Tel Aviv: ecco la soluzione rifiuti per la Campania. Ma Bertolaso non ci crede

La soluzione ai rifiuti(e non solo campani) c'è . E' sotto brevetto e l'hanno inventata gli israeliani e si chiama Arrow-Bio. Me lo segnala Fabio. A un nostro lettore e ne leggo anche i thread su il Meetup amici di Beppe Grillo di Napoli a cui ho chiesto di partecipare all'incontro con il responsabile italiano.
Segnalo questa soluzione non solo per l'emergenza Campania. Consideriamo che anche la Sicilia e il Lazio sono sull'orlo del collasso.

In pratica con questo sistema denominato ArrowBio e che funziona ad acqua, è possibile differenziare i rifiuti e separare la parte organica da quella inorganica grazie alla forza di gravità. La parte organica opportunamente trattata diviene una poltiglia che può essere usata oltre che per produrre metano, anche come fertilizzante naturale. Insomma, si tratterebbe dell'uovo di Colombo. Il sottosegretario Bertolaso è stato opportunamente informato di questa possibilità proprio dai media: è stato intervistato da Stefano Mensurati il 27 giugno per la puntata di Radiocity su RadioUno. Vi ho estrapolato la parte che riguarda proprio la chiacchierata tra Mensurati, Bertolaso e Doron Sapir vice sindaco di Tel-Aviv (e la traduttrice) che riporta la sua esperienza:

Intervista di Stefano Mensurati RadioCity- Rai RadioUno




Ma il sottosegretario Bertolaso si dice incredulo e rileva che forse la traduttrice ha sbagliato a riferire le quantità di rifiuti smaltite. Per cui rifà la domanda al vice-sindaco Sapir il quale non solo gli conferma le quantità ma gli spiega che se su una linea a pieno regime si smaltiscono 300mila tonnellate di rifiuti, su due linee di smaltimento si arrivano a smaltire 600mila tonnellate di rifiuti. Dopo questa notizia che io sappia Guido Bertolaso non ha prenotato nessun volo per Tel Aviv.

Intervista di Stefano Mensurati RadioCity- Rai RadioUno - parte 2- L'incredulità di Guido Bertolaso


Ecco invece dalle parole di Bertolaso la situazione emergenza in Campania:
Intervista di Stefano Mensurati RadioCity- Rai RadioUno - parte3-La situazione rifiuti in Campania: Guido Bertolaso


Già lo scorso febbraio, prima che ripartisse nuovamente l'emergenza rifiuti e le discariche arrivassero al collasso gli enti campani furono contattati dall'azienda istraeliana: scrive Federico Pagnozzi rappresentante Italiano per Arrow Bio:

io lavoro per CST Spa che è l'azienda che ha portato la soluzione ArrowBio a Napoli, presso palazzo Salerno lo scorso gennaio. Ragazzi, io personalmente sono stato a presentare la soluzione a tal Ing. Giangrasso (interfaccia dal capo di gabinetto del commissario De Gennaro - L'ing. Marco Giangrasso è dirigente del Ministero Dell'Ambiente), uno che spegne le sigarette sul pavimento di marmo degli uffici di palazzo Salerno e che mentre noi eravamo davanti a lui parlava al cellulare con un suo amico dicendogli:"Il tuo inceneritore è un po obsoleto, dagli un'occhiata ai fumi". Ora, voi vi aspettate che si possa fare qualcosa? Qui non vogliono risolvere niente, solo prendersi i soldi che ci sono e poi dare la colpa a qualcuno. Io gli ho proposto un impianto per smaltire 120 tonnellate di immondizia al giorno e gli ho detto che lo avremmo approntato in 6 mesi, e lui mi ha detto che tra sei mesi, alla fine dell'emergenza, avrebbero fatto presente la mia proposta. (...)
(...) la proposta ArrowBio può essere veramente la soluzione auspicata. Considera che non esiste un limite alle strutture che possono essere implementate per lo smaltimento dei rifiuti e soprattutto non c'è bisogno di raccolta differenziata. L'offerta è stata portata da me e da un mio collega lo scorso 4 febbraio, ma come spiegavo nel mio primo post i risultati sono stati veramente scoraggianti. In ogni caso noi abbiamo proposto di attivare un impianto Arrow che sia pienamente funzionante in 6 mesi capace di smaltire 120 tonnellate di rifiuti al giorno. Senza andare ad inquinare le falde acquifere, senza generare fumi pericolosi, senza dover spendere cifre enormi per differenziare la raccolta dei rifiuti. Il tutto ad un costo molto ragionevole: un impianto come specificato costa circa 16 milioni di euro e garantisce la vendita di energia elettrica (l'impianto produce energia e ne consuma un terzo di quella che consuma) e di materie riciclate, oltre ad un compost analizzato da Juniper (agenzia indipendente inglese) che mostra livelli di qualità più alti di quelli mostrati dai compost attualmente in commercio.
Lavorando in acqua permette lo smaltimento delle ecoballe e genera dall'umido dell'acqua che può essere utilizzata per scopi irrigui.

Tra l'altro Antonio Buonomo direttore di A2A la società che gestisce il termovalorizzatore di Brescia è chiaro e afferma che le ecoballe napoletane possono essere smaltite solo in quesgli impianti predispoti per rifiuti di quel genere, cioè che non sono stati differenziati:

Intervista di Stefano Mensurati RadioCity- Rai RadioUno - Antonio Buonomo


Dunque, sembrerebbe che un ventaglio di soluzioni possibili (vedi anche l'intervista al prof. Ortolani e le soluzioni individuate da Walter Ganapini ex-presidente di Greenpeace e oggi assessore regionale all'ambiente della Campania) che non siano l'esercito, il termovalorizzatore di Acerra e di Agnano e la discarica di Chiaiano siano possibili e nei costi previsti.

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