Cambiamenti climatici globali e nel Mediterraneo

L'orizzonte da Procida

Sarà inaugurata domani alle 13, nella Gipsoteca del Vittoriano la mostra "Cambiamenti climatici globali e nel Mediterraneo", a cura di Teresa Nanni e Michele Brunetti dell'Istituto di Scienza dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del CNR e voluta dalla Regione Lazio e dalla Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo e la mostra fotografica "Mediterraneo" con gli scatti di Fulvio Roiter. La mostra dedicata al clima, anticipata dalla tavola rotonda: "Cambiamenti climatici: previsioni o profezie?" prevista nella medesima sede dalle 9,30 (sarà l'occasione per ascoltare tra gli altri il prof. Franco Prodi con la relazione "Siamo nelle mani delle nubi"), nell'intento dei curatori, vuole aprire un varco nell'informazione che riguarda il clima e i suoi cambiamenti.

Leggo dal comunicato stampa:

La scienza della climatologia, come d’altronde molte altre scienze, può rispondere soltanto con un certo grado di approssimazione e solo quando può basarsi su evidenze sperimentali solide. Poiché sia i dati relativi all’evoluzione delle variazioni climatiche influenzate da molteplici fattori forzanti che i dati riguardanti la risposta del pianeta Terra alle forzature derivati dalle attività umane e dall’intervento umano sull’ambiente sono continuamente da aggiornare, la Scienza può formulare solo ipotesi sul futuro del clima e relativo impatto sulla vita delle comunità umane, dell’intero pianeta, dell’area del Mediterraneo, dell’Italia. Tutto questo non esclude comunque un suo chiaro atteggiamento favorevole all’adozione di misure che limitino i comportamenti che producono sia serie minacce di cambiamenti globali che degrado ambientale, quest’ultimo già ampiamente verificato e sotto gli occhi di tutti.


Ecco cosa trovate fino al 1 luglio se passate a visitarla:



  • Come funziona il “sistema clima”


  • Documentazioni sullo stato dell’arte relativo al problema dei cambiamenti climatici


  • Quali aspetti disponiamo di conoscenze ormai consolidate dal punto di vista scientifico, quali sono da approfondire in modo più dettagliato e per quali, invece, abbiamo solo
    ipotesi

  • Gli elementi essenziali a comprendere il problema del cambiamento climatico e ad affrontare con occhio più critico quanto viene “offerto” dai mass media



La mostra è suddivisa in diversi blocchi tematici che trattano di: differenza tra clima e tempo meteorologico; il comportamento del clima su diverse scale temporali (da 150 anni a 5 miliardi di anni); da cosa dipende la temperatura superficiale della Terra; il ruolo dell’effetto serra; la concatenazione delle cause che possono modificare la temperatura superficiale della Terra;la variazione della radiazione che giunge al top dell’atmosfera; le variazioni della composizione dell’atmosfera;le principali fonti di incertezza per le analisi scientifiche;le informazioni e le valutazioni provenienti da IPCC (Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici); lo stato dell’arte della conoscenza; le componenti della forzatura radiativa e la valutazione del loro singolo contributo; i modelli climatici; scenari e proiezioni. E seguendo il percorso espositivo si possono poi trarre conclusioni relative ad esempio alle conoscenze certe di cui disponiamo: le dinamiche del bilancio energetico del Sistema Terra e il ruolo dei gas-serra e i comparti che causano le maggiori emissioni.

Ma anche le problematiche aperte relative al ruolo che aerosol, nubi e possibili feed-backs possono avere nella variazione del bilancio energetico della Terra. Non possediamo e né siamo ancora in grado di adottare o progettare un modello efficace del sistema climatico e quindi non abbiamo ancora le risposte sull'attuale riscaldamento e sull'entità del contributo dell'uomo.

Infine, sono ricostruiti, nella mostra, i cambiamenti climatici che si sono avuti negli ultimi due secoli nel Mediterraneo e in Italia e il percorso della trasformazione del Protocollo di Kyoto in trattato.

Foto | Flickr

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