Potrebbe essere una risposta del sistema alla grande quantità di aerosol presente in atmosfera, la stessa spiegazione che è stata data per il periodo di forte raffreddamento occorso tra gli anni ‘40 e ’70 (non dimenticate che allora c’era qualcuno che parlava di una nuova era glaciale in arrivo e qualcun altro suggerì di immettere CO2 in atmosfera in grandi quantità per riscaldare il pianeta….). Sembra un pò strano però che questi aerosol riescano a produrre un effetto di mitigazione del trend di riscaldamento tanto regolare, non un decimo di grado in più nè uno in meno. L’esatta quantità ogni anno per correr dietro all’aumento dell’anidride carbonica ed annullarne gli effetti. Altra spiegazione. Sono l’Oscillazione Interdecadale del Pacifico e l’Oscillazione Multidecadale dell’Atlantico (forzanti naturali, chi l’avrebbe mai detto…) da sole o tutte e due insieme che agiscono proprio quel tanto che basta per non far aumentare le temperature. Ad averlo saputo prima ci saremmo risparmiati fiumi di inchiostro.

Il dato, appunto è che il riscaldamento globale si è fermato, almeno questo è quello che ci riferiscono le misurazioni e la temperatura media del pianeta non è più in salita. Ma non ci sono i dovuti segnali di raffreddamento. E poi, responsabilità di attività antropiche certo, ma fino a che punto? Guidi, in una sua lettera al direttore del Foglio scrive che:

Gli organi politici fanno politica e, al giorno d’oggi, la politica è soprattutto economica. Il riscaldamento globale e le minacce di catastrofe stanno alimentando una bolla speculativa al cui cospetto la new economy degli anni Novanta impallidisce. Il mercato del carbon trading, lo scambio di quote di emissione, o se si preferisce la bolletta dell’inquinamento, avviato dalla ratifica del protocollo di Kyoto vale già molti miliardi di dollari e ne varrà molti di più nel prossimo futuro. A questo si aggiunge la recente corsa, inevitabile ma in netto ritardo, alla ricerca sulle fonti di energia rinnovabili. Tra queste la più affascinante, almeno per i media, è l’idrogeno per la mobilità. Quasi tutti però dimenticano che l’idrogeno necessita di una fonte di energia supplementare per essere estratto e quindi non può essere considerato una fonte energetica primaria. Inoltre, dalla combustione di idrogeno si genera vapore acqueo, un gas serra di gran lunga più potente dell’anidride carbonica, anzi, il gas serra per eccellenza. Ebbene, la quantità di vapore acqueo che si emetterebbe in atmosfera se le nostre auto funzionassero ad idrogeno, provocherebbe alterazioni del sistema clima ben più gravi di quelle che si vorrebbero fronteggiare. Ma intanto si muovono grandi quantità di capitali.

Insomma, il riscaldamento globale, che pure esiste ma non se ne conosce la causa o le concause è diventato intanto uno sporco affare nelle mani dei soliti noti.

Foto | Imageshack

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Zak

    Zak

    05 giu 2008 - 14:57 - #1
    2 punti
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    Al di la’ dei contenuti, la cosa che mi perplime e’ il fatto che Guidi e’ un militare, quindi se un suo superiore gli ordina di dire che i puffi esistono lui e’ tenuto a sostenerne l’esistenza.
    Detto questo, mi sembra che esprima un punto di vista quantomeno sensato e degno di essere ascoltato. Magari sara’ pure erroneo, pero’ il dimostrarlo sara’ comunque utile per chiarirsi le idee.

    Riguardo all’idrogeno: ha perfettamente ragione nel sottolineare che non e’ una fonte energetica ma solo un vettore, ma dissento sul fatto che immettera’ vapore acqueo in quantita’ tale da alterare il clima. Anche ammettendo che le emissioni saranno importanti, questo idrogeno dovro’ prenderlo da qualche parte; la fonte piu’ immediata e’ l’acqua, e questo vuol dire che il vapor acqueo che immettero’ compensera’ l’acqua che utilizzero’ per fare idrogeno. Questo potra’ (ma non e’ detto) compromettere la qualita’ dell’acqua in circolazione (dubito, al momento si fa di peggio), ma di sicuro non procurera’ alterazioni climatiche dovute a maggior quantita’ di acqua in circolo.

  • Lerajies

    05 giu 2008 - 15:23 - #2
    0 punti
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    Non sapevo che il vapore acqueo fosse un gas serra! Odio vivere nell’ignoranza..

  • Profilo di Zak

    Zak

    05 giu 2008 - 15:52 - #3
    2 punti
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    Potenzialmente tutti i gas producono effetto serra. L’atmosfera ha un equilibrio delicato, quando la altero cambio tanti parametri, e fra questi:
    la trasparenza alle radiazioni elettromagnetiche
    la conduttivita’
    ecc…

    ogni cosa che vado a immettere, ovvero ogni gas che produco in maniera massiccia altera questo equilibrio, e si candida a diventare un “gas serra”.

    Visto che ogni tanto si parla di cinema, ricordo Star Trek 4, in cui il disastro ambientale e’ dovuto a un’astronave aliena che non fa nulla, se non stare li’ e immettere talmente tanta energia (involontariamente, con la sua sola presenza!) nel “sistema Terra” da vaporizzare gli oceani e rendere l’atmosfera talmente satura di vapore acqueo da rendere l’ambiente ostile alla vita (almeno quella umana).
    Ora, il rischio di uno scenario del genere e’, appunto, fantascienza, ma il troppo stroppia comunque, anche se si trattasse di gas inerti.

  • Lerajies

    05 giu 2008 - 16:05 - #4
    -1 punto
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    Quindi qualsiasi cosa io faccia andrà a ripercuotesi nell’ambiente circostante? Anche con l’energia “pulita” potrebbe succedere qualche imprevisto e far precipitare tutto nel caos?

  • Profilo di Zak

    Zak

    05 giu 2008 - 17:00 - #5
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    Di base: si’: qualunque cosa tu fai si ripercuote sull’ambiente.
    Il punto fondamentale e’ che l’ambiente e’ una struttura elastica e non un qualcosa da tenere intonso in una teca.
    Quindi il tutto gira attorno a dei comportamenti rispettosi e lungimiranti non a slogan tipo “fermi tutti non toccate nulla!”.
    Per tornare all’esempio di prima, se il motore a idrogeno immettesse continuamente nell’atmosfera tonnellate e tonnellate di vapore sarebbe effettivamente un problema: l’atmosfera si saturerebbe e si arriverebbe alla fine a un punto poco compatibile con la vita (almeno quella umana). Pero’ ribadisco, c’e’ poco da preoccuparsi: per un grammo di acqua prodotta c’e’ stato bisogno, prima, di distruggerne un altro per produrre l’idrogeno. Quindi il bilancio globale restera’ invariato; bisognerà stare solo attenti al fatto che le zone ad alta concentrazione (come le citta’) diventeranno piu’ umide. :)
    (Ben diversa e’ la produzione di CO2, il cui bilancio e’ effettivamente in positivo, almeno sul breve periodo.)

    Ma anche per altro, ritengo profondamente sbagliato vedere l’ambiente come sacro e intoccabile: c’e’ un equilibrio dinamico e l’uomo ne fa parte. Chiamarci fuori potrebbe essere altrettanto dannoso per noi che ritenerci onnipotenti. Come in tutto, ci vuole raziocinio.

  • Berto85

    05 giu 2008 - 19:35 - #6
    0 punti
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    ww.didaweb.net/liste/004_ftp/cnr/ cs%20cnr%20130%20volume%20clima%20global.doc

    Qui spiega che il vapore acqueo prodotto dall’uomo è assolutamente ininfluente sul clima terrestre.

  • Profilo di clayco

    clayco

    05 giu 2008 - 19:35 - #7
    -1 punto
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    A zak

    se si interessato all’argomento, la teoria di spencer è molto interessante:
    Commento:Spencer ci dice che esistono dei sistemi climatici di feedback, o retroazione, legati al vapore, che si oppongono al riscaldamento con una minore produzione di cirri (effetto iride di Lindzen) questo permette uno sfogo di calore dalla troposfera alla stratosfera,perchè i nei cirri la somma algebrica dei valori raffreddanti e riscaldanti, è a favore dei riscaldanti. Il secondo feedback è il sistema di nuvole e precipitazioni che raffreddano il pianeta perché aumenta la schermatura ai raggi solari, e perché la precipitazioni rinfrescano il pianeta.(effetto termostato di Spencer)
    Il satellite Aqua sembra confermare queste due teorie peer review.(è la rivoluzione di tutti i modelli climatici)
    Queste retroazioni non sono contemplate correttamente nei modelli previsionali dell’ipcc che si dimostrano quindi profondamente sbagliati, perchè la crescita del vapore dovuta all’aumento delle temperature è sempre considerato un effetto riscaldante( feedback positivo) invece è raffreddante( feedback negativo) . Sia Lindzen sia Spencer ci dicono che anche un piccolo cambiamento di nuvolosità supera di molto qualsiasi effetto delle emissioni antropogeniche.
    Quindi profondamente sbagliati i principi della mitigazione che stanno alla base del protocollo di Kyoto.
    Spencer parla di un riscaldamento di max un grado a secolo( anche con il raddoppio della CO2) con un aumento della piovosità, una cosa benefica non catastrofica

    Che si rifà alla relazione al congresso di NY 2008 Roy W. Spencer

    http://www.weatherquestions.com/Roy-Spencer-on-global-warming.htm

    Roy W. Spencer, «Global warming and Nature’s Thermostat», WeatherQuestions.com, 07/04 2008

  • Profilo di tassinari.mauro

    tassinari.mauro

    05 giu 2008 - 22:43 - #8
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    Io so solo che bruciando i combustibili fossili riportiamo in atmosfera il CO2 che gli alberi avevano assorbito qualche miglione di anni fa.

    => La % di O2 sta diminuendo.

  • Profilo di clayco

    clayco

    06 giu 2008 - 12:53 - #9
    -2 punti
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    A tassinari:
    in 250 anni la composizione dell’atmosfera è cambiata dello 0,01% cioè 100 ppm di O2 sono diventate 100 ppm di CO2 ( a spanne) un ppm è un millilitro nevbulizzato in metro cubo

  • Profilo di stever

    stever

    06 giu 2008 - 13:13 - #10
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    l’unica fonte sensatamente sfruttabile è quella solare pura !
    (ho detto pura in quanto anche i combustibili fossili in un certo senso sono energia solare immagazzinata, idem vento , maree, ecc.)

  • Guido Guidi

    07 giu 2008 - 19:38 - #11
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    @ Zak
    Hey, ma chi lo ha detto che i puffi non esistono? D’altronde se ci dobbiamo bere la favola dell’AGW e tutto il merchandising che ne consegue, possiamo credere anche agli omini blu.
    Comunque, a parte gli scherzi, quel poco che cerco di fare sul blog è dire le cose per come le percepisco, senza subire condizionamenti e, soprattutto, mettendo al bando ogni forma di conformismo e di luogo comune. Questa è la ragione per cui Climate Monitor è completamente separato dalla mia quotidiana realtà professionale, nella quale, comunque, regna sovrano il rispetto delle opinioni altrui, specie sull’argomento GW, a dispetto dei luoghi comuni appunto. Questo accade perchè chi affronta professionalmente le dinamiche del tempo e del clima non può permettersi il lusso di credere alle baggianate delle climafiction che abitualmente ci propina un certo genere di informazione.
    Ciò premesso vorrei aggiungere che sarà pur vero che per produrre idrogeno si usa l’acqua, ma nel processo la si passa dallo stato liquido a quello gassoso. A parte il fatto che le città diventerebbero foreste pluviali, quel gas comunque finirebbe in atomosfera. Più nuvole? Più pioggia? Più effetto di contenimento della radiazione ad onda lunga? Diverso bilancio dell’evaporazione del suolo per via di questa pioggia? Più neve alle alte latitudini? Diverso albedo per via di questa neve? Feed-back positivo o negativo? Ci rimettiamo a fare i conti tra qualche decina d’anni? Ma non sarà il caso di dargli un pò di “respiro” a questo pianeta o vogliamo continuare a giocarci allegramente finchè non si rompe?
    gg

  • Nimby

    19 ago 2009 - 11:40 - #12
    0 punti
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    Una precisazione richiesta all’autore dell’articolo: Climate Monitor non è il blog del Ten.Col. Guido Guidi, ma di Guido Guidi libero cittadino esperto di meteorologia e clima (altrimenti sarebbe un blog dell’AM, invece è un blog civile) così come di tante altre firme, sul sito scrivono numerosi autori, per citarne alcuni: Meschiari, Gravina, Mariani, Georgiadis. Giusto per rendere giustizia a tutti coloro che ci scrivono su.

    Grazie.