Acque di balneazione, oggi in Gazzetta la nuova direttiva europea

Spiaggia e mare E’ stata oggi pubblicata in Gazzetta Ufficiale la direttiva europea 7 del 2006 relativa alla qualità delle acque di balneazione. L’Italia ha recepito la norma lo scorso maggio, pur avendone tempo fino al marzo 2008. In compenso ci consoliamo con i dati diffusi nei giorni scorsi dall’ex ministero della Salute che promuovono a pieni voti lo stato dei nostri mari.

Vediamo le principali novità della nuova normativa.

I parametri di analisi. Una delle innovazioni più importanti riguarda i parametri di analisi: 2 al posto dei precedenti 19. Gli esami saranno svolti per verificare la presenza di enterococchi intestinali ed escherischia coli. Qualora il profilo delle acque di balneazione mostri una tendenza alla proliferazione di macroalghe e/o fitoplancton marino, si procederò ad un'ispezione visiva delle acque di balneazione per individuare inquinanti quali residui bituminosi, vetro, plastica, gomma o altri rifiuti.

Come viene effettuato il monitoraggio. E’ compito degli Stati membri individuare ogni anno quali sono le acque di balneazione. Il primo rilievo si effettuerà prima dell’inizio della stagione balneare. Dopo di che verrà fissato un calendario di monitoraggio: le date di prelievo saranno distribuite nell'arco di tutta la stagione balneare, con un intervallo tra le stesse che non superi mai la durata di un mese.

Classificazione delle acque di balneazione. Scarsa, sufficiente, buona ed eccellente. Questi i 4 livelli di qualità secondo i quali verranno classificate le acque monitorate. L’impegno di ogni Stato è che entro il 2015 ogni sito sia in grado di ottenere una valutazione almeno “sufficiente”. Se le acque di balneazione sono classificate di qualità “scarsa” per 5 anni consecutivi, saràdisposto un divieto permanente di balneazione o un avviso che sconsiglia permanentemente la balneazione. Gli Stati potranno comunque disporre un divieto permanente.

Miglioramento delle acque di balneazione. Una delle novità rispetto alla precedente normativa è la presenza di attività di rientro del livello di inquinamento dei siti valutati come scarsi o non conformi alla direttiva.

Informazione al pubblico. La direttiva prevede, infine, tutta una parta dedicata alla comunicazione al pubblico sui risultati delle rilevazioni. Ogni Stato dovrà infatti divulgare “attivamente e con tempestività durante la stagione balneare in un'ubicazione facilmente accessibile nelle immediate vicinanze di ciascuna acqua di balneazione” una serie di informazioni quali la classificazione e la descrizione delle acque in un linguaggio non tecnico; laddove la balneazione è vietata o sconsigliata, un avviso che ne informi il pubblico precisandone le ragioni; i riferimenti di dove reperire altre informazioni più approfondite, ecc....

Via | Direttiva 7 del 2006
Foto | Bomber82

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