Scajola: "inizieremo a costruire le centrali nucleari il prossimo anno". Ecco dove.

La mappa dei siti nucleari

Mentre qualche post più sotto Matteo Razzanelli e piccolosocrate ci danno conto dell'incidente nucleare a Tricastin in Francia, il Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola in visita ad Ansaldo Energia a Genova, annuncia che entro la fine di quest'anno saranno individuati i siti su cui far sorgere le centrali nucleari italiane e che nella primavera del 2009 sarà indetta la conferenza energetica (organizzata insieme al ministero dell'Ambiente e aperta a tutti gli esperti del settore) con la proposta di un Piano nazionale che sarà poi portato all'attenzione del Parlamento.

Il che, tradotto dal politichese vuol dire che entro la fine dell'anno saranno individuati i siti su cui costruire le centrali e che entro un anno ne sarà richiesta l'approvazione al Parlamento. E secondo quanto riferisce equologia iniziano a girare i primi nomi dei siti che ospiteranno le centrali: Monfalcone (Go), Chioggia (Pd) (Ve), Ravenna, Caorso (Pc), Trino (Vc), Fossano (Cn), Scarlino (Gr), San Benedetto (Ap), Latina, Termoli (Cb), Garigliano (Ce), Mola (Ba), Scanzano Ionico (Mt), Palma (Ag), Oristano.

Ad un prima analisi dei nomi risulta che Caorso e Trino in pratica saranno riaperte e che le altre sono tutte in zone vicino a corsi d'acqua. Non mi risulta né che sia stato predisposto uno studio per i siti di stoccaggio né che tantomeno siano stati individuati. Intanto Renzo Tondo, favorevole al nucleare (qui il suo blog), presidente della Regione Friuli Venezia Giulia chiede al Governo italiano, anzi al Sistema Italia, di essere presente al raddoppio della centrale di Krsko in Slovenia sicché lui possa usufruire dell'energia prodotta.

Scriveva l'Ansa (lo trovate ancora in archivio) il 20 marzo scorso:

Quindici siti per centrali nucleari di piccole dimensioni, 12 siti per centrali nucleari piu' grandi. La mappa è stata stilata provocatoriamente da Fabio Roggiolani, consigliere regionale toscano dei Verdi, responsabile nazionale energia del Sole che ride e candidato alla Camera per la Sinistra Arcobaleno. ''Abbiamo fatto fare questo studio - afferma Roggiolani - dopo il ritorno al nucleare bipartisan, proposto da Guido Possa di Forza Italia e subito accettato dal ministro Pierluigi Bersani. Vediamo se gli elettori di quelle zone vogliono un futuro nucleare o uno basato sulle rinnovabili''. I siti vanno da nord a sud: Trino (Vicenza- in realtà la provincia è Vercelli NdR), Fossano (Cuneo), Caorso (Piacenza), Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), Ravenna, Scarlino (Grosseto), San Benedetto (Ascoli Piceno), Latina, Garigliano (Caserta), Termoli (Campobasso), Mola (Bari), Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento) e Oristano. Sono stati individuati tramite una ricerca commissionata a Francesco Meneguzzo del Cnr, che ha valutato la popolosità, il rischio sismico e il rischio alluvionale. Nella relazione dello studio, Meneguzzo precisa anche che ''il costo del nucleare è molto superiore alle alternative esistenti''. ''Siamo nelle condizioni - conclude Roggiolani, che ha partecipato a una manifestazione sulle rinnovabili a Firenze - di produrre la stessa quantità di energia con il solare e l'eolico


In Europa siamo circondati da centrali nucleari : la Francia ne ha 59, il Regno Unito ne ha 34, la Svezia 11 e l'Ucraina 14, la Svizzera 5 e la Russia 29. E nel caso di incidente ci sono 57 centraline a segnalarne la pericolosità. Ma per i casi più gravi d'incidente non basteranno le Alpi a proteggerci.

Ha dichiarato il Ministro Scajola:

L'ultimo piano energetico nazionale risale a 21 anni fa quando il problema dell'energia era di debole intensità. Da allora l'Italia ha fatto la cicala e si è adagiata sul costo relativamente basso del petrolio e non ha pensato al futuro. Adesso abbiamo ritenuto necessario affrontare questo tema nella conferenza energetica che si terrà in primavera che deve essere una consultazione bipartisan e alla quale spero parteciperanno anche scienziati di fama mondiale. I temi dell'energia non si risolvono in una legislatura ma nell'arco di decenni. Dobbiamo affrontare tre tipi di esigenze differenti: in primo luogo dobbiamo avere energia sicura a prezzo stabile; dobbiamo garantire fonti di energia diverse sia geograficamente sia come tipi di energia, nel senso che non possiamo continuare ad utilizzare soltanto carbone e petrolio; dobbiamo infine contribuire alla diminuzione dell'anidride carbonica nell'atmosfera. Dopo la conferenza andremo in Parlamento per approvare il piano energetico. Nel frattempo, entro il 31 dicembre, il governo si è impegnato a stabilire i criteri sulla base dei quali individuare i siti dove sorgeranno le centrali nucleari, criteri che saranno elaborati da commissioni di esperti. L'augurio è che succeda come in Francia, in cui c'è una corsa dei siti che rispondono alle caratteristiche individuate, a ospitare le centrali nucleari.

Foto | ecquologia

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