Emergenza rifiuti: Acerra ricorre alla Corte Costituzionale contro il decreto Berlusconi

Emergenza rifiutiAcerra per far valere i propri diritti non sceglie la piazza ma le aule di tribunale e la Giunta comunale con il Sindaco Espedito Marletta e l’assessore all’ambiente, Andrea Piatto, ricorre alla Corte Costituzionale contro il decreto-legge del 23 maggio 2008 n. 90, approvato dal Governo per l’emergenza rifiuti in Campania, riguardante la realizzazione e la messa in esercizio dell’inceneritore e i siti di stoccaggio realizzati e gestiti da Fibe spa in contrasto con le sentenze della giustizia amministrativa.

In particolare, secondo l’Amministrazione comunale di Acerra, il decreto viola la valutazione di impatto ambientale (art. 117, comma 1, della Costituzione); i principi comunitari di precauzione e prevenzione e riduzione del danno ambientale (art. 191 del Trattato Ue); sicurezza dell'incenerimento dei rifiuti (art. 12 della direttiva 2000/76/CE); prevenzione e riduzione IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control, direttiva 96/61/CE); il diritto fondamentale all'ambiente (artt. 2, 9, 32 della Costituzione); convenzione sull'accesso alle informazioni e partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (artt. 11 e 117, comma 1, della Costituzione) nonché violazione del giudicato amministrativo (artt. 3, 24 e 113 della Costituzione).

Rispetto alla proroga di stoccaggio dei siti gestiti da Fibe Spa su autorizzazione del Commissario di Governo all'emergenza dei rifiuti in Campania, autorizzazione annullata con sentenza del Consiglio di Stato (su ricorso proposto dal Comune di Acerra), l'amministrazione di Acerra agirà per proporre l'illegittimità costituzionale poiché sono stati violate la Costituzione e il Trattato dell’Unione Europea.

Intanto ad Acerra sono in attesa della sentenza che sarà emessa dal giudice amministrativo sul ricorso proposto contro l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevedono i contributi Cip6 per l’incenerimento dei rifiuti, in contrasto con quanto previsto dalla Commissione europea che esclude i rifiuti dalle fonti rinnovabili.

E dunque se la Magistratura dovesse dare ragione all'amministrazione di Acerra per la Campania e la sua emergenza rifiuti sarà tutto da rifare alla luce del rispetto delle leggi e provvedendo secondo quanto indica la Comunità Europea per evitare altri deferimenti e multe salate.

Via | Comune Acerra
Foto | Flickr

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