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Il bike sharing: l’esempio di un anno a Parigi

Pubblicato: 08 lug 2008 da giancarlo

Commenti dei lettori

Il bike sharing a Roma, costi nascosti?Il bike sharing recentemente lanciato a Roma è un’ottima iniziativa, che incoraggia sia i romani che i turisti a l’uso della bicicletta per raggiungere il posto di lavoro o per muoversi in città. Il servizio, finora limitato al centro storico (mappa) totalizza 200 biciclette, è “in prova” e, a seconda dei risultati, dovrebbe in futuro estendersi a tutta la città (a Roma, ad oggi, si pedala nella sola ZTL). A Parigi, Velib è nato un anno fa e già conta 200.000 abbonati per 16.000 biciclette. Ogni giorno, i parigini effettuano circa 120.000 tragitti (tasso di soddisfazione al 98%) e, nel 2008, il comune di Parigi dovrebbe incassare quasi 30 milioni di euro.

I primi dati sul campo, tuttavia, rivelano dei costi imprevisti di manutenzione del servizio parigino, che ne bloccano l’estensione alla periferia. In un anno sono state rubate 3000 biciclette: alcune sono state ritrovate a Marsiglia, nelle strade di Casablanca o in un campo nomadi in Romania. A questi dati vanno aggiunte circa 1500 riparazioni quotidiane, di cui 300 per danni importanti dovuti a vero e proprio vandalismo, e si arriva al 30% del totale dei cicli in circolazione che generano costi importanti.

Le contromisure? Le catene sono state rinforzate, così come i telai, ed i panieri sono stati saldati per evitare i furti sistematici. Tuttavia, il costo medio per bicicletta, inizialmente di 1000€ è salito a 2500. Forse, questi dati servono a prevenire i futuri costi “inattesi” per il servizio romano, fornendo un “breviario” per la Cemusa che gestisce quelle di Roma; un primo esempio: mettere le ruote piene (senza camere d’aria) per evitare le forature.

Via | Le Figaro

» Comunicato CEMUSA

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di spidernik84

    spidernik84

    08 lug 2008 - 09:31 - #1
    5 punti
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    Insomma, finisce sempre che per colpa degli idioti ci rimettono tutti, anche quando l’idea è buona.

  • Profilo di Zuk

    Zuk

    08 lug 2008 - 09:45 - #2
    1 punto
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    Quoto Spidernik84

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    08 lug 2008 - 10:24 - #3
    2 punti
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    1000 euro una bicicletta????? Eccheccazz…. costano piu della mia mountain bike ammortizzata e di gran marca.

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    08 lug 2008 - 10:26 - #4
    1 punto
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    Aggiungo che l’idea e’ ottima.. se ci fosse a Milano mi eviterei di farmi a piedi da Garibaldi al centro (la metro non la prendo, non ci penso proprio).. sarebbe fantastico.

  • Profilo di Vhemt

    Vhemt

    08 lug 2008 - 10:30 - #5
    2 punti
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    Io direi di installare su ogni bici un GPS, per monitorare gli idioti, dato che ce ne sono tanti.

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    08 lug 2008 - 11:10 - #6
    2 punti
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    Si, un GpS “antiidioti”, considerando che il fatturato della compagnia Parigina è di 30 milioni di euro all’anno potrebbe essere una spesa fattibile. Io consiglio di visitare Siviglia e vedere come concepiscono la mobilità ciclabile nella città Andalusa. I più grandi comuni Italiani dovranno seguire anche questa strada per disincentivare l’utilizzo delle automobili nei centri abitati.

  • Profilo di Vhemt

    Vhemt

    08 lug 2008 - 12:31 - #7
    1 punto
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    Mah guarda ci sono esempi dalla Germania e dalla Danimarca, dove le persone sono molto più educate e rispettose.
    In alcuni posti ci sono situazioni in cui non hai bisogno di incatenare la tua bici, perchè nessuno si permette di toccarla.

  • Profilo di echoesluca

    echoesluca

    08 lug 2008 - 14:20 - #8
    2 punti
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    é un argomento da approfondire quello di aumentare l’uso della bicicletta, riguardo gli idioti bisogna preservare per loro una punizione piu consistente, e comunque non ci vogliono mille euro per una bicicletta, ma che scherziamo?

  • Profilo di unaltroqualsiasi

    unaltroqualsiasi

    08 lug 2008 - 14:22 - #9
    2 punti
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    @_FoX_: i 1000 euro includono i costi di installazione, manutenzione e gestione del servizio (quindi la manutenzione ordinaria delle bici, quella straordinaria, i lavori per l’installazione delle colonnine etc).
    Dividendo tutti i costi sostenuti dall’azienda per il numero di bici installate, ecco da dove escono i 1000 euro per bici.

    Non lavoro per la società che gestisce il servizio quindi parlo per supposizioni, ma in genere le aziende ragionano così quando si calcolano i costi. Cemusa è una società che lavora in tutto il mondo, e credo proprio che i conti li sappiano fare!

    In ogni caso essendo in Italia non mi stupirei se un comune pagasse 1000 euro per la singola bici, visti i costi assurdi di alcuni appalti…

  • mastro lindo

    08 lug 2008 - 14:41 - #10
    1 punto
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    non serve andare in germania, basta vedere la svizzera e la mobilità in bicicletta. ma non diciamolo troppo in giro prima che a qualcuno venga in mente di esportare un pò di “italianità” anche lì, più di quanta ce ne sia già ora.
    a milano c’è stato un bando di concorso, è stato vinto e il progetto doveva partire mesi fa. ma guarda un pò.

  • Profilo di Vhemt

    Vhemt

    08 lug 2008 - 15:15 - #11
    0 punti
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    Ma se vogliamo non c’è bisogno di andare neanche in Svizzera, basta fare un salto in Trentino.

  • Profilo di Superbisco

    Superbisco

    09 lug 2008 - 13:58 - #12
    0 punti
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    Ma non avete capito che a Roma non si arriverà mai alle quote Parigine? (o di Barcellona)

    Nella capitale francesce è partito così: “10600 bici disponibili, 750 punti di scambio

    A Roma un modesto 250 (diventato poi 200) e 1 solo luogo disponibile, sempre per i soliti turisti!!!!!! E BASTA! Ma quand’è che si penserà ai lavoratori!??

    Romapedala: Bici pubbliche a Parigi!

    Miglioraroma: Parte il bike sharing, ma quale integrazione con il trasporto pubblico?

  • Rondone Romano

    16 lug 2008 - 19:03 - #13
    0 punti
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    Bisco ha ragione, eppure è stato un successo.
    qui c’è il primo bilancio, tanti problemi, una certezza. NON MOLLARE!!!! I romani vogliono PEDALARE!!!

  • Rondone Romano

    16 lug 2008 - 19:05 - #14
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    ma i turisti nemmeno possono prenderla a Roma… è assurdo!

  • allenius

    15 set 2008 - 21:58 - #15
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    In Germania il bike sharing è gestito dalla società delle ferrovie Deutsche Bahn con ottimi risultati; il loro punto di forza consiste nella facilità del servizio di noleggio “Call a bike” e nell’utilizzo di un GPS e di un controllo remoto per bloccare e sbloccare il lucchetto. Inoltre la bicicletta può essere lasciata in un punto qualsiasi in quanto è possibile localizzarla tramite il GPS che agisce anche da deterrente contro i ladri .
    In Italia sembrava non averci pensato nessuno … invece ho trovato qualcosa di interessante su
    http://www.asap-firmware.com/news.asp

  • gigithegroovyenergydrummer

    16 set 2008 - 11:16 - #16
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    Credo che il dato di fondo sia uno: il Bike Sharing è una buona cosa. Ci sono dei limiti, dovuti alla complessità di una città come Roma (grande, collinare, affollata, trafficata ed anche violenta). Le bici condivise rappresentano un esempio di gestione pubblico privato nuova, in Germania sono pubbliche, per stimolare l’intermodalità treno-bici, in Francia a Lione la partecipazione della Decaux (vedi Velo’V) ha permesso la realizzazione delle stazioni di parcheggio ecc.

    Un elemento certo è che l’estensione della rete di bici permette un uso generalizzato; attualmente il limite della ZTL non permette un utilizzo generalizzato al di là di una croce che include Piazza Barberini, Piazza Venezia, Largo Argentina e Piazza del Popolo. Troppo poco: size matters!

    Il coraggio delle scelte poi, si rivelerà fondamentale in una città dallo spazio limitato e fortemente conteso, da auto, motorini, commercianti, parcheggiatori, portieri, autisti, ecc. ecc.

    Le amministrazioni comunali e centrali dovrebbero capire in fretta che un metro di spazio vitale per pedoni, bici, pattini, skateboard, carrozzine, carrozzelle, sarà sempre più reclamato da una popolazione che invecchia, si ammala e, soprattutto, si impoverisce pagando sempre di più per l’uso di mezzi di trasporto inefficienti ed inquinanti.

    Altre reti, più costose e complicate saranno quelle di treni e tram..