Il bike sharing: l’esempio di un anno a Parigi

Il bike sharing a Roma, costi nascosti?Il bike sharing recentemente lanciato a Roma è un’ottima iniziativa, che incoraggia sia i romani che i turisti a l’uso della bicicletta per raggiungere il posto di lavoro o per muoversi in città. Il servizio, finora limitato al centro storico (mappa) totalizza 200 biciclette, è “in prova” e, a seconda dei risultati, dovrebbe in futuro estendersi a tutta la città (a Roma, ad oggi, si pedala nella sola ZTL). A Parigi, Velib è nato un anno fa e già conta 200.000 abbonati per 16.000 biciclette. Ogni giorno, i parigini effettuano circa 120.000 tragitti (tasso di soddisfazione al 98%) e, nel 2008, il comune di Parigi dovrebbe incassare quasi 30 milioni di euro.

I primi dati sul campo, tuttavia, rivelano dei costi imprevisti di manutenzione del servizio parigino, che ne bloccano l’estensione alla periferia. In un anno sono state rubate 3000 biciclette: alcune sono state ritrovate a Marsiglia, nelle strade di Casablanca o in un campo nomadi in Romania. A questi dati vanno aggiunte circa 1500 riparazioni quotidiane, di cui 300 per danni importanti dovuti a vero e proprio vandalismo, e si arriva al 30% del totale dei cicli in circolazione che generano costi importanti.

Le contromisure? Le catene sono state rinforzate, così come i telai, ed i panieri sono stati saldati per evitare i furti sistematici. Tuttavia, il costo medio per bicicletta, inizialmente di 1000€ è salito a 2500. Forse, questi dati servono a prevenire i futuri costi "inattesi" per il servizio romano, fornendo un "breviario" per la Cemusa che gestisce quelle di Roma; un primo esempio: mettere le ruote piene (senza camere d'aria) per evitare le forature.

Via | Le Figaro

» Comunicato CEMUSA

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