Il viaggio tortura delle pecore australiane: la denuncia shock della LAV

Dopo la campagna sui cavalli trasportati dalla Spagna in Italia in condizioni pietose, la LAV apre un'altra denuncia sul sistema dei trasporti degli animali. Questa volta ad essere sotto accusa sono gli australiani che spediscono le loro pecore in Medio Oriente in condizioni di viaggio strazianti.

Ad essere esportate ogni anno sono oltre 4 milioni di pecore vive decimate a causa delle tragiche condizioni del viaggio: almeno 40.000 animali muoiono durante i trasporti. La mortalità raggiunge picchi del 2% e nonostante ciò il Governo australiano non ha mai ritenuto di dover aprire un indagine. Spiega Roberto Bennati, vicepresidente della LAV:

La domanda di pecore vive da esportare in Medio Oriente è stata tradizionalmente giustificata da motivi religiosi, che richiedono che la carne sia “halal”, cioè derivata da animali uccisi secondo precise modalità. Ma ormai l’80% dei mattatoi australiani è certificato “halal” e la domanda di carne refrigerata o congelata, da parte di questi Paesi, è in continua crescita, in corrispondenza all’espansione dei canali di distribuzione interni. Questo giustifica quindi un graduale ma deciso abbandono del trasporto di animali vivi destinati alla macellazione, auspicato dalla Coalizione Handle with care. Ma il trasporto di animali vivi rappresenta ancora un grande business mondiale, malgrado gli evidenti e seri problemi di salute e di sicurezza sanitaria che determina.


Per questo la LAV ha inviato una lettera al Governo australiano, indirizzata all'Ambasciatore in Italia Amanda Vanstone, nella quale chiede di adottare misure concrete per far viaggiare gli animali in condizioni confortevoli nonché nell'eliminare l'esportazione di animali vivi con esportazione di carne refrigerata.

La denuncia arriva grazie anche alla coalizione internazionale Handle With Care che spiega che per ogni metro quadro viaggiano tre pecore stipate in ricoveri infuocati e male illuminati. Gli ovini muoiono anche per fame poiché non riconoscono il pellet come cibo. Altre muoiono soffocate a causa del poco spazio. Chi sopravvive è portato in strutture per l'ingrasso e macellato in condizioni deplorevoli.

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