Mangeremo più aragoste grazie al riscaldamento globale e alla pesca

Piatto a base d'aragosta

Per chi ama l'aragosta, granchi e crostacei in generale il riscaldamento globale ha i suoi pro: è stato recentemente dimostrato da alcuni studenti dell'Università di Rhode Island situata a poco meno di 300 km da New York, che l'aumento della temperatura media dell'acqua e le attività di pesca intensiva ha favorito il proliferare delle "specie di fondale", soprattutto gli invertebrati.

Se ne parlava la settimana scorsa sul sito inglese del National Geographic sottolineando che si sta perdendo la biodiversità marina perché stanno sparendo sempre più esemplari tipici di acque fredde mentre stanno aumentando pesci e molluschi di zone più calde.

I dati su cui sono stati compiuti gli studi sono stati utili per ricostruire le serie storiche a partire dal 1959 quindi i risultati cui sono pervenuti sono piuttosto affidabili anche se sono localizzati nella baia antistante. Anche se non arriveranno a buon mercato i prezzi delle nostre aragoste, se voi foste al posto degli americani, gioireste per gli effetti del riscaldamento globale o li mettereste all'indice anche questa volta?

Foto | Ozchin

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