Obama-McCain: chi è il più verde?

I due candidati alle presidenziali degli Usa

La campagna presidenziale più nera d'America si colora di verde e messa da parte la primadonna (in tutti i sensi) Hillary Clinton l'asse della battaglia si sposta sui temi dell'ambiente. Ecco direi, che probabilmente è forse questa la vera novità di queste elezioni dirette del prossimo 4 novembre, che i media classici non hanno colto ma che di blog in blog si sta misurando e valutando. E così tre giorni fa Al Gore attraverso la newsletter del suo sito ha invitato tutti gli iscritti, se americani e con diritto di voto, a dare la propria preferenza a Barack Obama. Con cui ha stretto un patto: in caso di vittoria sarà proprio lui Gore a gestire la voce "ambiente" del nuovo Governo Obama.

Insomma la dove Hillary Clinton ha fallito puntando la campagna elettorale sulla risoluzione del problema sanitario (negli Usa circa 50 milioni di persone non hanno diritto all'assistenza medica) magari ti vince un Obama perché ha centrato la campagna giusta partendo dall'ambiente. Complice l'impennata dei prezzi del petrolio che negli Usa è vissuta male, malissimo. Sono abituati ai galloni di oil e gas e a riempire i loro pick-up e suv come se niente fosse. Le distanze sono enormi certo, ma il consumismo di reganiana memoria ha fatto il resto.

Riguardo alla politica ambientale in toto, al rispetto per l'ambiente come allo smaltimento dei rifiuti, al riciclo o al riuso o agli abbattimenti degli sprechi, noterete che non c'è accenno ma che si parla esclusivamente di emissioni di CO2, di petrolio e di rinnovabili.

Una nemesi per aver rifiutato il Protocollo di Kyoto? O solo parole date in pasto ai media per impressionare l'elettorato e i futuri accordi economici internazionali? Di certo è una politica ambientalista che si innesta su una parte della crisi dei consumi e che tenta di dare una risposta immediata ma forse non abbastanza sufficiente.

Il prossimo futuro ambientale, sociale e economico, anche dell'Europa, dipenderà da uno di questi due signori: Barack Obama e John Mc Cain. Perché l'altro candidato, il perdente, si eclisserà nel buio della memoria collettiva. Ma per ora, che la corsa è ancora attiva, conviene iniziare a capire da che parte stanno, cosa vogliono fare e cosa ci aspetta. Prepararsi al futuro magari aiuta a sopportarlo meglio.

Barack Obama


  1. Il suo claim è: chi inquina paga. Così se gli americani vogliono evitare ulteriori tasse e multe devono ridurre le emissioni di C02 dell'80%, rispetto ai valori del 1990 entro il 2050; dalla vendita all'asta per i permessi di emissione - tra i 30 e i 50 miliardi di dollari l'anno - si ricaveranno i fondi per lo sviluppo e la distribuzione di energia pulita, per la creazione di "posti lavoro verdi"e per aiutare americani a basso reddito a permettersi la bolletta energetica.
  2. Il 25 % di energia elettrica degli Stati Uniti dovrà provenire da fonti rinnovabili entro il 2025. Mentre per il Governo federale sarà ottenuto da rinnovabili 30 % entro il 2020.
  3. Investimento di 150 miliardi di dollari nell'arco di 10 anni per le energie rinnovabili, i biocarburanti, l'efficienza, "carbone pulito" e altre tecnologie pulite.

  4. Miglioramento dell'efficienza energetica negli Stati Uniti il 50 per cento entro il 2030.
  5. Incentivare l'uso di 36 miliardi di galloni di biocarburanti ogni anno dal 2022 e 60 miliardi entro il 2030.
  6. Emissioni zero per tutti i nuovi edifici entro il 2030.

  7. Riduzione del consumo di petrolio di almeno il 35% o 10 milioni di barili al giorno, entro il 2030.
  8. Introduzione dei veicoli ibridi con sgravi sulle assicurazioni per la sanità per pensionati e autotrasportatori.

  9. La benzina convenzionale sarà de-incentivata entro il 2020.
  10. Phaseout di lampadine incandescenti entro il 2014.
  11. Promozione del carbone liquido se emette il 20% in meno di C02 rispetto ai combustibili convenzionali.


John McCain


  1. Ha detto che il riscaldamento globale sarà una delle tre questioni chiave per la sua Presidenza.

  2. Il suo piano per la lotta contro il cambiamento climatico parte dalla graduale riduzione di gas a effetto serra attraverso l'abbattimento delle emissioni nei servizi, trasporti e grandi imprese, con un obiettivo di riduzione del 60 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050.

  3. Ha proposto prima nel 2003 e poi nel 2007 riveduta e corretta la Stewardship Act, la legge per la riduzione delle emissioni di C02 riservata a servizi, trasporti e industria.
  4. Ha criticato apertamente l'amministrazione Bush per la mancanza di una politica ambientalista e di riduzione della CO2.
  5. Ritiene gli Stati Uniti dovrebbero adottare le centrali nucleari come modo per produrre energia pulita. Il suo piano per il clima prevede che sia effettuata una raccolta di fondi per la vendita all'asta di quote di emissione e di renderlo disponibile per la costruzione di centrali.

  6. Nell'aprile 2008, ha intrapreso la campagna "esenzione tasse per la benzina" per alleggerire i prezzi alla pompa. La proposta è di detassare i 18 cent di tasse federali e di 24 cent sul gasolio dell'imposta Memorial Day e Labor Day, il che costerebbe alle casse del Governo Federale 10 miliardi di dollari all'anno.

  7. Si propone di trovare : "il modo di utilizzare il carbone senza che emetta eccessivo gas serra" e sostiene partenariati pubblico-privato per lo sviluppo di alta tecnologia per i sistemi di gassificazione del carbone e di cattura e stoccaggio del carbonio.

  8. Dapprima ha criticato l'etanolo, ora lo loda ma si oppone a incentivi per il suo uso.
  9. E' contrario alle perforazioni in Artico.

  10. È stato approvato dai repubblicani per la Protezione Ambientale e per le sue politiche sul clima.

Via| Grist
Foto | Flickr

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