Ambiente e trasporti, l'Italia multata dall'Europa

la bandiera europeaL'Italia, in materia ambientale e sicurezza dei trasporti marittimi , continua a ignorare la legislazione europea e si becca così l'ennesima multa. Questa volta sono sotto accusa da parte della Commissione europea tre casi ambientali e uno relativo al mare: nei primi l'Italia non ha pienamente seguito una sentenza della Corte di Giustizia non avendo valutato l'impatto ambientale del nuovo inceneritore di rifiuti a Massafra in Puglia; il prelievo dell'acqua dal fiume Trebbia nella regione Emilia Romagna, sta arrecando danni a un prezioso habitat faunistico inserito nella rete UE di siti protetti "Natura 2000"; l'inadempienza del comune di Staranzano, in provincia di Gorizia relativa al piano regolatore adottato fondato su un'analisi dell'impatto ambientale i cui criteri non sono corretti.

Mentre il secondo caso riguarda il mancato incremento della sicurezza del traffico marittimo in caso di incidenti e di altre situazioni potenzialmente pericolose in mare e contribuendo in tal modo a rafforzare l’opera di prevenzione e di rilevamento dell’inquinamento causato dalle navi.
Questa la dichiarazione del Commissario per l'ambiente Stavros Dimas:


Realizzare una valutazione dell'impatto ambientale di nuovi piani e progetti e consultare l'opinione pubblica prima dell'adozione di una decisione definitiva sono elementi essenziali di una buona governance. Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno iscritto queste procedure nel diritto comunitario e tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettarle. Auspico che l'Italia intervenga tempestivamente per arrestare i danni arrecati al sito faunistico del Basso Trebbia.

Foto | Flickr

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