Evidenziatori senza solventi organici e cancelleria retrò per un ufficio più ecologico

cancelleria per l'ufficio verde Schiavi del computer, usiamo penne, matite, evidenziatori e cancelleria in generale sempre meno, ma la usiamo ancora. Nel mio portapenne (una tazza di ceramica mezza rotta che ho riciclato così) conto: 5 penne, 3 matite, 2 pennarelli e 2 evidenziatori, 1 righello poco usato, e di tutto ho una certa scorta nel cassetto.

Avevamo già visto come, in generale, usare la matita non significhi per forza che questa sia più ecologica di una penna usa e getta. Dipende dall'uso che se ne fa, la matita è di legno rispetto alla plastica della penna, ma la maggior parte delle matite in commercio sono fatte di legno importate, inoltre la penna dura mediamente di più (soprattutto se la matita cade e si rompe la mina e va temperata di continuo!). Tagliamo la testa al toro, esistono oramai matite in plastica riciclata, oppure si potrebbe tornare al vecchio portamine (mio padre ne ha un sacco che usa da decenni!) e comprare solo le mine. Si risparmia legno e soldi.

Per le penne, le biro andrebbero comunque ridotte il più possibile, perché oltre al fatto che sono fatte di plastica e poi finiscono tra i rifiuti, va detto che l'inchiostro contiene sostanze tossiche (es. tricloro etano e formaldeide) per la salute umana. Oltre all'usare penne in plastica riciclata o in mater-bi, anche qui un tocco retrò può darci una soluzione: la penna stilografica con ricarica a mano (ovvero si compra un bel boccetto di vetro con l'inchiostro, una buona stilo dura anni ed anni, e il vetro si ricicla più facilmente!)

La questione dei solventi chimici è scottante per quanto riguarda evidenziatori e pennarelli. La maggior parte dei prodotti usati sono a base di solventi organici volatili (xilene o toluene), tossici per inalazione e per contatto con la pelle. In commercio ci sono anche prodotti a base di alcool e meglio ancora a base d'acqua, ovviamente preferibili. O meglio ancora, sostituiamoli con matite colorate.

Discorso simile per i “bianchetti”, che contengono tricloroetano, sostanza tossica ed irritante, che può anche causare (in seguito a esposizioni prolungate) irritazioni all'apparato respiratorio e disturbi al sistema nervoso centrale. In teoria i flaconi vuoti andrebbero smaltiti come rifiuto pericoloso, perché il tricloroetano è molto persistente nell'ambiente. Se proprio non riusciamo a farne a meno, è possibile cercare in commercio prodotti a base di sostanze meno nocive.

Sempre per motivi simili, è meglio evitare le colle a stick, che hanno molti solventi chimici dannosi per l'ambiente e per la salute. È meglio preferire colle a base di acqua, zucchero e altre materie prime naturali come le mandorle, come le colle a pennello “di una volta”.

E per concludere, niente lavagnetta bianca con pennarelli, la lavagna nera con il gesso è preferibile, meno plastica, meno sostanze tossiche, e di nuovo un certo tocco di originalità nell'arredamento dell'ufficio!

Via | Prodotti Ecologici
Foto | Flickr

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