E’ nel libro “Ecoballe” di Paolo Rabitti (Ed. Aliberti) la squallida verità sull’ emergenza rifiuti in Campania, che racconta la serie di inadempienze e passaggi di responsabilità che sino ad oggi hanno letteralmente sepolto la regione sotto l’immondizia. Precisamente, è la verità, in una lettera inviata nel 1998 da Giuseppe Zadra, Presidente dell’ ABI (Associazione bancaria italiana) all’allora commissario, nonché Presidente della Regione Campania, Antonio Rastrelli.
In sostanza l’ABI, come riferisce nel filmato sopra l’Ing. Rabitti, intromettendosi nella Gara d’appalto europea per la gestione dei rifiuti del 1998, chiede alla Campania di non avviare la raccolta differenziata perchè è più importante raccogliere rifiuti per la costituzione delle ecoballe. Inoltre, se i cittadini campani non avessero conferito la quantità di rifiuti prefissata avrebbero dovuto pagare due volte: sia per smaltirli, sia per non smaltirli.
Il che significa che i Comuni sono messi nella condizione di scegliere la raccolta indifferenziata, poichè sono obbligati a consegnare una determinata quantità di rifiuti che non potrà mai essere raggiunta se li differenziano.
Da quel momento in poi, la storia ha preso la piega che oggi tutti noi conosciamo.
Ecco uno stralcio del libro relativo alla lettera dell’Abi alla Regione Campania, così come riportato dal Meet Up Amici di Beppe Grillo di Napoli:
[…]Giuseppe Zadra, direttore generale dell’ ABI […] invia al commissario delegato Rastrelli alcune considerazioni del sistema bancario sulle problematiche di finanziamento degli impianti da realizzarsi nella Regione Campania, in relazione alle prescrizioni di cui al bando di gara e al capitolato d’oneri .
Il gip Rosanna Saraceno, nell’ Ordinanza con la quale ordina il sequestro cautelativo di settecentocinquanta milioni di euro nei confronti di Impregilo, sottolinea che la preoccupazione manifestata dagli istituti di credito era determinata proprio dal contrasto tra la prescrizione del capitolato, che richiedeva una potenzialità minima degli impianti pari all’intera quantità dei rifiuti prodotti nell’anno 1997 e gli obiettivi stabiliti per la raccolta differenziata. La diminuzione dei rifiuti da conferire agli impianti di CDR avrebbe avuto conseguenze economiche negative per chi avesse vinto la gara d’appalto.A parità di costi sarebbero diminuiti i guadagni, perché il servizio oggetto della gara sarebbe stato pagato in relazione alla quantità di rifiuti trattati. Così il Presidente dell’ABI scrive alla Regione che bisogna prevedere quantità minime di rifiuti conferiti, secondo un meccanismo (chiamato delivery or pay) attraverso il quale, nel caso in cui tutti i comuni non conferiscano la quantità minima di rifiuti fissata, siano obbligati a pagare anche per la quantità non apportata.
Zadra chiede inoltre che il recupero energetico del CDR prodotto nel periodo precedente l’entrata in funzione dell’inceneritore non debba essere necessariamente effettuato in altri impianti. […]
Il commissario delegato Rastrelli, in data 24 ottobre 1998, risponde al presidente dell’ ABI che la gara d’appalto è in corso, e quindi non si possono modificare le condizioni. Però dopo la gara, attraverso i successivi strumenti di definizione dei rapporti (accordo di programma, contratti) sarà possibile prendere in esame le considerazioni esposte nella nota. […]
Paolo Romiti comunica a Rastrelli che il prezzo offerto in gara è condizionato dalla positiva soluzione delle tematiche nella nota dell’ABI.
In pratica cosa è successo? Nel 1992 è proclamata la prima emergenza rifiuti e nel 1996 Antonio Rastrelli oltre ad essere Presidente della Regione Campania diviene Commissario ordinario prima e con poteri straordinari poi. Nel 1997 arriva con il Decreto Ronchi l’obiettivo della raccolta differenziata al 35% entro il 2000 e che prevedeva anche il conferimento dei restanti rifiuti a quegli impianti di trattamento atti alla separazione della frazione organica dalla frazione combustibile (CDR) che dovrà essere usata per produrre energia. Il tutto finanziato grazie al CIP6 ma a patto che non brucino più della metà dei rifiuti prodotti in Regione e con l’obbligo di smaltire il CDR in impianti esistenti senza attendere che siano costruiti inceneritori. Ma i decreti commissariali nr. 58 e nr.59 del 12 giugno 1998 ribaltano la situazione e approvano bando di gara e capitolato d’oneri per la costruzione di inceneritori.
La gara è chiusa nel 2000 e alla Presidenza della Regione c’è Antonio Bassolino.Vince la società FIBE che dovrà costruire sette impianti di produzione e stoccaggio di ecoballe, due inceneritori nelle quali bruciarle, gestire la raccolta differenziata e costruire nuove discariche. Ma chi è FIBE? Dietro questa sigla ci sono: Fisia, Impregilo, Babcock Envinronment GmbH, Evo Oberrhausen, che hanno come capofila Fisia controllata di Impregilo. In testa l’ex AD Pier Giorgio Romiti coadiuvato da Paolo Romiti, che nel 2005 vince l’appalto per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina (ma questa è un’altra storia). La FIBE ha come capofila Fisia, controllata del gruppo Impregilo e la società non consegna nei tempi previsti l’inceneritore di Acerra, il che la porta ad un procedimento penale tutt’ora in corso presso il Tribunale di Napoli. E Fibe cosa acquista nel 2002? La cava di Chiaiano dal legittimo proprietario, Giosuè Riccardi, residente ad Acerra.
Il resto della storia è nella cronaca degli ultimi due anni e la fanno Prodi e la sua ordinanza, il decreto di Silvio Berlusconi e l’accordo con la Lega, i militari a presidiare cave e inceneritore, la scelta della discarica di Chiaiano di proprietà della Impregilo, il Commissario straordinario prima e sottosegretario poi Guido Bertolaso, il sindaco di Acerra che denuncia Prodi, le proteste dei sindaci, la gente di Chiaiano, la gente di Acerra…
Vi riporto una piccola nota biografica dell’Ing. Paolo Rabitti:
Docente universitario, ricercatore, negli ultimi quindici anni è stato consulente tecnico delle procure in innumerevoli casi, dal Petrolchimico di Marghera, per conto del Pm Felice Casson (caso sul quale ha pubblicato Cronache dalla chimica, CUEN, Napoli 1998), al processo Enel di Porto Tolle; dal Petrolchimico di Brindisi alla causa per l’inquinamento dal DDT del Lago Maggiore. Le sue relazioni tecniche per la Procura di Napoli sono un fulcro dell’accusa nel processo al presidente della Regione Campania e ai vertici di Impregilo.
caiofabricius
13 lug 2008 - 13:01 - #1Al solito:
Achtung BANDITEN !
Fabio A.
13 lug 2008 - 13:03 - #2Forse ora un po’ di cose cominciano ad apparire più chiare, ai tanti che fino ad oggi hanno criticato i napoletani?
Andrea C.
13 lug 2008 - 21:43 - #3Madoooonna Santissimaaa!!! Che marcio… ancora taaanto marcio… ancora altri loschi figuri, ancora tanti figli di Grandissima Putt. che continuano imperterriti a fare i loschi figuri e a inguaiare sempre più noi povera gente meridionale… Ma perchè aspettiamo ancora? Ma che c…. ci vuole ancora per punire in modo veloce, con pene severe ed esemplari tutti questi bei tipetti di responsabili che vengono da lontano; tipetti che continuano ad ingrassare e a prenderci per il c…? Inutile dire che non mi va di leggere tutto… in internet ce n’è tanta di roba… e sono moolto stanco e scocciato che le cose brutte non cambiano mai ormai da troppi anni… Solo chiacchiere e niente fatti. Devo dire che noi del Sud, per quello che stiamo subendo, per le nostre tante sofferenze subite da queste “Caste” che ci stanno inquinando tutto, abbiamo tutto il sacrosanto diritto di reagire, protestare e…. ribellarci…. Altro che Est… altro che abisso Ovest… quì c’è di peggio… c’è un buco nero, due mentalità completamente opposte e diverse tra quella parte del Nord, cioè l’intoccabile Casta e tutto il Sud… Ma è mai possibile che la colpa si vuole sempre addossare ai poveri napoletani che soffrono, pagano e muoiono… in silenzio…? Colpevoli forse di morire intossicati? E’ assurdo no?… Anch’io sto facendo altre chiacchiere… eppure ci sono taante persone istruite e rispettabili nel Sud: purtroppo queste non vengono mai prese in considerazione…
passatore
13 lug 2008 - 22:12 - #4Andrea C.: Comprendo la tua disperazione di persona onesta e consapevole del sud. Sono assolutamente solidale con te e i tuoi onesti concittadini per quello che state sopportando. Permettimi solo una osservazione: in base a quello che dici mi pare di vedere una leggera tendenza a colpevolizzare personaggi politici o imprenditori di malaffare che provengono dal nord. Io credo che il vero problema non siano corruttori, politici disonesti o mafiosi che sono del sud o del nord. Il problema siamo tutti noi italiani che con i nostri voti andiamo eleggere personaggi con decine di facce che fanno gli interessi di coloro che in Italia comandano su tutto. Ma rispondimi perchè voi del sud o i cittadini di Napoli avete votato quella maledetta giunta comunale che ben sapevate che era solo li per ingannare i napoletani onesti?
Fabio A.
14 lug 2008 - 23:11 - #5Scusate l’Off Topic.
ASSEMBLEA REGIONALE DEI COMITATI A SAVIGNANO IRPINO
Su www.chiaianodiscarica.it,con qualche intoppo, potete visionare in diretta l’assemblea regionale dei comitati campani per la difesa della salute e dell’ambiente.
Si discute di come portare avanti una lotta per una definitiva soluzione della questione rifiuti.
Tra i presenti, anche Alex Zanotelli.
In diretta ORA su www.chiaianodiscarica.it
sirioflash
18 lug 2008 - 16:33 - #6Nota positiva che alla fine si sia ricostruita la trama, purtroppo sempre con l’intervento del mAGISTRATO. In questo paese non c’è piu’ speranza che le Amministrazioni facciano il loro dovere in taluni settori, non a caso commissariati, per non cambiar nulla. A Roma ci sono dinamiche analoghe e storie simili: ho partecipato a incontri sulla differenziata con le scuole e la classe insegnante soffre per la mancanza di cassonetti. Molti esercizi commerciali lamentano cassonetti con portelli stretti, o assenza di cassonetti; all’E.U.R. alla Passeggiata del Giappone, dove non c’è produzione di imballi, giacciono cassonetti con l’agognato sportello apribile, rigidamente serrati…Avanzai un dubbio a la Repubblica: che vi sia un interesse a boicottare la differenziata per creare l’emergenza e giustificare poi la costruzione di inceneritori?l’A.M.A. è entrata nel businnes degli inceneritori e ha interessi contrastanti alla raccolta differenziata.
Gli aeroporti sono fermi ante decreto Ronchi.
All’orizzonte romano piuttosto un’involuzione che non un progresso..