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Obama-McCain: chi è il più verde?

Pubblicato: mercoledì 18 giugno 2008 da Marina

I due candidati alle presidenziali degli Usa

La campagna presidenziale più nera d’America si colora di verde e messa da parte la primadonna (in tutti i sensi) Hillary Clinton l’asse della battaglia si sposta sui temi dell’ambiente. Ecco direi, che probabilmente è forse questa la vera novità di queste elezioni dirette del prossimo 4 novembre, che i media classici non hanno colto ma che di blog in blog si sta misurando e valutando. E così tre giorni fa Al Gore attraverso la newsletter del suo sito ha invitato tutti gli iscritti, se americani e con diritto di voto, a dare la propria preferenza a Barack Obama. Con cui ha stretto un patto: in caso di vittoria sarà proprio lui Gore a gestire la voce “ambiente” del nuovo Governo Obama.

Insomma la dove Hillary Clinton ha fallito puntando la campagna elettorale sulla risoluzione del problema sanitario (negli Usa circa 50 milioni di persone non hanno diritto all’assistenza medica) magari ti vince un Obama perché ha centrato la campagna giusta partendo dall’ambiente. Complice l’impennata dei prezzi del petrolio che negli Usa è vissuta male, malissimo. Sono abituati ai galloni di oil e gas e a riempire i loro pick-up e suv come se niente fosse. Le distanze sono enormi certo, ma il consumismo di reganiana memoria ha fatto il resto.

Riguardo alla politica ambientale in toto, al rispetto per l’ambiente come allo smaltimento dei rifiuti, al riciclo o al riuso o agli abbattimenti degli sprechi, noterete che non c’è accenno ma che si parla esclusivamente di emissioni di CO2, di petrolio e di rinnovabili.

Una nemesi per aver rifiutato il Protocollo di Kyoto? O solo parole date in pasto ai media per impressionare l’elettorato e i futuri accordi economici internazionali? Di certo è una politica ambientalista che si innesta su una parte della crisi dei consumi e che tenta di dare una risposta immediata ma forse non abbastanza sufficiente.

Il prossimo futuro ambientale, sociale e economico, anche dell’Europa, dipenderà da uno di questi due signori: Barack Obama e John Mc Cain. Perché l’altro candidato, il perdente, si eclisserà nel buio della memoria collettiva. Ma per ora, che la corsa è ancora attiva, conviene iniziare a capire da che parte stanno, cosa vogliono fare e cosa ci aspetta. Prepararsi al futuro magari aiuta a sopportarlo meglio.

Barack Obama

  1. Il suo claim è: chi inquina paga. Così se gli americani vogliono evitare ulteriori tasse e multe devono ridurre le emissioni di C02 dell’80%, rispetto ai valori del 1990 entro il 2050; dalla vendita all’asta per i permessi di emissione - tra i 30 e i 50 miliardi di dollari l’anno - si ricaveranno i fondi per lo sviluppo e la distribuzione di energia pulita, per la creazione di “posti lavoro verdi”e per aiutare americani a basso reddito a permettersi la bolletta energetica.
  2. Il 25 % di energia elettrica degli Stati Uniti dovrà provenire da fonti rinnovabili entro il 2025. Mentre per il Governo federale sarà ottenuto da rinnovabili 30 % entro il 2020.
  3. Investimento di 150 miliardi di dollari nell’arco di 10 anni per le energie rinnovabili, i biocarburanti, l’efficienza, “carbone pulito” e altre tecnologie pulite.
  4. Miglioramento dell’efficienza energetica negli Stati Uniti il 50 per cento entro il 2030.
  5. Incentivare l’uso di 36 miliardi di galloni di biocarburanti ogni anno dal 2022 e 60 miliardi entro il 2030.
  6. Emissioni zero per tutti i nuovi edifici entro il 2030.
  7. Riduzione del consumo di petrolio di almeno il 35% o 10 milioni di barili al giorno, entro il 2030.
  8. Introduzione dei veicoli ibridi con sgravi sulle assicurazioni per la sanità per pensionati e autotrasportatori.
  9. La benzina convenzionale sarà de-incentivata entro il 2020.
  10. Phaseout di lampadine incandescenti entro il 2014.
  11. Promozione del carbone liquido se emette il 20% in meno di C02 rispetto ai combustibili convenzionali.


John McCain

  1. Ha detto che il riscaldamento globale sarà una delle tre questioni chiave per la sua Presidenza.
  2. Il suo piano per la lotta contro il cambiamento climatico parte dalla graduale riduzione di gas a effetto serra attraverso l’abbattimento delle emissioni nei servizi, trasporti e grandi imprese, con un obiettivo di riduzione del 60 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050.

  3. Ha proposto prima nel 2003 e poi nel 2007 riveduta e corretta la Stewardship Act, la legge per la riduzione delle emissioni di C02 riservata a servizi, trasporti e industria.
  4. Ha criticato apertamente l’amministrazione Bush per la mancanza di una politica ambientalista e di riduzione della CO2.
  5. Ritiene gli Stati Uniti dovrebbero adottare le centrali nucleari come modo per produrre energia pulita. Il suo piano per il clima prevede che sia effettuata una raccolta di fondi per la vendita all’asta di quote di emissione e di renderlo disponibile per la costruzione di centrali.
  6. Nell’aprile 2008, ha intrapreso la campagna “esenzione tasse per la benzina” per alleggerire i prezzi alla pompa. La proposta è di detassare i 18 cent di tasse federali e di 24 cent sul gasolio dell’imposta Memorial Day e Labor Day, il che costerebbe alle casse del Governo Federale 10 miliardi di dollari all’anno.
  7. Si propone di trovare : “il modo di utilizzare il carbone senza che emetta eccessivo gas serra” e sostiene partenariati pubblico-privato per lo sviluppo di alta tecnologia per i sistemi di gassificazione del carbone e di cattura e stoccaggio del carbonio.
  8. Dapprima ha criticato l’etanolo, ora lo loda ma si oppone a incentivi per il suo uso.
  9. E’ contrario alle perforazioni in Artico.
  10. È stato approvato dai repubblicani per la Protezione Ambientale e per le sue politiche sul clima.

Via| Grist
Foto | Flickr

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • gjan

    18 giu 2008 - 10:42 - #1
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    risposta scontata
    Barach o Bama ?

  • Maxolo

    18 giu 2008 - 13:16 - #2
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    BOba pensa a una politica ambientale come la si vorrebbe, McCain ha un programma più realistico (bugie comprese). Peccato davvero che nella lista non compare l’incredibile Hulk…;)

  • Profilo di augustus

    augustus

    18 giu 2008 - 13:27 - #3
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    Alcune piccole considerazioni su quanto scritto:

    “negli Usa circa 50 milioni di persone non hanno diritto all’assistenza medica”.

    Questo per fortuna, non e’ totalmente esatto. “Avere diritto”, e non avere assicurazione sanitaria sono due cose estremamente diverse. Perche’ oltre al fatto che la ER (emergency room) e’ di diritto a tutti (ti presentano il conto alla fine poi puoi anche decidere di non pagare, e lo so per esperienza), piu’ della meta’ di quei 50 milioni di persone e’ formato da persone da reddito alto che non vogliono spendere soldi “in continuita’” magari non usando la propria assicurazione perche’ in salute, e preferiscono pagare in caso di necessita’. Mia zia per esempio, che vive in america, ha un reddito molto elevato (il marito possiede un albergo), figlia cardiologa, ma nessuno ha assicurazione sanitaria (sebbene la figlia guadagni 600 mila dollari l’anno). E non sono casi isolati. Queste cose in italia naturalmente non si sanno perche’ far vedere che anche altre nazioni, anche quele potenti e cattive, hanno problemi. E’ un modo per non deprimersi totalmente della nostra situazione.

    Per finire, Hillary Clinton non ha fallito affatto a causa di una presunta campagna incentrata sulla sanita’, ma per ben altri motivi, molto meno superficiali.

  • Marina.Perotta

    18 giu 2008 - 13:43 - #4
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    @augustus

    Grazie per le precisazioni. Diciamo che con la prima non smentisci né me, né il mio post ma il documentario di Michael Moore Sicko che denuncia l’intero sistema sanitario americano e i circa 50 milioni di cittadini privi di assistenza medica, e lo ribadisco; mentre per la seconda smentisci la stessa Hillary Clinton che già nella precedente amministrazione del marito si era occupata di sanità quando fu nominata dal Presidente nel 1993 capo dell’unità sulla Riforma della Sanità Nazionale. Che poi non possa aver perso per una campagna presidenziale sbagliata o fondata sui temi sbagliati o sul cavallo di battaglia, la sanità sbagliata, bè è tutto da dimostrare.

    — Blacklisted word: /search?q=

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    18 giu 2008 - 14:05 - #5
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    Io credo che, da un punto di vista ambientale, peggio dell’amministrazione Bush non possa si possa fare. La verità è che gli Stati Uniti sono il paese più energivoro del mondo e di conseguenza il più contaminante, addirittura il 25% delle emissioni dei gas serra del mondo provengono dall’America. Possiamo essere d’accordo o meno sul protocollo di Kyoto, fatto sta che si tratta dell’unico trattato ambientalmente capace di porre degli obblighi alle nazioni più inquinatrici del pianeta. Non voglio stare a discutere del fatto che il protocollo sia o meno uno strumento valido ed efficace, vorrei però porre l’accento sul fatto che è l’unico strumento internazionale di natura ambientale di cui si dispone e, nonostante ciò, gli Americani sono gli unici fra i paesi “obbligati” a ridurre le emissioni che non l’hanno ratificato. Potrà la prossima amministrazione far peggio di questa? Potra fare la stessa cosa, ma non peggio e lo dico per darmi coraggio…

  • Profilo di augustus

    augustus

    18 giu 2008 - 14:33 - #6
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    Marina.Perotta

    Micheal Moore ha fatto un film-documentario, e non un documentario, due cose simili per nome ma diverse nel contenuto. Micheal Moore e’ stato accusato piu’ volte di pagare le persone per i suoi film, negli Stati Uniti e in Canada (con gli stessi “attori” a parlare, appena ritrovo un po’ di fonti le segnalero’ ad ecoblog nel caso ce ne sia bisogno). Nonostante questo, nel tuo secondo commento hai precisato ” privi di assistenza medica”, ma deve essere inteso come “privi di assicurazione medica” (quindi l’assitenza c’e', ma e’ a pagamento, diverso da “non averne il diritto”). Per il resto, credo che l’esempio di mia zia spieghi in modo ottimale cio’ che gli italiani non sanno.

    Quanto a Hillary Clinton, la sua campagna elettorale ERA incentrata sulla sanita’, esattamente come lo era quella di Obama, ma tutte e due quasi un anno fa. Con la crescente crisi economica, il tema di maggior interesse si e’ spostata, e tutti e due i candidati si sono adeguati. Per molti aspetti, Hillary avrebbe potuto vincere, e fino all’ultimo giorno delle primarie la vittoria di Obama non e’ mai stata data per scontata. Il problema di Hillary si trova principalmente nel fatto che polarizza: o si ama o si disprezza, e succede per tutte le figure dotate di una forte personalita’. Obama e’ riuscito ad attirare i giovani, e questo e’ stato essenziale. Il tutto e’ stato caratterizzato anche da questioni razziali (il fatto che Obama sia di colore non credo sia sfuggito a nessuno) e sessiste (essendo Hillary una donna). Ma certe cose forse in Italia non si possono capire visto che non c’e’ mai stato ne un candidato di colore, ne una donna.

  • magutzen

    18 giu 2008 - 17:34 - #7
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    augustus,
    la storia di tua zia, dato che non tutti hanno figlie cardiloghe a 600mila dollari annui di stipendio, rimane un aneddoto. I dati sulla sanita’ USA parlano chiaro di un crescente numero negli ultimi anni di persone senza assicurazione, la maggior parte di quasti hanno stipendi medi/medio bassi, ed hanno figli a loro volta non assicurati. Non credo che lasciare i propri figli, che necessitano non solo di cure quando malati ma anche e soprattutto di checkup preventivi, senza l’assicurazione medica derivi da motivi diversi che non siano la difficolta’ di versare i premi. E’ un dato che i premi aumentano molto piu’ del tasso di inflazione (credo di ricordare quasi 5 volte), e’ un dato che molte societa’ tolgono la possibilita’ ai propri dipendenti di assicurarsi a tariffe agevolate, e’ un dato che il numero dei non assicurati e’ in continuo aumento ed e’ un dato solido che chi non e’ assicurato riceve molte meno cure di chi lo e’. E’ vero che vi e’ differenza tra dire “non avere diritto alle cure sanitarie” e “non avere l’assicurazione” ma ti ricordo che i diritti di una persona sono tali in quanto “persona” e non in quanto “persona con reddito”, per cui il fatto di non avere un’assicurazione sanitaria perche’ non la si puo’ pagare in molti casi ti pone virtualmente fuori dal poter godere del diritto di essere curato.
    La sanita’ non riguarda solo il pronto soccorso, dove magari l’assistenza ti viene in un modo o nell’altro data, ma anche il bisogno di avere cure e farmaci in modo continuativo. Non avere la copertura assicurativa negli USA puo’ causare in problemi veramente grossi, magari e’ vero come dici che puoi rifiutarti di pagare ma per alcune prestazioni mediche si e’ costretti a pagare comunque.

  • Profilo di margherita

    margherita

    20 giu 2008 - 16:08 - #8
    -1 punto
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    sempre per rimanere in tema di assicurazioni sanitarie, si deve anche considerare il tetto. Non tutte le assicurazioni coprono nello stesso modo. Puoi ad esempio averne una che ti copre da eventuali problemi standard, ma se per disgrazia ti capita una malattia grave e improvvisa (cosa poi così non rara), sei fregato. Ci sono dei costi spaventosi, veramente spaventosi per le medicine di alcune forme di tumore che in Italia sono gratis e penso ma lì come fanno le famiglie con un reddito normale. E anche quelli benestanti si impoveriscono in questo modo.
    Per me la Clinton era la migliore, ma il sessismo è più subdolo del razzismo.

  • pipp0

    20 giu 2008 - 20:38 - #9
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    Certo perchè piangere per commuovere e ottenere voti non è subdolo, eh. Sono stati due candidati atipici, l’importante non è chi dei due abbia vinto ma chi vincerà alle elezioni tra Obama e McCain. E Obama (ma anche se fosse stata la Clinton) potrebbe essere in svantaggio. Del resto McCain ha preso le distanze dall’amministrazione bush.

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