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Evidenziatori senza solventi organici e cancelleria retrò per un ufficio più ecologico

Pubblicato: 09 giu 2008 da viviana

Commenti dei lettori

cancelleria per l'ufficio verde Schiavi del computer, usiamo penne, matite, evidenziatori e cancelleria in generale sempre meno, ma la usiamo ancora. Nel mio portapenne (una tazza di ceramica mezza rotta che ho riciclato così) conto: 5 penne, 3 matite, 2 pennarelli e 2 evidenziatori, 1 righello poco usato, e di tutto ho una certa scorta nel cassetto.

Avevamo già visto come, in generale, usare la matita non significhi per forza che questa sia più ecologica di una penna usa e getta. Dipende dall’uso che se ne fa, la matita è di legno rispetto alla plastica della penna, ma la maggior parte delle matite in commercio sono fatte di legno importate, inoltre la penna dura mediamente di più (soprattutto se la matita cade e si rompe la mina e va temperata di continuo!). Tagliamo la testa al toro, esistono oramai matite in plastica riciclata, oppure si potrebbe tornare al vecchio portamine (mio padre ne ha un sacco che usa da decenni!) e comprare solo le mine. Si risparmia legno e soldi.

Per le penne, le biro andrebbero comunque ridotte il più possibile, perché oltre al fatto che sono fatte di plastica e poi finiscono tra i rifiuti, va detto che l’inchiostro contiene sostanze tossiche (es. tricloro etano e formaldeide) per la salute umana. Oltre all’usare penne in plastica riciclata o in mater-bi, anche qui un tocco retrò può darci una soluzione: la penna stilografica con ricarica a mano (ovvero si compra un bel boccetto di vetro con l’inchiostro, una buona stilo dura anni ed anni, e il vetro si ricicla più facilmente!)

La questione dei solventi chimici è scottante per quanto riguarda evidenziatori e pennarelli. La maggior parte dei prodotti usati sono a base di solventi organici volatili (xilene o toluene), tossici per inalazione e per contatto con la pelle. In commercio ci sono anche prodotti a base di alcool e meglio ancora a base d’acqua, ovviamente preferibili. O meglio ancora, sostituiamoli con matite colorate.

Discorso simile per i “bianchetti”, che contengono tricloroetano, sostanza tossica ed irritante, che può anche causare (in seguito a esposizioni prolungate) irritazioni all’apparato respiratorio e disturbi al sistema nervoso centrale. In teoria i flaconi vuoti andrebbero smaltiti come rifiuto pericoloso, perché il tricloroetano è molto persistente nell’ambiente. Se proprio non riusciamo a farne a meno, è possibile cercare in commercio prodotti a base di sostanze meno nocive.

Sempre per motivi simili, è meglio evitare le colle a stick, che hanno molti solventi chimici dannosi per l’ambiente e per la salute. È meglio preferire colle a base di acqua, zucchero e altre materie prime naturali come le mandorle, come le colle a pennello “di una volta”.

E per concludere, niente lavagnetta bianca con pennarelli, la lavagna nera con il gesso è preferibile, meno plastica, meno sostanze tossiche, e di nuovo un certo tocco di originalità nell’arredamento dell’ufficio!

Via | Prodotti Ecologici
Foto | Flickr

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di paolomot

    paolomot

    09 giu 2008 - 12:46 - #1
    0 punti
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    Ottimo consigli, quella delle matite colorate al posto degli evidenziatori non ci avevo mai pensato.

  • alessandro calzati

    10 giu 2008 - 17:55 - #2
    1 punto
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    Io sono sempre stato contro i prodotti usa e getta.
    Essendo un amante degli strumenti da disegno e scrittura, ho -da un sacco di anni- una penna stilografica dal 1991, una roller dal 1997, una matita portamina dal 1993 ed un matitone portamine grosso (tipo carboncino) dal 2000.
    Vantaggi: maggiore economia d’esercizio, valore affettivo degli oggetti di cui ci si circonda, migliore qualità di scrittura.
    Avete mai provato a confrontare la scrittura di una penna (stilo, roller o sfera) con una equivalente usa e getta?

    Questo argomento è interessante e andrebbe ampliato, riguarda il tema della durabilità degli oggetti di cui ci circondiamo e che ci accompagnano per un pezzo della nostra vita.
    Tutta la produzione industriale ha virato decisamente verso la tecnologia usa e getta (dalle penne per scrivere alle macchine fotografiche, agli elettrodomestici, ai cellulari, eccetera) ma siamo sicuri che sia poi così conveniente sostituire anzichè riparare, ricaricare, riutilizzare?
    La differenza può farla solo la sensibilità di ognuno di noi.
    Se non ci si rende conto della differenza tra bere acqua da una caraffa di vetro anzichè da una bottiglia di PET, se non ci si rende conto della differenza di scrittura (e, alla lunga, di affaticamento della mano) tra una “vera” penna ed una Bic, allora c’è poco da fare.
    Chi pensa di spendere meno ricorrendo a prodotti usa e getta in realtà sta prendendo una cantonata colossale ed alla fine rimarrà a mani vuote.

  • lucaviolante

    12 giu 2008 - 19:26 - #3
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    segnalo www.quibio.it x prodotti usa e getta in materbi